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conti 2019

Fideuram-Intesa Sanpaolo PB, masse gestite in crescita

L'Aum delle reti del gruppo Intesa Sanapolo registra da inizio anno una crescita dell’11% rispetto al 31 dicembre 2018 (213,1 miliardi) e del 7% rispetto al 30 settembre 2018 (220,4 miliardi)

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Il consiglio di amministrazione delle reti Fideuram e Intesa Sanpaolo Private Banking del gruppo Intesa Sanpaolo ha approvato il resoconto intermedio al 30 settembre 2019. 

Le masse amministrate approvate dall'assemblea del presidente Paolo Grandi erano pari a 235,9 miliardi di euro, in crescita dell’11% rispetto al 31 dicembre 2018 (213,1 miliardi) e del 7% rispetto al 30 settembre 2018 (220,4 miliardi).

L’evoluzione delle masse rispetto alla fine del 2018 è attribuibile sia alla performance di mercato, che ha inciso positivamente sui patrimoni per 15,5 miliardi, sia alla raccolta netta di oltre 7,3 miliardi. 

L’analisi per aggregati evidenzia che la componente di risparmio gestito è risultata pari a 159,4 miliardi, in crescita di oltre 12 miliardi (+8%) rispetto alla fine del 2018.

Al 30 settembre 2019 le masse amministrate in regime di consulenza a pagamento ammontavano a 38,1 miliardi di euro (36,3 miliardi al 31 dicembre 2018, +5%). Nei primi nove mesi dell'anno l’attività commerciale ha registrato una raccolta netta di oltre 7,3 miliardi (7,9 miliardi nell’analogo periodo del 2018).

Se i flussi netti del periodo si sono concentrati prevalentemente sulla componente di risparmio amministrato (6,3 miliardi), la raccolta netta di risparmio gestito, pari a 1 miliardo, ha evidenziato una dinamica trimestrale in deciso miglioramento nel corso dell’anno.

Al 30 settembre 2019 il numero complessivo dei private banker delle reti risultava pari a 5.902, con un portafoglio medio pro-capite pari a circa 40 milioni (in crescita rispetto a 36 milioni di inizio anno). I costi operativi netti, pari a 448 milioni, sono aumentati di 21 milioni (+5%) rispetto al corrispondente periodo del 2018 (427 milioni).

leggi anche | Private, masse da record ma con crescita sotto la media Ue. La ricerca Aipb-Deloitte

L’analisi di dettaglio evidenzia che le spese per il personale, pari a 263 milioni, hanno registrato un incremento del 4% legato anche al rafforzamento dell’organico in alcuni ambiti aziendali.

L’analisi dei principali aggregati del conto economico evidenzia che nei primi nove mesi dell’esercizio le commissioni nette sono risultate pari a 1.276 milioni, in lieve aumento (+1%) rispetto al saldo di 1.269 milioni di euro registrato nello stesso periodo del 2018. Le commissioni nette ricorrenti, componente predominante (oltre 93%) del margine commissionale, sono risultatepari a 1.192 milioni, in lieve diminuzione (-2%) rispetto ai primi nove mesi del 2018 (1.217 milioni).

Tale andamento riflette un product mix leggermente meno favorevole, parzialmente compensato da masse medie di risparmio gestito in lieve crescita (154,9 miliardi, +1%).

Nei primi nove mesi del 2019, così come nell’analogo periodo del 2018, il margine commissionale non ha beneficiato di contributi significativi rivenienti da commissioni di performance, risultate pari a 2 milioni a fronte di un saldo nullo nel corrispondente periodo del 2018.

Il margine di interesse, pari a 132 milioni, ha evidenziato un incremento del 14% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno (116 milioni) grazie alla crescita dei volumi medi investiti sui portafogli proprietari, abbinata all’attività di rotazione del portafoglio titoli e al ribilanciamento delle scadenze sui depositi di tesoreria.

Le altre spese amministrative, pari a 143 milioni, sono risultate sostanzialmente in linea (+1%) con quelle dell’analogo periodo del 2018. Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (42 milioni) hanno segnato un incremento di 8 milioni, principalmente legato a maggiori costi di locazione immobiliare, ammortizzati ai sensi del principio contabile IFRS16.

Il Cost/Income ratio è risultato pari a 31% (30% nei primi nove mesi dello scorso esercizio), rimanendo su livelli di assoluta eccellenza. L’utile netto consolidato dei primi nove mesi si è attestato a € 659 milioni, segnando un marginale incremento (+€ 2 milioni) rispetto ai primi nove mesi del 2018.

I coefficienti patrimoniali consolidati di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking si confermano ampiamente al di sopra dei livelli minimi richiesti dalla normativa. In particolare, al 30 settembre 2019 il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari a 19,7%.

“In questi nove mesi continuiamo a generare valore in modo consistente e sostenibile, grazie al lavoro di tutta la struttura, su cui investiamo in modo mirato, tanto sulla formazione quanto sull’innovazione di prodotto", commenta Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram e Intesa Sanpaolo Private Banking. Sviluppare la preparazione professionale delle nostre reti è fondamentale per attrarre e preparare i migliori private banker, mentre ideare soluzioni di investimento diversificate, come la nostra piattaforma di alternativi, ci consente di trovare opportunità di investimento anche in condizioni di mercato più complesse". 

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