conti 2019 | analisi Janus Henderson

Dividendi globali, la riduzione degli utili incombe sulla crescita

Nell'ultimo trimestre brillano i dividendi staccati dalle aziende Usa, prima fra tutte AT&T. Janus Henderson mantiene invariate le previsioni sui profitti globali per il 2019 a 1.430 miliardi di dollari

Dividendi globali, la riduzione degli utili incombe sulla crescita

Secondo l’indice Janus Henderson Global Dividend (JHGDI), la crescita dei dividendi globali sta rallentando. Tale tendenza è iniziata nel secondo trimestre e ha continuato nel terzo.

Il rallentamento dell’economia globale sta iniziando a gravare sugli utili delle imprese e, di conseguenza, sui dividendi (Jane Shoemake, Janus Henderson)

Nonostante la frenata, i dividendi risultano comunque ancora in crescita. Le distribuzioni complessive sono salite del 2,8% e hanno toccato un nuovo record per il terzo trimestre di 355,3 miliardi di dollari che, tenendo in considerazione il rafforzamento del dollaro e altri fattori tecnici minori, equivale a un aumento della crescita sottostante del 5,3%.

Si tratta di un dato perfettamente in linea con la tendenza a lungo termine e con la stima di Janus Henderson. L’indice Janus Henderson Global Dividend ha toccato un nuovo record di 193,1.

Solo negli Stati Uniti i dividendi hanno toccato un record storico nel terzo trimestre, in aumento dell’8% in termini sottostanti, ben oltre la media globale. Il rallentamento della crescita degli utili sta però iniziando a gravare sul pagamento dei dividendi.

È infatti in aumento la percentuale di aziende statunitensi che ha mantenuto i dividendi invariati, una su 6 nel terzo trimestre rispetto a una su 10 nel primo trimestre, ma ci sono anche alcune aziende che hanno tagliato le distribuzioni. La società che  distribuisce i dividendi più elevati negli Stati Uniti quest’anno sarà AT&T, che supera Apple, Exxon Mobil e Microsoft.

AT&T torna ai vertici della classifica per la prima volta dal 2012 grazie all’acquisizione di Time Warner avvenuta nel 2018. La società nata dalla fusione distribuirà circa 14,9 miliardi di dollari. Questo, tuttavia, non sarà sufficiente a spodestare Shell come prima società al mondo per dividendi distribuiti per il quarto anno consecutivo.

Tenendo conto delle rettifiche stagionali, Giappone, Canada e Regno Unito hanno riportato valori record per il terzo trimestre, anche se nel caso del Regno Unito il risultato dipende interamente dagli abbondanti dividendi straordinari distribuiti da banche e società minerarie. La crescita sottostante nel Regno Unito resta stagnante, allo 0,6% soltanto.

In Germania, Italia e Svizzera, solo poche aziende hanno distribuito un dividendo ma tutte hanno incrementato le distribuzioni su base annua

In termini stagionali, il terzo trimestre è particolarmente rilevante per la Cina e per l’area Asia Pacifico dove sono stati rilevati importanti segnali di debolezza.

Quasi metà delle aziende cinesi nell’indice ha tagliato le distribuzioni e la crescita modesta è attribuibile pressoché interamente ai massicci aumenti da parte di una o due aziende.

I dividendi sottostanti in Cina hanno totalizzato quota 29,2 miliardi di dollari, salendo del 3,7% su base annua e, se non considerassimo il consistente aumento di Petrochina, sarebbero stati più bassi rispetto all’anno precedente.

Il rallentamento dell’economia cinese sta gravando sulla capacità di distribuzione dei dividendi delle aziende del Paese, soprattutto perché, nel breve periodo, i dividendi in Cina sono maggiormente collegati agli utili rispetto a quanto avviene in altre regioni, come gli Stati Uniti e il Regno Unito dove le aziende adottano generalmente una politica dei dividendi fondata su un rapporto di distribuzione fisso.

La regione Asia Pacifico, Australia e Taiwan hanno ridotto le distribuzioni, e solo Hong Kong risulta in forte crescita. È stato un trimestre difficile per l’Australia, dove il 20% delle aziende nell’indice ha tagliato i dividendi. Il totale è sceso a 18,6 miliardi di dollari, il 3° trimestre peggiore dal 2010 in questa valuta, in calo del 5,9% in termini sottostanti.

Questo risultato è attribuibile principalmente a National Australia Bank che ha tagliato il dividendo per la prima volta in un decennio. L’Australia si trova già in coda alla classifica dei dividendi tra le principali economie mondiali, dunque se il rallentamento dell’economia locale fa scendere la redditività delle imprese, non è una buona notizia per gli investitori orientati alla generazione di reddito. Diventa pertanto importante adottare un approccio di investimento diversificato. 

Nel trimestre i dividendi europei hanno toccato il minimo stagionale. I sottostanti sono saliti del 7%, sebbene il tasso di crescita sia gonfiato dagli sviluppi positivi di un numero limitato di società

Le distribuzioni sottostanti a Hong Kong, a differenza della tendenza in Cina, sono invece salite dell’8,1%. Il risultato è attribuibile principalmente ai dividendi della compagnia petrolifera CNOOC e al settore immobiliare.

Nel trimestre i dividendi europei hanno toccato il minimo stagionale. I dividendi sottostanti sono saliti del 7%, sebbene il tasso di crescita sia gonfiato dagli sviluppi positivi di un numero limitato di società, e il dato complessivo non basterà a modificare in misura sostanziale la percentuale annuale.

La Spagna è il principale pagatore nel periodo preso in considerazione, fondamentalmente perché i dividendi spagnoli sono meno stagionali rispetto ad altri Paesi europei. I dividendi (sottostanti) in questo caso sono saliti del 7,7%, principalmente grazie al consistente incremento da parte del gruppo del settore costruzioni, Acs, che sta riportando il rapporto di distribuzione su livelli che non si vedevano dal 2013/2014, grazie al miglioramento della redditività e alla riduzione del debito.

Ogni azienda spagnola nel nostro indice ha incrementato il dividendo rispetto all’anno precedente. In Germania, Italia e Svizzera, solo poche aziende hanno distribuito un dividendo ma tutte hanno incrementato le distribuzioni su base annua.

Il settore dell’energia ha riportato la crescita maggiore con un aumento dei dividendi sottostanti di poco superiore al 20%. Tale aumento dipende principalmente dalle compagnie petrolifere russe, ma anche Cina, Hong Kong, Canada e Stati Uniti hanno contribuito all’incremento.

La crescita complessiva per i materiali di base è stata trainata dai dividendi straordinari, mentre le società di telecomunicazioni in tutto il mondo hanno ridotto le distribuzioni, in particolare Vodafone nel Regno Unito, China Mobile e Telstra in Australia. Solo poco più della metà delle società di telecomunicazioni nell’indice ha aumentato le distribuzioni su base annua.

Janus Henderson mantiene invariate le sue previsioni sui dividendi globali per il 2019 a 1.430 miliardi di dollari. Ciò rappresenta un aumento in termini complessivi del 3,9%, che equivale a una crescita sottostante del 5,4%. Al confronto, il 2018 aveva registrato una crescita sottostante dell’8,5%. Il 2019 contrassegnerà il decimo anno consecutivo di crescita sottostante per i dividendi.

“Abbiamo messo in guardia gli investitori nel corso dell’intero anno, avvertendoli che la rapida crescita dei dividendi a cui hanno assistito nell’ultimo paio d’anni era destinata a tornare verso livelli più normali: il rallentamento dell’economia globale sta iniziando a gravare sugli utili delle imprese e, di conseguenza, sui dividendi". È il commento di Jane Shoemake, investment director global equity Income di Janus Henderson. 

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