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Con una crescita così lenta i bond non bastano più

Con rendimenti obbligazionari così bassi, gli investitori devono iniziare a ripensare la composizione dei propri portafogli. I consigli delle Long-Term Capital Market Assumptions dell'asset manager statunitense

A sinistra, il portfolio manager di Jp Morgan Am, Stephen Macklow-Smith e la global strategist Thurshka Maharajm durante l'incontro con la stampa a Milano

Da sinistra, il portfolio manager di Jp Morgan Am, Stephen Macklow-Smith e la global strategist Thurshka Maharajm durante l'incontro con la stampa a Milano

Jp Morgan Asset Management pubblica l’edizione 2020 delle Long-Term Capital Market Assumptions, l’analisi delle previsioni di lungo periodo (su un orizzonte temporale di 10-15 anni), giunte ormai allaventiquattresima edizione, che quest’anno esplora la complessità degli investimenti in una fase che può essere considerata di fine ciclo, caratterizzata da rendimenti obbligazionari molto bassi.

Presentata oggi nella sede milanese del gruppo statunitense dal portfolio manager, Stephen Macklow-Smith e dalla global strategist, Thusjka Maharaj, la ricerca prevede una crescita globale modesta nei prossimi 10-15 anni e la conseguente necessità degli investitori di riconsiderare i “porti sicuri” all’interno dei propri portafogli, visto che l’asset class obbligazionaria non può più offrire lo stesso livello di protezione e di rendimenti positivi rispetto al passato. Ecco le principali evidenze dello studio della società di asset management.  
 
Crescita globale. nei prossimi 10-15 anni, il tasso di crescita globale reale medio previsto è del 2,3%, inferiore di 20 punti base (bps) rispetto alle nostre proiezioni dello scorso anno. La previsione dei Mercati Sviluppati rimane invariata all'1,5%, ma le previsioni dei Mercati Emergenti sono state ridotte di 35 punti base fino al 3,9%. L'invecchiamento della popolazione è il principale fattore responsabile delle basse previsioni di crescita globale.
 
Inflazione globale. le proiezioni per l'inflazione a livello globale sono cambiate di poco rispetto a quelle dello scorso anno, con un’inflazione CPI (Consumer Price Index) globale attesa al 2,2%. In molti paesi, tuttavia, l'inflazione resterà al di sotto di questa cifra, in particolare in Giappone e Svizzera che per molti anni hanno avuto tassi nominali estremamente bassi. Prevediamo inoltre che le Banche Centrali di molti paesi non saranno in grado di raggiungere gli obiettivi di inflazione dichiarati nel nostro orizzonte di previsione.
 
Politica monetaria. La politica monetaria globale dovrebbe rimanere estremamente accomodante per tutto l’attuale ciclo e anche nel passaggio al prossimo, e questo dovrebbe determinare un notevole ritardo nella normalizzazione dei tassi, elemento che deve essere considerato nell’elaborazione delle previsioni. Questo, in combinazione con rendimenti iniziali molto più bassi e un modesto taglio alle nostre stime sui rendimenti di equilibrio, dovrebbe determinare un forte calo dei rendimenti attesi per il reddito fisso, che in alcuni casi finiranno in territorio negativo nell'orizzonte di previsione.
 
Rendimenti di un portafoglio 60/40. I ritorni attesi per un portafoglio 60% azionario-40% obbligazionario statunitense diminuiscono di 10 punti base, scendendo al 5,4% e rendendo leggermente più ripida la frontiera efficiente azioni-obbligazioni. Gli indicatori di performance delle obbligazioni in calo deciso - pur rimanendo leggermente al di sopra di quelli delle azioni in USD, mentre su altre valute in alcuni casi sono attualmente in territorio negativo - indicano una prospettiva poco rosea per i rendimenti futuri del reddito fisso.

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