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Dopo anni di sostegni monetari l'Ue deve ripensare la sua economia

Il dollaro meno forte sta aprendo opportunità nell'equity globale e la Cina lavora alla ristrutturazione del suo mercato e delle sue infrastrutture. E l'Europa? Per Ubp, in convegno ieri a Milano, il 2020 sarà l'anno dell'azionario

Dopo anni di sostegni monetari l'Ue deve ripensare la sua economia

Un anno delicato, il 2019, un anno di transizione per l'intera economia globale, reduce da anni di sostegni monetari da parte delle banche centrali per tamponare il rallentamento della crescita globale. Sostegni arrivati, almeno in Europa, al capolinea. Ne è convinto Norman Villamin, cio del wealth management di Union Bancaire Privée che oggi è intervenuto per primo al convegno milanese organizzato dalla private bank per parlare di ciò che ci aspetta l'anno prossimo. 

Per Altomonte l'Ue deve correggere lo sbilanciamento verso l'export della propria economia prima che il ciclo economico statunitense si concluda con una recessione

Il 2020 sarà, quindi, l'inizio di un nuovo corso storico in cui gli stimoli monetari portati avanti con quantitive easing e abbassamenti dei tassi di interesse sul denaro dovranno cedere il passo a interventi di carattere fiscale.

Un passaggio obbligato per il Vecchio Continente, che si trova a dover fare i conti con una economia basata per in larga parte sull'export Segmento, questo, che è la prima vittima della volatilità derivante dalle tensioni commerciali sparse sul pianeta. 

Ubp è ottimista per il futuro. Come gli altri attori del mercato finanziario, festeggia la ripresa di tutte le asset class nel 2019 dopo il difficile 2018 e vede nel mercato dell'equity globale importanti occasioni grazie al rallentamento della corsa del dollaro. Segnali importanti arrivano anche dall'Asia, con la locomotiva-Cina che spinge sull'offerta di consumi verso una nuova generazione di classe media che sta animando l'intero Continente. 

La vera incognita resta l'Europa. Lo ha spiegato bene l'ospite dell'evento, Carlo Altomonte (in foto), docente di Economia dell’Integrazione Europea all'Università Bocconi e consulente sui temi del commercio e degli investimenti internazionali per la Commissione e il Parlamento europei, per la Division of Investment and Enterprise dell'UNCTAD (Nazioni Unite) e per la Banca Centrale Europea.

Il nodo da sciogliere è proprio il modello di sviluppo che si dovrà avviare. Uno spartiacque rappresentanti dalla scelta di due donne ai vertici degli organismi comunitari più importanti: Christine Lagarde alla presidenza della Bce e Ursula von der Leyen alla guida della Commissione Europea. Bisognerà correggere lo sbilanciamento verso l'export, prima che il ciclo economico statunitense si concluda con una recessione e paesi esportatori, come l'Italia e la Germania, ne restino travolti. 

L'outlook di Ubp è in linea con la visione di Altomonte. In assenza di shock esterni, la banca privata si aspetta che il prossimo anno i banchieri centrali di Stati Uniti ed Eurozona riescano a dare stabilità alla crescita fino a quando si esplicheranno gli effetti della politica di bilancio, nel corso del 2020. 

La Cina dovrebbe utilizzare la tregua sopraggiunta con gli Usa sul fronte della guerra commerciale per accelerare la ristrutturazione interna in preparazione di una potenziale ripresa del conflitto dopo le presidenziali americane del 2020. Dopo anni di complessi scontri politici, cresce la speranza che si possa formare una chiara maggioranza per superare l’impasse parlamentare che ha dominato il dibattito sulla Brexit e che ha pesato sull’economia britannica sin dal 2016.

Nel 2020, l’azionario dovrebbe continuare a sovraperfomare rispetto alle obbligazioni, anche se non sarà facile, per via della transizione, nel corso dell'anno, dal supporto monetario a quello fiscale.

È ipotizzabile che l’indebolimento del dollaro consenta agli investitori di esplorare opportunità al di fuori degli Stati Uniti. La probabilità di una sterlina più forte dopo le elezioni nel Regno Unito depone a favore delle small e mid cap più orientate al mercato domestico, poiché le misure di bilancio previste dovrebbero essere di supporto alla crescita dell’economia britannica. Anche nell’Europa continentale l’avvio degli stimoli di bilancio dovrebbe essere propizio alle azioni delle small e mid cap focalizzate sul mercato interno.

Per quanto riguarda i portafogli obbligazionari, gli investitori dovrebbero assumere un approccio di preservazione del capitale orientato alla gestione dei rischi, piuttosto che continuare con la ricerca di rendimento, come negli ultimi anni. Le obbligazioni societarie potrebbero essere esposte a volatilità, tuttavia ci aspettiamo che le banche centrali provino a stabilizzare l’ampliamento del rischio di credito, almeno fino a quando non verranno concretamente applicati gli stimoli di bilancio.

Con i rendimenti dei titoli di stato prossimi ai minimi storici, nel nuovo anno gli investitori dovrebbero guardare più lontano e attuare una maggiore diversificazione tra gli asset “risk-off”, tra cui l’oro e le valute rifugio.

Nel 2020 gli investimenti socialmente responsabili continueranno ad affermarsi su scala globale. In Europa il carburante per questa "nuova" industria finanziaria sembra essere la politica. Carlo Altomonte ha, infatti, sottolineato come, sia in Germania che in Francia, gli attuali partiti al governo dovranno accordarsi con la vera sorpresa delle ultime elezioni europee: i Verdi. Se questo non bastasse, le tariffe per le emissioni da combustibili fossili sono destinate a raddoppiare dall'anno prossimo, mentre la Banca europea per gli investimenti ha già provveduto a bloccare i finanziamenti per progetti energivori.

Se da un lato la linea green assunta da von der Leyen è destinata a mettere in crisi industrie tradizionali (pensiamo all'automotive) su cui si basano le economie europee, dall'altro aprirà interessanti occasioni di investimento nel settore della conversione di impianti, industrie e sistemi di mobilità.

I trend dell’impact investing, che si sono propagati sui mercati sviluppati nel 2019, dovrebbero radicarsi altrettanto saldamente sui mercati emergenti con l’inizio del nuovo decennio. Inoltre, si prevede che metodi più articolati d’investimento ESG assumano maggiore risalto, consentendo agli investitori di creare portafogli su misura per rispondere sia agli obiettivi d’investimento, sia al proprio sistema personale di valori.

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