previsioni 2020

Il prossimo sarà un anno dedicato alla caccia di bond e dividendi

Per l’investimento azionario, attenzione ai dividendi e opportunità derivanti da una rotazione verso le aree più trascurate in questi ultimi anni

Il prossimo sarà un anno dedicato alla caccia di bond e dividendi

Monica Defend, responsabile globale delle ricerche di mercato per Amundi

Per l’investimento azionario, attenzione ai dividendi e opportunità derivanti da una rotazione verso le aree più trascurate in questi ultimi anni diventeranno il tema principale del 2020. Ne è certa Amundi, società di asset management controllata da Credit Agricole, nelle sue previsioni di mercato per il prossimo anno presentate oggi in conferenza a Milano con il capo dei multasse, Matteo Germano e la global head delle ricerche di mercato, Monica Defend

Al contrario le aspettative si adegueranno alla probabilità che uno degli scenari alternativi (al rialzo o al ribasso) diventi lo scenario principale, l’assenza nei mercati di una direzione chiara e la debolezza nella crescita degli utili dovrebbero spingere gli investitori a cercare aree di resilienza nell’ambito azionario con focus sulle azioni ad alto dividendo.

Quando l’outlook si sarà stabilizzato ed i rendimenti inizieranno a risalire (grazie al rimbalzo previsto nel primo semestre per gli indici PMI - Purchasing Managers Index - e ad una probabile espansione fiscale più avanti nell’anno), ci potrebbe essere una rotazione verso segmenti di mercato con valutazioni interessanti.

In questo scenario, le azioni cicliche (quality value in Europa e value negli Stati Uniti) e le small cap potrebbero offrire opportunità da sfruttare nel corso dell'anno.

Il secondo tema che Amundi pone al centro dell'attenzione degli investitori è quello dell’ottimizzazione della ricerca di rendimento nei mercati obbligazionari, con attenzione sempre maggiore sulla selezione e l’adozione di strategie flessibili.

La ricerca di rendimento rimarrà un tema fondamentale nell'era dei tassi di interesse ai minimi storici e delle Banche Centrali che ripartiranno con i programmi di quantitative easing (QE) o con strumenti non convenzionali fino a qui non ancora utilizzati.

L’elevata concentrazione di investitori in alcuni segmenti di mercato e il rischio di liquidità persistono e richiedono una ricerca approfondita delle opportunità nel mondo del credito (sia nei Paesi sviluppati che in quelli emergenti). Il segmento High Yield (HY) rimarrà interessante, dal momento che ci aspettiamo un outlook favorevole per i default in un contesto di stabilizzazione delle condizioni economiche e Banche Centrali accomodanti.

Tuttavia, avere un orizzonte temporale adeguato per l’investimento è importante, ancor di più ora che si stanno registrando forti disallineamenti fra la scarsa liquidità di mercato e la liquidità giornaliera dei fondi di investimento. A livello di gestione del portafoglio, una maggiore attenzione sia a livello di settore che di singolo titolo sarà fondamentale per evitare modelli di business insostenibili, tenuti in vita solamente dalla ricerca di rendimento degli investitori. 

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