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Cosa hanno in comune Banca Generali e Lamborghini? L'innovazione

Gli ad delle due aziende, Mossa e Domenicali, hanno incontrato gli studenti del Politecnico di Milano per parlare del ruolo dell'innovazione nei propri processi di lavoro


Banca Generali punta a crescere verso i 5 miliardi nel corso del 2019 in termini di raccolta e per Lamborghini le consegne di vetture quest’anno supereranno le 8 mila unità ad un nuovo picco record. Nelle strategie delle due aziende italiane un ruolo importante lo svolge l'innovazione tecnologica. Di questo hanno parlato i rispettivi amministratori delegati a margine del convegno sull’innovazione al Politecnico di Milano organizzato dalla banca private triestina proprio sull'innovazione digitale.

L’ad, Gian Maria Mossa, interpellato dagli studenti sui rischi provenienti dalle novità introdotte dal fintech, ha parlato dell’opportunità che offre l’innovazione per il miglioramento dei servizi e della relazione di fiducia col proprio banker.

La sfida maggiore non arriva, dunque, dalla tecnologia applicata alle operazioni considerate “commodity”, come quelle bancarie allo sportello, ma bensì dalle difficoltà di un mercato con tassi obbligazionari sotto zero.

“E’ sempre più difficile la ricerca di rendimenti in un mercato dove un terzo del reddito fisso nel mondo è negativo e complessivamente i tassi sono molto bassi; l’opportunità per chi ha le competenze e gli strumenti per competere si sposta nel controllo del rischio e nella tutela del patrimonio in senso lato dei clienti”, spiega Mossa.

Per Lamborghini il confronto con l’elettrico, anche se molto diffuso dalle cronache, non spaventa. “L’innovazione contribuisce all’esclusività del nostro prodotti ma le esigenze e la domanda dei nostri clienti restano orientanti alle prerogativa di un’auto che sappia emozionare. Non vediamo ancora in questo segmento, e per la nostra nicchia, il momento per questo cambiamento culturale”.

Certamente non sono tutte rose e fiori le conseguenze dell’impatto della tecnologia nell’industria tradizionale. “La tecnologia aumenta le complessità e la concorrenza in tutti i settori”, spiega il professore Alessandro Perego, direttore del dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, “per fronteggiare queste sfide le aziende devono essere più agili, flessibili, imparare a gestire meglio il rischio, in sostanza a governare la tecnologia e non a subirla”.

Su questa linea si muove l’approccio di Banca Generali che ha sviluppato un ecosistema digitale aperto in grado di implementare diverse piattaforme per l’operatività così come di servizi, con il plus di arricchire l’esperienza tra consulente e cliente andando a toccare l’analisi del rischio in tutta la sfera del patrimonio della famiglia o dell’imprenditore.

Più personalizzazione è la strada scelta anche da Stefano Domenicali, ad e presidente di Lamborghini, che resta ancorata ai propri motori a combustione, che si arricchiscono però di tecnologia nell’efficienza e nella ricerca dei materiali; perché come spiega il numero 1 della casa di Sant’Agata bolognese per il cliente di una “Lambo” l’innovazione ha sì un peso, ma è soprattutto l’emozione di un gioiello del made in Italy che guida le loro scelte.

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