green bond | forum assiom forex-icma

Sosteniblità, la riforma del mercato dei capitali Ue è una necessità

L'incontro di eri apre il confronto tra istituzioni e operatori sulle nuove regole da stabilire per l'obbligazionario sostenibile, in vista del trilione di euro in arrivo dal Green new deal di Ursula von der Leyen

Svolta green, la riforma del mercato dei capitali Ue è una necessità

Con l'annuncio di Ursula von der Leyen di un piano da mille miliardi a sostegno della svolta green della finanza europea, sembrano essersi avviati i tavoli di confronto tra politica e mondo della finanza sulla strategia da adottare quando inizierà la distribuzione, da parte di Bruxelles, delle risorse. 

Finalmente si discute di un protocollo, condiviso e uguale per tutti, per l'integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance, nei processi di investimento. Si parte dai green bond

Le danze le hanno aperte ieri Assiom Forex e Icma con il forum dedicato al mercato obbligazionario sostenibile (che oggi conta masse movimentate per circa 6 miliardi) organizzato nella sala congressi della Fondazione Cariplo a Milano. 

Al centro del confronto, le nuove regole da seguire per banche e intermediari finanziari nell'applicazione concreta dei criteri Esg e dei principi Sri, nell'emissione di bond sulla sostenibilità. 

Se fino ad oggi l'integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance, nei processi di investimento sono stati lasciati alla discrezionalità dei singoli asset manager e gestori di fondi, adesso si parla finalmente di un protocollo condiviso e uguale per tutti

La tavola rotonda organizzata nel centro congressi di Intesa Sanpaolo a Milano, ha visto la partecipazione del ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa (unico intervento non in lingua inglese) che ha aperto la tavola rotonda con la proposta di una cabina di regia in cui il suo dicastero "porterà le competenze ambientali, mentre gli operatori finanziari, quelle tecniche". Da questo confronto dovrebbe nascere un insieme di strumenti per adattare il mercato dei capitali italiano alle nuove esigenze del Green New Deal, annunciato dalla neopresidente della Commissione europea, von der Leyen. 

Al tavolo di ieri c'era anche la Banca europea per gli investimenti con il suo direttore generale e numero due del settore globale dei finanziamenti, Luca Lazzaroli. Bei, ricordiamo, è reduce dal voto con cui sono stati interrotti i flussi di risorse, diretti agli investimenti in combustibili fossili. Compreso il gas, materia prima che l'Italia e altri paesi avrebbero voluto escludere dal blocco.

La Bei, ha sottolineato Lazzaroli, "sosterrà i paesi della zona euro nella definizione del benchmark di riferimento" per la nuova fase della finanza sostenibile europea. Un processo, quello della sostenibilità "che in dieci anni ha portato", in questo ambito "tre trilioni di euro di investimenti". 

Con l'inversione a U avviata da Bei e Commissione, subiranno modifiche anche i processi di calcolo dei rendimenti e dei rischi che gli investimenti comportano

Con l'inversione a avviata da Bei e Commissione, saranno necessarie modifiche sostanziali all'allocazione dei capitali dato che le stesse asset class subiranno cambiamenti. Ciò vuol dire, nuovi processi di calcolo dei rendimenti ma anche dei rischi che un investimento comporta. Cambia anche l'orizzonte temporale degli investimenti che si sposterà (molto più di quanto non lo sia adesso) verso il medio e lungo termine

L'Europarlamento ha votato ieri per la decarbonizzazione dell'industria continentale entro il 2050 e per il mantenimento dell'aumento della temperatura del pianeta sotto i 2 gradi centigradi. "Obiettivi che per l'Onu necessitano di 60 trilioni di dollari", commenta Simone Chelini, capo della sezione Esg & strategic activism di Eurizon, la società di risparmio gestito del gruppo Intesa Sanpaolo, tra gli istituti presenti al forum milanese.

"Come investitori", aggiunge il manager, "crediamo fermamente che la creazione di un quadro di riferimento univoco, non solo a livello europeo ma mondiale, possa migliorare la qualità complessiva del mercato per le obbligazioni green, sustainable e transition, riducendo allo stesso tempo il rischio di greenwashing. La creazione di un framework univoco produrrà effetti positivi di lungo periodo”. 

Insomma, una concertazione tra le parti diventa quindi necessaria. La piazza in cui questo dialogo tecnico tra asset management, governi e gli altri investitori istituzionali è la piattaforma internazionale sulla finanzia sostenibile promossa da Bruxelles. "È in quel contesto che dovranno essere raccolte le proposte per la nuova regolamentazione del mercato dei capitali sui climate bond", ha aggiunto il rappresentante della banca europea.

"Le obbligazioni sugli investimenti sostenibili sono un'importante opportunità di stimolo perché gli investitori tornino ad assumere rischi di investimento". D'altronde, dati recenti dimostrano come la fuga dalla volatilità stia producendo un eccesso di liquidità ferma nelle banche continentali, calcolata in 10 mila miliardi di euro (di cui 1.400 nella sola Italia). 

Si è sentita anche la voce degli istituti di credito al forum di ieri che chiedono a gran voce regole certe, tempo per adattare i processi interni ai nuovi indirizzi, e incentivi alle imprese per spingerle verso l'emissione di titoli di debito da destinare a investimenti in sostenibilità. 

leggi anche | Nuovo piano Unicredit, la scure di Mustier sull'Italia

L'esigenza di nuove regole per la promozine di bond verdi, per le banche, arriva in coincidenza con l’emergenza lanciata dal recentissimo rapporto della società di consulenza internazionale Oliver Wyman che avvisa: il settore creditizio italiano ha bisogno di un taglio da 10 miliardi per allinearsi con il resto del Continente e sopravvivere allo stallo della crescita e ai tassi bassi. Il taglio potrebbe tradursi nella chiusura di 7 mila filiali e nel taglio di 70 mila posti di lavoro. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo