Elezioni Anasf

Il nuovo presidente? Sarà donna, le liste 2 e 3 puntano su Foti e Rapetta

Parte la campagna elettorale all’interno della principale associazione di categoria. Sorprende in una professione al maschile la candidatura di due donne al ruolo più importante. Presentati i programmi: spicca la proposta di far eleggere il presidente dai 161 delegati al Congresso, no alla persona giuridica e alla separazione organizzativa nelle reti tra chi offre consulenza indipendente e non indipendente

Il nuovo presidente? Sarà donna, le liste 2 e 3 puntano su Foti e Rapetta

Le elezioni Anasf sono entrate nel vivo con la conferenza stampa delle due liste apparentate, la 2 (“Per i consulenti con Anasf – L’associazione al servizio della professione”) e la 3 (“Anasf riparte. Eticà, qualità, competenza”) che si è svolta ieri a Milano.

Le due compagini partono con 137 candidati complessivi, di cui 97 della lista 3 e 40 in forza alla lista 2 che si presenteranno per il voto elettronico - novità assoluta della tornata elettorale e che coinvolgerà 10.500 dei 12.392 associati in regola con il pagamento della quota associativa al 13 novembre - finalizzato alla indicazione dei 161 delegati all’XI Congresso ordinario della associazione convocato dal 13 al 15 marzo 2020 a Solbiate Olona (VA), per il rinnovo delle cariche sociali: dai 25 componenti del Consiglio nazionale fino a Comitato esecutivo e nuovo presidente. Le liste in gara sono 5 (leggi qui)
 
Presidenza al femminile. Le due liste apparentate (nella foto in basso i rappresentanti presenti alla conferenza stampa) presentano una grande novità, le due capolista sono donne, a dimostrazione della crescita del ruolo femminile in una professione che era sempre stata considerata di pertinenza dell’universo maschile. “Io e Giuliana (Rapetta, n.d.r.), ha infatti chiarito Alma Foti, “come capolista saremo anche i candidati presidenti delle nostre rispettive liste, una composta da colleghi di Fideuram e di CheBanca! (la lista 3, n.d.r.)  e l’altra più composita con rappresentanti di 8 società.

Anasf quindi può ripartire da due donne che grazie all’impegno sul territorio sono diventate un punto di riferimento per l’associazione”. “Vogliamo un’Anasf diversa”, continua la Foti, ci siamo allineati per affinità di programmi e siamo qui tutti per puro spirito associativo”. Sul punto ha detto la sua anche Giuliana Rapetta, capolista e candidato presidente della lista 2: “Donne consulenti finanziarie con mandato le donne non arrivano al 20% ma questo è invece un lavoro molto adatto per una donna, che è un punto di riferimento naturale per la pianificazione finanziaria della famiglia. Oggi in filiale è facile trovare una donna come interlocutore, nella nostra professione sono destinate ad aumentare”.    
 
Numero 1 Anasf eletto dal Congresso. E a proposito di presidenza il già due volte presidente Anasf ed ex vice presidente Ocf Elio Conti Nibali, della lista 3, ha dichiarato: “Noi faremo una proposta forte, in sede di Congresso, e cioè che il nuovo presidente venga eletto direttamente a maggioranza dei delegati.  Un presidente che venisse eletto in questo modo avrebbe davvero la possibilità di portare avanti le linee congressuali. È una proposta che può diventare operativa da subito, modificando lo statuto”. 
 
No alla persona giuridica. Conti Nibali ha affermato anche il secco no delle due liste alla possibilità che le reti di consulenti finanziari conferiscano il mandato anche a persone giuridiche, oltre che a persone fisiche come accade oggi. “Non bisogna stravolgere un sistema che funziona bene perché offre protezione ai risparmiatori grazie al concetto della responsabilità solidale delle società mandanti. L’ingresso della persona giuridica farebbe saltare il cardine della responsabilità in solido. Siamo contenti che questo argomento sia presente anche nel programma di un’altra lista, la 5 (Professione e partecipazione. N.d.r.). Strano che l’unica battaglia che ha portato avanti di recente l’Anasf sia stata proprio quella della persona giuridica e che adesso non trovi più sostenitori, almeno nei programmi”.
 
Offerta congiunta di consulenza indipendente e non.  “Bisogna superare il limite della separatezza tra l’offerta di consulenza indipendente e non indipendente alle reti che toglie opportunità di crescita al nostro settore”, ha aggiunto Conti Nibali illustrando il programma elettorale. “Dobbiamo attivare uno spazio di confronto con l’industria per presentare proposte adeguate al legislatore europeo”. “Ricordo a questo proposito che nel 2001 la Consob, in risposta a un quesito dell’Anasf, riteneva che fosse possibile prestare consulenza e collocamento in capo a uno stesso soggetto, voglio cioè dire che dobbiamo avere sempre la capacità di spingere  in avanti la professione”.

Anche Gianfranco Giannini Guazzugli della lista 3 ritiene il tema cruciale: “Noi facciamo già quotidianamente un attività di consulenza arricchita dal collocamento. Con le mandanti cerchiamo un rapporto maturo, tutti insieme possiamo fare fronte comune e aprire nuove strade alla professione”.
 
L’importanza del territorio. L’Anasf deve porre più attenzione alla sua azione territoriale, come spiega Giannini Guazzugli: “Il territorio è fondamentale per la vita associativa e c’è da lavorare molto per migliorare la nostra azione. Bisogna rivedere i momenti di presenza sul territorio, seminari e Anasf Day. L’altro aspetto è di lavorare su una crescita organica dei dirigenti dell’associazione, che oggi sono 350, dando loro formazione adeguata. E sul territorio bisogna tornare ad associare incontrando i giovani colleghi”.
 
La Consulentia che vorrei. Felice Graziani, della lista 2, si sofferma su Consulentia, la grande manifestazione dell’Anasf che è un appuntamento di punta del mondo del risparmio gestito e che considera una sua creatura. “In questi anni ci siamo concentrati su questa bellissima manifestazione nazionale per fare qualcosa in più per valorizzare e dare visibilità a chi svolge la nostra professione. Consulentia è il fiore all’occhiello dell’azione del marketing associativo da cui bisogna trarre l’utile affinchè l’associazione si regga. Nell’ultima manifestazione abbiamo ricavato un utile di 400mila euro e disporre di risorse economiche è importante”. “Tuttavia il format di Consulentia”, continua Graziani “è desueto, gli argomenti non sempre centrati e risulta troppo legata al business”.

Officina contrattuale. Posto che il contratto benchmark della categoria, realizzato dall’Anasf, non ha dato gli esiti sperati, Silvio Iacomino della lista 2 propone la realizzazione di una sorta di “Officina contrattuale”, in pratica “il know dell’associazione sui contratti deve diventare un benchmark, bisogna mettere a confronto i vari modelli e contratti evidenziando quelli a maggior valore per il consulente”.
 
Troppa formazione con doppioni. Iacomino ha toccato anche il tema della formazione. “I consulenti finanziari devono svolgere ogni anno almeno 90 ore di formazione obbligatoria, tra Antiriciclaggio, Ivass ed Efpa, che sono tante soprattutto se, come spesso capita, il consulente è costretto a seguire corsi sullo stesso tema. L’Anasf deve proporre linee guida alle reti proprio per evitare doppioni nelle attività formative”.

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