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Columbia Threadneedle: un 2020 tra segnali contrastanti e l'Asia in crescita

L'asset manager tira le somme dell'anno e offre le sue prospettive per il prossimo. Il grande sorvegliato speciale è il manifatturiero Usa. Le previsioni del gestore Maya Bhandari e del cio William Davies

In attesa del 2020 tra segnali contrastanti e un'Asia in crescita

Il gestore di Columbia Threedleneedle, Maya Bhandari e il responsabile dell'aziende per l'Italia, Alessandro Aspesi, durante la conferenza stampa di due giorni fa a Milano

Columbia Threadneedle tira le somme dell'anno e offre le sue prospettive per il 2020. Se l'azionario ha dato segnali di importante ripresa, soprattutto nell'ultimo periodo spingendo quasi la totalità dei titoli verso un rialzo medio del 20%, le preoccupazioni non si arrestano. In particolare a causa dell'andamento del manifatturiero statunitense.

Crediamo che i trend di crescita a lungo termine offriranno opportunità di investimento. Si tratta di trovare società di qualità che offrano rendimenti interessanti e sostenibili (William Davies, cio Columbia Threadneedle)

Nessun allarme al riguardo, ha sottolineato il gestore del fondo Threadneedle Global Multi Asset Income, Maya Bhandari, durante l'incontro con la stampa di due giorni fa Milano.

Ma il riflesso del rallentamento della produzione domestica sui consumi (e quindi, la sua influenza sul Pil) resta sotto monitoraggio.

La casa lussemburghese guarda con interesse all'andamento dell'indice Pmi cinese, nettamente in ripresa e capace di influire positivamente anche sugli stock di magazzino e sulle forniture dell'intera regione dell'Asia.

Come gli altri asset manager, anche Columbia Threedleneedle ritiene la politica monetaria delle banche centrali ormai esaurita. Fa eccezione la Bce che ha, comunque, avvisato attraverso il suo nuovo numero uno Christine Lagarde, che ben presto il sostegno alla liquidità dovrà essere sostituito da interventi fiscali da parte dei singoli paesi. 

Sul fronte marco-politico, Bhandari ha espresso preoccupazione soprattutto per l'andamento della sterlina in vista della Brexit. Per questo motivo il portafoglio del fondo che ha in gestione è pianificato in modo da non essere influenzato dall'instabilità della valuta britannica. 

L'outlook macro della società è affidato al suo cio, William Davies, secondo cui il 2020 vedrà in scena una maggiore volatilità, sull'onda dell'ultimo scorcio di quest'anno. "Crediamo che l'economia mondiale continuerà a espandersi a ritmi più blandi e disarmonici tra le varie regioni". I timori di una recessione si sono attenuati ma per Davies, con i "bassi tassi d'interesse e la timida inflazione", la minaccia di un peggioramento è un'ipotesi con cui si continuerà a fare i conti.  

Vi proponiamo i passaggi principali dell'outlook curato dal cio.

Scenario macro. "I dati oggettivi e soggettivi restituiscono un quadro contrastato: gli indici Pmi globali sono scesi; i nuovi ordini di fabbrica negli Stati Uniti stanno peggiorando; la fiducia delle aziende tedesche è scarsa e la spesa per investimenti è in calo".

"Ci troviamo quindi a un bivio. Da un lato, il rallentamento industriale potrebbe tradursi in un aumento della disoccupazione e in una recessione ascrivibile soprattutto ai consumi statunitensi. Dall'altro, la relativa piena occupazione spingerebbe in alto i consumi a tal punto da trascinare gli Stati Uniti fuori dalla crisi produttiva (soprattutto se unita a prospettive potenzialmente più rosee per il commercio) e innescherebbe una spinta deflazionistica". 

È tempo di chiederci se queste proteste, tutte radicate nella disuguaglianza sociale, raggiungeranno un punto critico (W. Davies)

L'agitazione. "Le proteste di inizio anno dei Gilet Gialli contro le misure di austerità del governo hanno assunto maggiore importanza".

"Abbiamo assistito alle proteste di Hong Kong, inizialmente incentrate sul trattato di estradizione, che rischiano verosimilmente di aggravare le tensioni tra Stati Uniti e Cina, se non altro nel contesto della guerra commerciale in atto".

"Le proteste hanno determinato un cambio di rotta politico. A questo si aggiungono le proteste in Cile per il rincaro dei biglietti della metropolitana, la crisi bancaria in Libano e molti altri esempi in tutto il mondo. È tempo di chiederci se queste proteste, tutte radicate nella disuguaglianza sociale, raggiungeranno un punto critico".

"L'aggravarsi delle disuguaglianze è in parte dovuto all'azione di forze strutturali, come la sottoccupazione (l'aumento dei contratti a zero ore e una forza lavoro più flessibile), il crollo delle adesioni sindacali e le tecnologie e innovazioni dirompenti. La reazione a queste forze è un fattore determinante e potrebbe addirittura portare a invertire il processo di globalizzazione (che ha consentito alle aziende di aggiudicarsi forza lavoro a basso costo da tutto il mondo)".

"Nel Regno Unito invece, la svolta estremista potrebbe giungere nella persona di Jeremy Corbyn, che graverebbe allo stesso modo sulla redditività aziendale, anche se in questo momento sembra improbabile che Corbyn, se eletto, ottenga la maggioranza. Lo stesso vale per Boris Johnson, anche se la fragilità del nostro sistema politico attuale (William Davies è di origini inglesi, ndr.) non esclude cambiamenti repentini". 

Minacce. "La guerra commerciale rimane un elemento chiave e il suo esito è incerto. Sebbene le ultime informazioni sul commercio suggeriscano un cauto ottimismo, siamo consapevoli che gli eventi possono prendere una piega improvvisa e drammatica, alimentata dalla velocità di diffusione delle notizie sui social network".

"Per parafrasare lo stratega economico James Carville: È tutta questione di economia, stupido. Una rapida risoluzione della guerra commerciale rappresenterebbe addirittura un rischio al rialzo per noi. Tuttavia, se i toni dovessero inasprirsi di nuovo e la situazione dovesse peggiorare, si potrebbe benissimo profilare una situazione di sottoinvestimento, accompagnata da una flessione".

"Più in generale, un rischio al rialzo potrebbe assumere la forma di una rapida accelerazione della crescita. Alcuni lo ritengono probabile, visti i costi attualmente contenuti per le aziende, i tassi d'interesse e di prestito bassi e i modesti prezzi delle materie prime (specialmente del petrolio)".  

Mercati, temi e opportunità. "Crediamo che i trend di crescita a lungo termine offriranno opportunità di investimento. Si tratta di trovare società di qualità che offrano rendimenti interessanti e sostenibili a valutazioni ragionevoli e che siano in grado di cavalcare queste tendenze che stanno dominando le economie: dal cloud computing ai cambiamenti demografici e alle società con una struttura di capitale leggera. È possibile trovare società di qualità in tutti i settori di tutto il mondo, sapendo che il primo 10% delle aziende intercetta l'80% di tutti i profitti economici".

"Consideriamo singolarmente i mercati azionari nel mondo. Abbiamo già discusso di quello statunitense, più caro di altre aree ma con un potenziale di crescita superiore. L'Europa appare più conveniente ma è gravata da un sistema bancario in difficoltà, mentre le valutazioni in Giappone indicano aree del mercato sottovalutate ma non sostenute dalle tendenze demografiche che, pur potendo evolvere nel lungo periodo, non cambierebbero in modo sufficientemente rapido per consentirci di beneficiarne nel 2020".

"A lungo termine, la crescita è intrinsecamente maggiore nei mercati emergenti rispetto ad altri mercati e il diffondersi dei ceti medi in Asia (soprattutto in India) continua a giocare un ruolo chiave, anche se a livello regionale preferiamo gli Stati Uniti, per il grande numero di società con potenziale di crescita. Per questo è difficile sottopesare questo mercato".

"Sul fronte obbligazionario, la continua incertezza complica l'individuazione delle opportunità, proprio come avviene nell'universo azionario, ma i titoli di qualità o i beni rifugio dovrebbero tornare ad essere una priorità per gli investitori".

"Potrebbero essere rari, data l'elevata percentuale di obbligazioni a rendimento nullo o negativo. Manteniamo un sovrappeso su obbligazioni societarie e continuiamo a concentrarci sulle società di qualità".

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