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Lvmh compra Tiffany, le grandi manovre nel settore dell'hard luxury

"La corsa al consolidamento sembra aver preso il via ancora più rapidamente di quanto ci si immaginasse, con la notizia di colloqui esplorativi tra Kering e Moncler". L'analisi di Swetha Ramachandran

Lvmc compra Tiffany, le grandi manovre nel settore dell'hard luxury

"Ci aspettavamo che la notizia dell’acquisizione di Tiffany da parte di Lvmh catalizzasse un round di consolidamento del settore, incluso un possibile accordo tra Kering e Moncler. Ma la corsa sembra aver preso il via ancora più rapidamente di quanto ci si immaginasse, con la notizia di colloqui esplorativi tra le due società". L'analisi di Swetha Ramachandran, investment manager, luxury stocks, Gam Investments

L'operazione tra Lvmh e Tiffany si basa sulla comprensione della natura a più lungo termine di una svolta nell’hard luxury che è meglio effettuare all’infuori del vaglio del mercato pubblico su base trimestrale

Per quanto la considerevole potenza di fuoco a livello di bilancio messa in mostra da Kering e i tentativi di quest’ultima di ridurre la dipendenza da Gucci dovrebbero essere accolti positivamente, ci aspettiamo che sia Moncler a beneficiare molto di più in termini di reazione del prezzo delle azioni ora che questo ambito asset quality growth è semi-ufficialmente in gioco

Kering-Moncler si baserebbe su una logica sostanzialmente diversa rispetto a Lvmh-Tiffany. "Quest'ultimo si basava sulla comprovata esperienza del gruppo Lvmh nell’imprimere un’inversione di rotta per gli asset di lusso in difficoltà (Bvlgari nel 2011 - dove i margini sono raddoppiati dall'acquisizione) e sulla comprensione della natura a più lungo termine di una svolta nell’hard luxury, che è meglio effettuare all’infuori del vaglio del mercato pubblico su base trimestrale.

Moncler è già una società gestita in maniera eccellente, leader del settore sia nella produttività che nella redditività delle vendite. È difficile capire come Kering potrebbe gestire meglio questa azienda.

Semmai, il management di Moncler potrebbe probabilmente trasmettere le proprie best practice tra i marchi soft luxury di Kering con buoni risultati.

La logica di Kering sarebbe con tutta probabilità una diversificazione da Gucci, che attualmente rappresenta l'80% dei profitti del gruppo, per entrare in una fase di normalizzazione dopo diversi anni di crescita che ha sfidato la gravità, sotto la guida del designer creativo Alessando Michele. Con Moncler che dà il meglio di sé mediante la propria strategia di crescita organica, Kering acquisirebbe un asset saldamente in ascesa, piuttosto che bisognoso di un investimento sostanziale - à la Tiffany.

Considerando il posizionamento unico di Moncler nell’ambito del soft luxury e della categoria dei capispalla di lusso, il ben visibile potenziale di crescita dei ricavi dovuto ai lanci, il ruolo di leader di settore in termini di densità di vendita, e quindi di margini - grazie a una rigorosa disciplina dei prezzi e, soprattutto, alla consistente generazione di cassa - questa è un'azienda che si aggiudicherebbe un bel premio rispetto all’attuale valutazione di 10 miliardi di euro.

L'interesse di Kering per un'azienda già superbamente gestita con uno slancio eccellente, e di LVMH per l’hard luxury piuttosto che per il soft luxury (anche se, in questo caso, acquista Tiffany a fondamentali piuttosto depressi con un significativo potenziale di ristrutturazione) è di scarso auspicio per Tod's, Ferragamo, Hugo Boss e in misura minore (dato che ci sono alcuni segnali di ripresa, anche se lontani) Burberry – dato che saranno lasciati a se stessi.

In questo ciclo di fusioni e acquisizioni di settore, la forza del marchio e lo slancio operativo sono ciò a cui i consolidatori stanno accorrendo - il futuro dei marchi poco performanti è quindi ancora più rischioso. 

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Prossimo target? Occhi puntati su Hermes e Richemont. "Il target di acquisizione più naturale per Hermes sarebbe la non quotata Chanel - data la comunanza della loro strategia di vendita basata sull’offerta. Resta da vedere se l’attuale proprietà di Chanel ha intenzione di vendere e in che arco di tempo. Richemont sembra stretta tra l’incudine e il martello; il corteggiamento di Kering per Moncler fa di Kering-Richemont un’ipotesi lontana. Sospettiamo che i fondamentali di Richemont dovrebbero essere molto più in difficoltà rispetto alla situazione attuale affinché l'azienda valuti una fusione o una cessione.

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