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Trusters lancia in Italia il crowdfunding certificato in blockchain

Come garantire la sicurezza delle raccolte fondi online? La piattaforma di Andrea Maffi ha scelto blockchain per tracciare e garantire tutta l’attività di presentazione e negoziazione

BLOCKCHAIN: APOCALITTICI VS INTEGRATI

La prima piattaforma di crowdfunding immobiliare attiva in Italia da due anni, Trusters, ha adottato la blockchain per tracciare e garantire tutta l’attività di presentazione e negoziazione del portale. Lo ha annunciato Andrea Maffi, founder e coo di Trusters, nel corso del workshop “Mattone & digitale, la nuova alleanza” organizzato a Milano in collaborazione con M9, Swiss Crowd e Economy Group.

La nostra missione è rendere semplice e democratizzare l’investimento immobiliare: si può investire a partire da 100 euro (Andrea Maffi, Truster)

I dati della piattaforma Trusters saranno quindi tracciati e conservati con la blockchain, grazie alla partnership con Swiss Crowd, azienda svizzera che ha realizzato prima soluzione blockchain per la certificazione del real estate.

A oggi sono oltre duemila gli utenti registrati su trusters.it, la raccolta è oltre i 2 milioni di euro, oltre 27 i progetti finanziati, 3 i progetti restituiti, oltre 5mila gli utenti sui social.

Una conferma in più, fortemente innovativa, del fatto che il digitale crea costantemente nuove opportunità al settore.

Il mattone è una delle poche possibilità d’investimento che, nel contesto economico-finanziario attuale, permette di generare extra-rendimenti: in Italia siamo al 4,77%, contro il 3,19 delle obbligazioni e l’1,37 dei titoli di Stato.

Il lending – che Trusters coniuga con la formula del crowdfunding - è in sostanza un prestito su un progetto immobiliare che ha il vantaggio di una durata relativamente breve, che viene remunerato in modo interessante; esiste poi un’altra modalità di crowdfunding immobiliare, l’equity.

"La nostra missione è rendere semplice e democratizzare l’investimento immobiliare: si può investire a partire da 100 euro", ha spiegato Maffi, "sulla piattaforma ci sono diverse opportunità, le società immobiliari possono presentare le operazioni e il prestatore può scegliere su cosa investire, valutando le caratteristiche del singolo deal per valutare se fa per lui: dati del progetto, business plan, dati della società proponente. È importante che ci sia un collegamento diretto tra la società che propone l’operazione e l’investitore".

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Giancarlo Giudici, professore associato di finanza aziendale e direttore scientifico dell’osservatorio crowdinvesting del Politecnico di Milano, ha sottolineato l’importanza della democratizzazione che caratterizza il crowdfunding, con la possibilità di investire anche somme limitate.

E ha dato qualche numero: 10 miliardi di dollari di crowdinvesting immobiliari globale, il lending ha il 50% del mercato, l’equity il 35%, il rimanente è ibrido; in Italia si è passati da un 2017 con meno di 1 milione euro al 2018 con 7,7 milioni al 2019 con 5,5 milioni nel primo semestre; sono in tutto circa 120 i progetti finanziati crowdinvesting immobiliare, 92 con il lending, la raccolta totale è di circa 40 milioni euro. 

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