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Puntare sui bond cinesi, il consiglio di Eurizon Slj Capital

Il ceo, Stephen Li Jen: "Sono un asset rifugio al pari dell'oro e dei treasuries americani. Quello cinese è il secondo maggiore mercato del mondo ed è detenuto per il 98% da investitori domestici"

 Puntare sui bond cinesi, il consiglio di Eurizon Slj Capital

Gli investitori a caccia di "porti sicuri", ormai decimati dagli acquisti delle banche centrali, farebbero bene a guardare alla Cina, dove oggi l'obbligazionario offre rendimenti tipici dei mercati emergenti con rischi da paesi sviluppati. Ne è convinto Stephen Li Jen, ceo di Eurizon Slj Capital, controllata dell'asset manager del gruppo Intesa Sanpaolo che gestisce il più grande fondo Ucits di obbligazioni cinesi in renminbi del mondo.

"I bond cinesi sono un asset rifugio al pari dell'oro e dei treasuries americani perché quello cinese è il secondo maggiore mercato del mondo ed è detenuto per il 98% da investito ridomestici", ha spiegato Li Jen (in foto).

Nonostante Pechino abbia aperto il mercato agli stranieri due estati fa, scrive Reuters, gli esteri hanno attualmente appena il 2% del mercato complessivo e l'8% di quello governativo, rispetto al 12% in Giappone e al 33% negli Stati Uniti.

"Solo Europa e Brasile hanno migliori Sharpe ratio", aggiunge Li Jen, riferendosi all'indicatore della performance corretta per il rischio. Il portafoglio del fondo si concentra su governativi piùliquidi ed emissioni di società statali o parastatali con almeno rating tripla A.

La carta cinese denominata in valuta locale, secondo il gestore, consente una diversificazione sempre più necessaria per l'investitore in Europa, perché la dipendenza del Vecchio Continente dalla Cina è cresciuta esponenzialmente negli ultimi decenni. "La Ue oggi è sensibile alle variazioni del Pil cinese piùdel doppio rispetto a quanto lo sono gli Stati Uniti e il restodel mondo", ha spiegato Li Jen.

Un investimento in renminbi sarà più attraente per un europeo che per un americano anche e soprattutto se, come il gestore crede, la guerra dei dazi fra Pechino e Washingtondovesse non trovare mai pace. "Trump ha minacciato sanzioni finanziarie che potrebbero includere il divieto ai fondi Usa di investire in Cina", hadetto. Secondo il gestore la presenza di investitori esteri sulmercato obbligazionario cinese è destinata ad aumentare,raggiungendo fino al 15% nel medio periodo, con afflussi per2.000 miliardi di dollari.

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