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Sofferenze bancarie in lieve aumento, boom di liquidità

Secondo i dati dell'associazione dei bancari italiani il monte delle sofferenze nette è salito a ottobre a quota 31,4 miliardi di euro, rispetto ai 30,7 di settembre. Salgono leggermente anche i tassi dei mutui

istituti di credit: sofferenze in lieve aumento, boom di liquidità

Il trend della riduzione delle sofferenze nette degli istituti bancari segna un calo dopo un lungo e costante andamento discendente. Lo dice il report mensile di novembre realizzato da Abi. Secondo i dati dell'associazione dei bancari italiani il monte delle sofferenze nette è salito a ottobre a quota 31,4 miliardi di euro, rispetto ai 30,7 di settembre

Quello delle sofferenze nette è un valore particolarmente basso, mentre quello relativo al rapporto tra sofferenze e impieghi totali, pari all'1,80%, ci riporta ai valori di settembre 2010

L'inversione di tendenza, sottolineata oggi dal Sole 24 Ore, appare evidente guardando le soglie dei mesi precedenti: a maggio la soglia era di 32,58 miliardi, a giugno di 31,83,  luglio 31,9 e agosto di 32,33 miliardi.

Sul punto è intervenuto anche il vicedirettore di Abi, Gianfranco Torriero, durante la presentazione del report. 

"Quello delle sofferenze nette è un valore particolarmente basso, mentre quello relativo al rapporto tra sofferenze e impieghi totali, pari all'1,80%, ci riporta ai valori di settembre 2010", commenta Torriero.

Sale anche il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali che, dall'1,77% di settembre, è passato all'1,8 di ottobre. 

Il trend anno su anno resta comunque positivo. A ottobre del 2018 le sofferenze, al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, ammontavano complessivamente di 38,3 miliardi (-6,9 miliardi nell'ottobre 2019, pari a -17,9%) e di 65,9 miliardi nell'ottobre 2017 (-34,5 miliardi pari a -52,3%).

Mentre il rapporto tra le sofferenze e gli impieghi è passato dal 2,26% di ottobre 2018 all'1,8 di due mesi fa. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 57 miliardi (pari a -64,7%).

Secondo quanto emerso dal bollettino, inoltre, il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali è in discreto calo anche rispetto all'anno scorso: a ottobre 2018 era stato pari al 2,26%, mentre due anni fa era al 3,78%. A novembre 2015, quando venne raggiunto il picco massimo di sofferenze nette, il rapporto aveva raggiunto il 4,89%, ricorda infine l'associazione.

Salgono leggermente anche i tassi dei mutui concessi che dall'1,4% di ottobre passano all'1,44 di novembre. A fine 2007, ricorda ancora l'associazione, il tasso medio dei mutui era pari a 5,72%.

Il totale dei prestiti erogati alle famiglie è cresciuto a novembre del +2,4%, segnando una flessione rispetto al +2,5% di ottobre. Cala invece il totale di quelli alle imprese, che registra una diminuzione pari a -1,4% su anno, nonostante i tassi di interesse permangano su livelli "storicamente infimi", scrive Abi nel suo bollettino mensile.

Complessivamente, dai dati al 30 novembre, emerge che i prestiti a famiglie e imprese, che ammontano a 1.277,5 miliardi di euro, sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto a un anno prima, con un dato pari a +0,1% tendenziale, in frenata però rispetto al +0,4% di ottobre. Risulta lievemente maggiore la crescita dei prestiti ai residenti in Italia al settore privato, pari a 1.426 miliardi di euro, segnando una variazione annua del +0,2%.

A novembre calano anche i tassi dei prestiti segnando due minimi storici. Il tasso medio relativo al totale dei finanziamenti si è attestato al 2,5%, calando ulteriormente dal 2,51% del mese precedente. L'altro record è stato toccato dal tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese, risultato a novembre pari a 1,20%, in deciso calo dall'1,31% del mese precedente.

Restando in tema, il mese di ottobre conferma la crescita del mercato dei mutui. L'ammontare totale in essere delle famiglie registra infatti una variazione positiva di +2,4% su base annua.

In Italia i depositi in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine, sono aumentati a novembre di oltre 116 miliardi di euro rispetto ad un anno prima (variazione pari a +7,9% su base annuale) e, per la prima volta da oltre 7 anni, si registra un aumento della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per circa 3,5 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a +1,5%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +7% a novembre.

leggi anche | Sofferenze bancarie e prestiti alle imprese in calo a novembre. I dati di Bankitalia

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