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Elezioni Anasf

La squadra di Conte a vele spiegate per vincere

La Lista 1 “Insieme per crescere”, appoggiata in particolare da consulenti di Azimut, Banca Mediolanum, Allianz Bank, FinecoBank e IW Bank, ha presentato ufficialmente il programma ieri a Milano. Nove punti per cambiare la più importante associazione dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede

La squadra di Conte a vele spiegate per vincere

Elezioni Anasf sempre più nel vivo. E’ arrivato il battesimo ufficiale anche della Lista 1 “Insieme per Crescere”, in un cocktail svolto ieri a Milano e presenti il capolista e candidato presidente Luigi Conte (attualmente vice presidente vicario di Anasf, nella foto in basso) e i componenti di punta della coalizione, un vero e proprio parterre de roi composto dal presidente di Efpa Italia Marco Deroma, dal vicepresidente Ocf Maurizio Donato, dal vice presidente Anasf Ferruccio Riva, dal presidente del consiglio nazionale Franco Colombo, dal componente del comitato esecutivo Antonello Starace (responsabile marketing e co-responsabile decentramento e sviluppo associativo) dal componente del Comitato direttivo Ocf Drago Biafore, dai candidati forti di Anasf in Enasarco Alfonsino Mei (che della fondazione è anche componente del Cda) e Mario Castelli. Una coalizione che conta tra i suoi 161 candidati consulenti finanziari di molte delle principali reti di consulenza finanziaria tra cui Azimut, Banca Mediolanum, Allianz Bank, FinecoBank, IW Bank, Bnl Life Banker, CheBanca!, Deutsche Bank Financial Advisors, Fideuram e si presenta con i favori del pronostico nelle prime elezioni con il voto elettronico, che sostituisce il voto postale, appartenente a un’altra epoca dell’associazione quando la casacca aziendale di appartenenza aveva molto più valore ai fini della vittoria elettorale. Non a caso il capolista Conte ha affermato in apertura di presentazione della lista 1 che “Noi rappresentiamo uomini e donne che fanno quest’attività, il concetto della casacca è superato in direzione di una logica inclusiva che rispetta tutti anche chi non ci voterà”.

Praticantato e formazione tutor
Ma vediamo in dettaglio il programma della lista 1, a partire dal praticantato. Si legge nel documento infatti che “Anasf ha conquistato l’istituzione di un accesso alla professione che passi attraverso un periodo di praticantato. Ora va presa coscienza della responsabilità etica, da parte di ciascuno di noi, verso il ricambio generazionale: la norma prevede la figura del supervisore (tutor), spogliata da Consob dei suoi contenuti commerciali e resa ruolo di effettiva responsabilità sul praticante, analogamente a quanto accade per le professioni ordinistiche. Dovremo predisporre un percorso formativo di approfondimento, con indicazione di metodi organizzativi integrabili nelle varie reti, per consentire d’essere affiancati da persone che cresceranno con i nostri valori. Dovremo studiare e condividere, attraverso il dialogo con le reti, una proposta sostenibile comune per aiutare i giovani nella fase di avviamento della loro attività, per poter effettivamente diventare i loro mentori".
 
Remunerazione
Il tema della remunerazione dei consulenti è tra i temi in cima ai pensieri della lista 1 “L’evoluzione naturale della professione passa attraverso una graduale trasformazione della forma remunerativa” si legge nel programma. “La strada è segnata dalle norme europee ed i consulenti finanziari devono manifestare questa sensibilità proattiva, passando dalla vendita del prodotto alla prestazione di un servizio: la consulenza. Il riconoscimento di tale prestazione, attraverso una commissione dedicata e sostitutiva delle varie fees, legata al rischio di portafoglio condiviso con i clienti e quindi perfettamente adeguata a Mifid, risolverà in un colpo solo il problema della stabilità remunerativa del professionista e la presunzione del conflitto d’interessi che ci ha impedito di raggiungere quote di mercato ben più rilevanti di quelle attuali. Si tratta di un percorso graduale, ma ineludibile”.
 
Contratto
Al tema compensation si accompagna per tradizione quello sul contratto. “Cambiando base e natura remunerativa, si dovrà conseguentemente riprendere in mano l’ambito contrattuale di settore, fondato su un rapporto di agenzia ormai palesemente inadeguato, viste tutte le norme cogenti che hanno trasformato di diritto, prima che nella forma, la nostra professione. Partendo anche progressivamente dalla revisione di parti essenziali, si dovrà arrivare ad una riforma che soddisfi al contempo i bisogni del mercato, la crescita della professione e l’evoluzione, dal punto di vista industriale, dell’intero settore, che verrà tracciata da ulteriori revisioni delle Direttive europee nei prossimi anni”.
 
Le mosse da fare nella previdenza
Cambiati remunerazione e contratto occorrerà mettere mano alla previdenza dei cf.
“Ciò potrebbe portare anche ad una definitiva inadeguatezza della condizione previdenziale attuale, passante per Enasarco. Anasf dovrà quindi perseguire due obiettivi: a) esercitare la massima tutela e controllo, in seno alla fondazione, delle grandi masse di accantonamenti realizzate dalla nostra categoria professionale nel tempo e delle prestazioni offerte; b) valutare la fattibilità attuale e futura di una previdenza propria, sostitutiva di quella attuale, pronta anche ad integrare, nel futuro, una ipotesi di tipo ordinistico, come evoluzione della normativa italiana per la nostra attività”. E poi la fiscalità.“Anche la fiscalità della professione necessita di un definitivo inquadramento, ancora spesso confuso. Dovrà quindi essere intensificato il confronto con il legislatore e l’Agenzia delle Entrate, coinvolgendo anche gli intermediari”.
 

Governance
“Il governo dell’associazione passa attraverso un Comitato Esecutivo formato da persone con capacità di visione strategica e competenze adeguate, un Consiglio Nazionale che rappresenti efficacemente la volontà politica della categoria ed una Consulta dei Territori che, attraverso un proprio rappresentante, porti costantemente la voce di questi negli organi statutari per uno sviluppo organico di Anasf”.

Decentramento
“I territori dovranno avere una giusta autonomia, per poter programmare la gestione dell’ambito locale in modo efficace (…). Per favorire la tendenza alla crescita qualitativa, è opportuno che per ogni area tematica presente nel Comitato Esecutivo si formi uno staff di alcuni colleghi e colleghe con competenze adeguate, possibilmente segnalati dal territorio, la cui crescita nella collaborazione semplifichi il passaggio (generazionale, valorizzando anche le competenze locali, e mantenga un idoneo standard nel tempo”.  
 
Una scuola di formazione per i dirigenti
“Andrà finalmente realizzata una vera e propria Scuola di Formazione per dirigenti, costante nel tempo nel suo aggiornamento, per formare i dirigenti di oggi e costruire quelli di domani. In sede di bilancio, tutte le attività dell’Associazione devono essere improntate ad una gestione delle risorse equilibrata, che consenta un intervento strategico di Anasf in tutte le sfere d’interesse della categoria, con particolare attenzione allo sviluppo delle relazioni con le Autorità europee ed italiane. Dovrà altresì essere prestata attenzione alla gestione delle straordinarie risorse umane di sede, che dovranno essere tutelate e motivate in modo equilibrato, quale ricchezza dell’Associazione”.

Il progetto “Alta visibilità” dei cf
C’è anche una fiction televisiva sul ruolo del cf nel programma della Lista 1. “Il futuro della professione passa attraversa la corretta percezione della figura del consulente finanziario da parte dei cittadini, in special modo il riconoscimento del “ruolo sociale” che lo stesso svolge e quello di “creatore di welfare”, sia personale che nazionale. Per far questo, il marketing associativo, seguendo un percorso già iniziato, valuterà la fattibilità del progetto “Alta Visibilità”, che prevede la realizzazione di una fiction televisiva che racconti i vari momenti della nostra attività, in chiave mediatica e moderna. La familiarità che si creerà sarà veicolo per l’educazione finanziaria e migliore accettazione del ruolo professionale”. “ (…)Gli eventi già realizzabili sul territorio (Anasf Day, Tutela Day, seminari, etc.) verranno rivisti nei format, per divenire ancora più attrattivi, e verranno affiancati da un catalogo di marketing esperienziale riservato agli associati, con contenuti professionali esclusivi, di cultura, arte, intrattenimento e quant’altro sarà ritenuto d’interesse, opportunità d’incontro e senso di appartenenza”. E poi una riflessione sul mega evento associativo. “Per ConsulenTia, divenuta evento di portata mediatica assolutamente rilevante, si prevede una evoluzione 2.0, che porti a potenziarne i risultati con una mission meglio definita e proiettata sull’immagine futura della professione”.

Il ricambio generazionale
“Abbiamo finalmente gettato le prime basi per il nostro ricambio generazionale, puntando sui giovani con la creazione della sezione Anasf Giovani, dedicata ai consulenti finanziari under 40. Si è così realizzato un think tank di idee e sviluppo, sul quale dovremo investire nei prossimi anni per far crescere la professione del futuro. Saranno finalmente i giovani a suggerire bisogni e soluzioni, da nuovi punti di vista”. È necessaria una forte spinta verso i career days, sia quantitativa che qualitativa, per poter meglio trasmettere i veri valori etici, sociali ed economici che rendono la professione, nella sua evoluzione futura, insostituibile e quindi una reale opportunità per i giovani. Così facendo, si getta il seme per realizzare un processo naturale di ricambio generazionale, non occasionale ma proiettato nel tempo. A miglior supporto, si deve sviluppare ulteriormente la formazione specifica universitaria, facendo seguire alle prime iniziative realizzate (Corso di Laurea presso l’Università agli Studi di Teramo e Master presso l’Università agli Studi di Bologna) altre simili nelle varie Università italiane, per costruire i prossimi nuovi professionisti.
 
 
 

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