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Ubi Banca a caccia di startup con Plug & Play

L'istituto di credito avvia una collaborazione con l'acceleratore di startup con sede nella Silicon Valley per monitorare le novità fintech e, nel frattempo, cede 857 milioni di Npl a Iseo Spv

Ubi Banca a caccia di startup con Plug & Play

Monitorare il costante progresso digitale e individuare i potenziali progetti che andranno a concretizzarsi in nuovi servizi finanziari da offrire ai clienti. Con questo obiettivo Ubi Banca ha avviato la partnership con Plug & Play, acceleratore internazionale di startup con sede nella Silicon Valley.

Grazie a questa collaborazione, si legge in una nota ripresa da Adnkronos, il gruppo bancario avrà la possibilità di identificare, su un panorama globale, i principali temi evolutivi digitali in atto, sui quali avviare poi una ricerca mirata per individuare eventuali opportunità di collaborazione e valutare l'apertura di progetti di sviluppo.

Plug & Play è da due anni il principale acceleratore della Silicon Valley per numero di startup ospitate, 562, come certificato dal San Francisco Business Times.

E' sbarcata in Italia in primavera e, dopo aver inizialmente avviato il proprio acceleratore esclusivamente nel contesto del Food and Beverage, sta estendendo la sua attività al settore del fintech.

L'istituto di credito dell'ad Victor Massiah, grazie a questa nuova partnership, avrà anchela possibilità di partecipare alle attività organizzate dall'hub Plug & Play di Francoforte, il principale polo aziendale europeo per il fintech e sede del programma di accelerazione, consolidando così l'attività di ricerca sui principali trend tecnologici sviluppata negli anni precedenti. Il gruppo, ricorda la nota, "ha intensificato, negli ultimi anni, la partecipazione a progetti in Italia e all'estero, grazie a collaborazioni costanti con diverse realtà fintech".

Ubi Banca ha inoltre ceduto crediti deteriorati per un valore nominale di 857,6 milioni di euro al veicolo di cartolarizzazione indipendente di Conegliano (Treviso), Iseo Spv. Si tratta per lo più di mutui residenziali in sofferenza, di piccolo taglio (le prime 100 posizioni rappresentano il 7,4% del valore contabile lordo), più difficili da recuperare da parte della banca, e da posizioni non garantite ad essi collegate.

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