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Benvenuti nei ruggenti Anni Venti

"È tutto costoso, ma le banche centrali erogano denaro a costo zero, e la raccomandazione di acquistare nelle fasi di ribasso resta valida. Gli Anni Venti potrebbero esordire in modo ruggente". L'analisi di Chris Iggo

Benvenuti nei ruggenti Anni Venti

credits: switchedoncomms.co.uk

"Niente aumenti di tasse, nazionalizzazioni o nuovi referendum. Non si può certo dire che non sia un buon risultato per la tormentata economia del Regno Unito e per i suoi mercati". L'analisi di Chris Iggo, cio core investments di Axa Investment Managers.

Se a questo aggiungiamo le migliori prospettive di raggiungimento di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina, l’anno si chiude in modalità “risk-on”. È difficile credere che l’economia globale continui a espandersi e che gli asset rischiosi continuino a sovraperformare anche nel nuovo decennio, ma sembra che ci si debba aspettare qualcosa del genere.

I tassi d’interesse sono fermi, i rischi politici sono diffusi e i fondamentali sottostanti sono sorprendentemente robusti. Nei prossimi mesi ci saranno certamente molti eventi che testeranno i mercati e la fiducia degli investitori, ma per il momento meglio restare investiti.

Un grande sollievo. La reazione al risultato elettorale del Regno Unito è stata quella che ci aspettavamo. La conferma di una netta maggioranza dei conservatori ha rafforzato la sterlina, fatto salire i rendimenti dei Gilt, provocato una contrazione degli spread e un’impressionante impennata dei titoli azionari. Possiamo definirla una reazione di sollievo generale.

Sollievo per avere rimosso le resistenze parlamentari al processo della Brexit e sollievo per avere evitato un governo che prometteva il ribaltamento delle finanze pubbliche e un processo di nazionalizzazioni forzate. È stata in parte spazzata via l’incertezza sulle prospettive a breve termine, e ciò potrebbe spianare la strada per un outlook a medio termine più positivo per il Regno Unito.

In attesa di un vero accordo commerciale. La cosa più interessante e più importante per le imprese è quale piega prenderanno le relazioni commerciali a lungo termine con l’Unione europea. Il mancato raggiungimento di un accordo commerciale potrebbe provocare grandi sconvolgimenti nell’economia del Regno Unito. Si spera che un governo britannico con un mandato più chiaro e la leadership rinnovata nell’Ue favoriscano il raggiungimento di un accordo positivo per entrambe le parti.

Benvenuti nei ruggenti Anni Venti. Il mood “risk-on” dei mercati dovrebbe proseguire anche nel nuovo anno (nuovo decennio), non ultimo perché, nel momento in cui scriviamo, sembra che gli Stati Uniti non introdurranno altri dazi sulle importazioni cinesi.

I progressi verso un accordo commerciale con la Cina nell’anno delle elezioni sono ancora l’aspettativa prevalente. Salvo smentite provenienti dalle notizie, l’atteggiamento rispetto all’outlook dovrebbe essere più positivo. Negli Usa, le azioni sovraperformano le obbligazioni ormai da tempo, e sospetto che continueranno a farlo, dato che la Federal Reserve non prevede interventi sui tassi.

In passato le fasi di sovraperformance del mercato azionario si sono concluse con un inasprimento monetario ma, almeno per il momento, sembra che la Fed abbia fatto abbastanza passi indietro e per un tempo sufficiente da impedire un’inversione. In questo contesto, i mercati con beta più elevato dovrebbero ottenere buone performance nel breve termine – obbligazioni, azioni e valute dei mercati emergenti, azioni giapponesi, obbligazioni ad alto rendimento e titoli tripla B.

Queste sono state le asset class vincenti negli ultimi tre anni, e probabilmente continueranno a esserlo. Un deragliamento del rischio potrebbe giungere da un’inversione di rotta degli Usa, da un evento geopolitico o da un aumento significativo delle aspettative sui tassi d’interesse, sullo sfondo di una nuova accelerazione del ciclo. Ah certo, c’è anche la questione delle valutazioni. È tutto costoso, ma le banche centrali erogano denaro a costo zero, e la raccomandazione di acquistare nelle fasi di ribasso (buy on dips) resta valida. Gli Anni Venti potrebbero esordire in modo ruggente.

La top quattro. Bene, ora che la Brexit è quasi fatta posso partire tranquillo per la mia vacanza invernale al caldo. Mi aspetto certamente che per la fine dell’anno il Manchester United si confermi nei primi quattro posti, con 2-3 potenziali acquisti di peso a gennaio. Forse mi sto facendo trasportare troppo sia dai mercati che dal football. In ogni caso, auguro a tutti buone feste!

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