economia reale & casse di previdenza

Governo, Casse e futuro della redditività sostenibile

Dalla Cassa forense all’Enasarco tutti enti privatizzati ricchissimi ma in cerca di nuovi asset validi nel tempo. E l’adepp ha un piano.... La tavola rotonda di Anasf, Fiarc Confesercenti e Federagenti

Casse di previdenza e futuro di redditività sostenibile

Nunzio Luciano, presidente delle Cassa Forense e vicepresidente dell’Adepp

Si chiama Wise e significa “saggio”, in inglese; ma è anche il nome del progetto sul quale puntano le Casse previdenziali private, riunite nell’Adepp, per ottenere dal legislatore il diritto a differenziare finalmente gli investimenti e tutelare meglio il risparmio previdenziale dei loro iscritti.

In acronimo, infatti, Wise sta per “welfare, investimenti, servizi ed Europa”. "Lo presenteremo in dettaglio e ne parleremo diffusamente a fine  marzo negli Stati generali delle professioni che stiamo organizzando a Roma", ha annunciato Nunzio Luciano, presidente delle Cassa Forense e vicepresidente dell’Adepp, intervenendo in una tavola rotonda su “Il futuro delle Casse di previdenza e gli investimenti in economia reale” organizzata a Roma presso l’Istituto Sturzo dal Comitato Agenti e Consulenti costituito dall’Anasf, con Fiarc Confesercenti e con Federagenti.

Il Comitato Agenti e Consulenti si è costituito per lanciare la sfida alla gestione dell’Enasarco, contrapposto al blocco di potere di Confcommercio, anche grazie all’iniziativa del consigliere Enasarco, Alfonsino Mei 

Il Comitato, si sa, si è costituito per lanciare la sfida alla gestione dell’Enasarco, la cassa di categoria – anche grazie all’iniziativa dell’Anasf e del consigliere Enasarco oggi espresso nell’ente dall’Anasf, Alfonsino Mei - contro il blocco di potere costruito dalla Confcommercio, che da sempre guida (o ne ispira la guida) l’ente. Un blocco di potere che senza dubbio nei decenni (decenni!) di leadership continuativa non può vantare di aver collezionato molti successi: semmai il contrario. 

"Da quanti anni parliamo del decreto investimenti?", si è chiesto retoricamente Luciano, "Lo vogliamo, non è che vogliamo sfuggire alle regole. Vogliamo però che cambino per adeguarsi ai tempi, e vogliamo anche sapere quanto costa a tutti noi l’enorme macchina dei controlli che ci vincola".

"Su questa richiesta posso anticipare fin d’ora che verrà accolta, assolutamente sì", gli ha risposto al volo Sergio Puglia, il senatore pentastellato che presiede la Commissione bicamerale per il controllo sugli enti previdenziali privati. Il quale ha aperto però decisamente alla richiesta giunta da Luciano e contenuta nel titolo stesso dell’evento.

Per poter investire in valori rappresentativi dell’economia reale, e dunque sostenerla, le Casse debbono riuscire a superare almeno alcuni degli infiniti vincoli che ne limitano la discrezionalità: "La mission degli enti previdenziali è e resta innanzitutto quella di assicurare una pensione ai propri contribuenti, e quindi è necessario presidiare la loro sostenibilità patrimoniale e finanziaria. Questo però non vuol dire vivere fuori dal mondo. Oggi gli investimenti si stanno spostando rapidamente, alla ricerca dei settori che rendono di più. Per esempio i settori Esg, che anche in Italia attraggono l’interesse di tanti investitori istituzionali a cominciare dallo stesso governo: l’efficientamento energetico, lo sviluppo sostenibile ed altri investimenti che vanno incoraggiati e incentivati anche fiscalmente".

Per Puglia c’è un eccesso di controlli e vigilanza che «creano una furbesca anarchia, ma in commissione noto la volontà di collaborare da parte di nel favorire l’investimento in economia reale riducendone o bilanciandone il fiscio con agevolazioni fiscali o garanzie statali. Se io Stato spingo te Cassa a investire per esempio in infrastrutture, è chiaro che ti spingo a prenderti dei rischi per prenotarti dei buoni risultati ma se le cose andassero male, devo tutelarti".

Per l'onorevole pentastellato "il nodo è la scelta dei gestori che le Casse sono chiamate a compiere con competenza: e questo passaggio ripropone il tema della massima riqualificazione degli organismi collegiali elettivi delle Casse stesse, per troppo tempo e in troppi casi rimessi a criteri di selezione meramente politiche – come nel caso dell’Enasarco – non hanno tenuto in alcuna considerazione le competenze degli amministratori.

Bisogna lavorare alla buona gestione del patrimonio delle Casse così impegnativa in questo periodo di tassi a zero che stiamo vivendo. Bisogna investire nell’economia reale (Ettore Rosato)

"Se mettiamo regole troppo stringenti", ha osservato Puglia, "che ritardano o complicano per le Casse la possibilità di scegliere il gestore migliore o cambiarlo quando non funziona, se imponiamo procedure troppo complicate, non facciamo il bene degli iscritti".

"Per cui posso dirvi che anche su questo fronte sta cominciando un dialogo politico denso, per adesso all’interno della compagine governativa. Ho già annunciato che la commissione vuole discutere quest’aspetto con tutte le forze politiche, sempre nell’ottica di assicurare agli iscritti pensioni adeguate e sostenibili".

Già: ma riqualificare per competenze i vertici delle Casse e permettere loro di nominare e cambiare gestori con maggior facilità rischia di riproporre la polemica sul potenziale conflitto d’interessi nascoto nella conoscenza che questa nuova tipologia di ammnistratori avrebbe senz’altro dei gestori.

Ma è un assurdo: "Sulla differenza tra relazioni e interessi Luigi Sturzo sarebbe d’accordo", ha osservato Ettore Rosato, vicepresidente della Camera ed esponente di Italia Viva, intervenendo al convegno: "E bene ha fatto il Comitato Agenti e Consulenti ad avviare il dibattito. Bisogna lavorare alla buona gestione del patrimonio delle Casse così impegnativa in questo periodo di tassi a zero che stiamo vivendo. Bisogna investire nell’economia reale".

"E semplificare le norme che, negli anni, con la volontà di evitare errori e abusi, si sono trasformate in paletti e vincoli che non sempre aiutano. Un’Italia più semplice potrebbe dare a tutti una maggior qualità di ritorni economici. Lo Stato ha più volte chiesto una mano alle Casse, dalla gestione degli Npl alle cessioni di patrimonio pubbico, e quando si chiede una mano si deve anche saper contraccambiare".

"Conoscere per deliberare", ha ripreso Luciano, citando Einaudi, a proposito della necessità che le Casse siano guidate da personalità competenti. "Quando vincono gli incompetenti non andiamo da nessuna parte. Uno dei grossi problemi del Paese è proprio questo".

E ha ricordato che qualcosa si è mosso, nei portafogli delle Casse, negli ultimi anni: "Basti pensare che il sistema delle Casse ha il 12% del capitale della Banca d’Italia. E quando recentemente qualcuno mi ha chiesto se non temessi di star investendo troppo nell’azionario, ho risposto con molta semplicità: ‘E cosa vorreste, che investissi in obbligazioni che rendono zero?’ Possiamo essere un soggetto front-runner per l’economia del Paese. Il senatore Puglia ha citato il comparto degli Npl. Io dico: è vero, ci sono investimenti importanti da fare anche lì. Ma guardandoci dentro, scegliendo fior da fiore, anche lavorando insieme come sistema Casse e dunque abbandonando ciascuno il puro presidio del proprio orticello.Questo è uno degli obiettivi del progetto Wise: fare nuove investimenti progettandoli insieme".

E Luciano ha ricordato un’altra prospettiva di svolta: "Abbiamo proposto alla Cassa depositi e prestiti di garantire un accesso al credito più facile ai liberi professionisti, e stiamo per sottoscrivere un protocollo su questo obiettivo".

"Ma per fare tutte queste cose", ha aggiunto Luciano, rivolgendosi nuovamente al governo e alla politica, "siamo i primi ad avere l’esigenza di un interlocutore forte. Che ci convochi, dialoghi con noi e decida, ma poi applichi misure. Tenendo conto del fatto che se vogliamo riattivare gli investimenti stranieri in Italia dobbiamo investire anche noi, con loro. Solo questo dà credibilità ad alcune opportunità oggi trascurate. E bisogna al più presto, sempre in questa direzione, abolire la doppia tassazione che oggi ci frena".

I dati di Prometeia presentati da Giuseppe Patriossi fanno giustizia di alcuni luoghi comuni: per esempio quelli sul “rischio” che le Casse già correrebbero per la loro esposizione sull’economia reale: "Il totale degli investimenti in economia reale di fondi pensione e casse previdenziali è di 14 miliardi, pari a 1,6% del patrimonio di questi investitori, dunque siamo indietro e abbiamo molto spazio per crescere. Cosa succederebbe a quei numeri se ci allineassimo alla media Ue? Si salirebbe dai 14 ai 93 miliardi, con una crescita di ben 79 miliardi! Un potenziale eccezionale, soprattutto per i fondi pensione. Il patrimonio dei fondi equivale al 10% del Pil, se aggiungiamo le casse saliamo al 15% e al 45% della capitalizzazione di Borsa, all’80% del valore totale del debito pubblico. I margini dunque ci sono".

Il governo non è riuscito materialmente a partecipare con un suo esponente al dibattito romano ma il viceministro Antonio Misiani, in un messaggio scritto inviato ad Alfonsino Mei, ha sottolineato come sia "un dato molto positivo che le Casse, negli ultimi anni, abbiano incrementato la loro esposizione verso gli investimenti in economia reale, anche se rimane su livelli assoluti ancora bassi.

"Il governo vuole favorire questo processo, ovviamente nel rispetto dell’autonomia finanziaria e delle scelte di investimento, e valuterà varie modalità per favorire questi investimenti, in particolar modo su infrastrutture con ritorni stabili e duraturi e sulla sostenibilità ambientale", continua il messaggio di Misiani.

E ancora: "In uno scenario di vincoli di bilancio pubblico stringenti, potremmo liberare significative risorse per investimenti che porterebbero un giusto ritorno economico per garantire le future prestazioni e darebbero un impulso alla crescita economica e occupazionale del Paese. Aprendo opportunità per migliaia di imprese italiane che hanno voglia di crescere e spesso non hanno le risorse finanziarie necessarie". 

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