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outlook 2020

Franklin Templeton: selettivi in un mercato in continua evoluzione

La minaccia di una recessione globale è remota e ci sono buoni motivi per mantenere gli investimenti. Il cio global macro, Michael Hasenstab: “C’è ancora valore da trovare nei mercati emergenti” Cio Templeton Global Macro

Franklin Templeton: selettivi in un mercato in continua evoluzione

Molti investitori si attendevano un 2019 volatile. Con il trascorrere dei mesi i timori generati da problematiche geopolitiche quali la Brexit, della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e altre situazioni critiche a livello mondiale sono andati diminuendo. I dati economici sono rimasti nel complesso robusti e i mercati azionari globali hanno guadagnato terreno; a fine anno l’azionario Usa segnava un nuovo massimo storico.

C’è ancora valore da trovare in selezionati mercati emergenti            e in alcune fonti di alpha Michael (Hasenstab cio global-macro)

Nonostante le persistenti incertezze abbiamo una prospettiva cautamente ottimista per il 2020. La minaccia di una recessione globale è remota e ci sono buoni motivi per mantenere gli investimenti. Tuttavia in un mercato in continua evoluzione è importante essere selettivi e non essere troppo sicuri di sè. 

Di seguito i punti principali dell’outlook 2020 di Franklin Templeton, società da 715,2 miliardi di dollari di asset under management. 

• È importante concentrarsi sui dati reali più che sulle notizie del momento. Vi sono pochi segnali di una recessione imminente dell’economia mondiale. Nonostante la persistente incertezza in ambito commerciale e le tensioni sul fronte politico, la prima economia mondiale, gli Stati Uniti, si conferma solida.

Tra i fattori di rischio che caratterizzeranno anche il 2020 citiamo la guerra dei dazi, la decelerazione dell’attività manifatturiera, il calo della fiducia delle imprese e le crescenti tensioni politiche con conseguente polarizzazione. 

• Il prossimo anno potrebbe riservare ancora incertezza, ma anche ottime opportunità. Riteniamo che gli investitori debbano prepararsi per affrontare il 2020 concentrandosi su posizioni in grado di offrire un’autentica diversificazione rispetto a rischi fortemente correlati comuni a più asset class. 

• Benché molti investitori siano ancora preoccupati, ci sono buoni motivi per mantenere l’esposizione all’azionario globale nel 2020. Per i nostri portafogli cerchiamo società orientate all’innovazione oltre a opportunità in titoli value trascurati dal mercato. 

• Le nostre previsioni sull’insieme dei mercati emergenti sono prudenti, ma manteniamo un certo ottimismo e intravediamo delle opportunità in alcuni Paesi e in determinate fonti di alpha. Crediamo nell’importanza di un posizionamento selettivo in quanto gli investitori sono ancora preoccupati per il protezionismo e il deterioramento del quadro geopolitico.

Siamo più cauti sulle previsioni per l’insieme dei mercati emergenti, ma intravediamo un certo potenziale in determinati Paesi e in alcune fonti di alpha. Preferiamo tuttora i rendimenti corretti per il rischio in specifiche aree del debito sovrano in valuta locale rispetto ai titoli di credito valutati adeguatamente. Ma è fondamentale selezionare attentamente gli investimenti, poiché simili opportunità variano nettamente da un Paese all’altro e in termini di esposizione al rischio. 

Nel complesso ci sembra che il prossimo anno determinati mercati locali che offrono rendimenti elevati abbiano la possibilità di sovraperformare i mercati core del reddito fisso.

Intravediamo un potenziale di rialzo sui mercati azionari dei Paesi avanzati e di quelli emergenti. Sulle piazze emergenti, puntiamo essenzialmente su quattro tematiche di lungo periodo: 

• Crescita strutturale della tecnologia in tutti i segmenti dell’economia. 

• Aumento della spesa al consumo in linea con l’espansione del ceto medio. 

• Small cap dei Paesi emergenti favorite dalla crescita locale. 

• Società caratterizzate da progressi nella corporate governance e da un impatto ambientale contenuto o in miglioramento. 

In generale riteniamo i mercati emergenti più interessanti di quelli sviluppati in ragione di un’espansione economica sempre più rapida. 

In termini di valutazioni, i mercati emergenti scambiano con uno sconto di quello di medio e lungo periodo rispetto ai mercati avanzati, nonostante l’aumento dei flussi di cassa e dei dividend payout ratio e la riduzione dell’indebitamento delle imprese. Siamo convinti  che la ricerca di selezionate opportunità in società innovative e titoli value con catalizzatori indiscutibili possa contribuire a un buon posizionamento in un’ottica di lungo periodo.

Per individuare le opportunità di reddito in questo contesto volatile e movimentato, ci concentriamo anzitutto sui dati. La resilienza dell’economia statunitense e una crescita globale solo in lieve rallentamento, per esempio ci inducono a pensare che i timori di recessione e deflazione siano eccessivi e quindi le valutazioni dei Treasury Usa spropositate.

Abbiamo posizionato i nostri portafogli in modo da poter investire le risorse laddove la crescente volatilità del mercato creerà opportunità in ottica value. Nel complesso, sulla base delle nostre previsioni sulla crescita globale crediamo che la linea estremamente morbida delle principali banche centrali abbia esacerbato le anomalie del mercato. Ecco perché consigliamo di tenere in portafoglio asset liquidi in modo da poter prontamente investire in settori con fondamentali solidi laddove l’instabilità del mercato crei punti di ingresso a valutazioni più interessanti. 

Ribadiamo ancora una volta l’importanza di usare la massima selettività sia nei settori del reddito fisso sia nella scelta dei titoli sottostanti.

Riteniamo le azioni nel complesso onerose e abbiamo frenato l’entusiasmo su questo fronte. I fondamentali societari si confermano relativamente solidi e gli utili aziendali sostengono tuttora l’azionario globale. 

Siamo convinti che nelle grandi economie i profitti abbiano già raggiunto il loro massimo livello e possano ridursi ulteriormente nel corso dell’anno venturo. 

Il 2020 potrebbe non essere esente da ondate di vendita ricorrenti sui mercati azionari alla luce della possibile adozione di politiche non consolidate come dazi e restrizioni alla quotazione in borsa e alla circolazione del capitale.

Siamo passati a un giudizio pienamente neutrale sulle obbligazioni a livello di asset allocation, poiché i motivi per essere ottimisti sono controbilanciati dai timori per le valutazioni.

Siamo inoltre estremamente selettivi nelle aree del reddito fisso di qualità inferiore, come il debito corporate high yield: i tassi di default sono in aumento rispetto alle medie storiche e i prestiti bancari evidenziano flussi di capitale in uscita. Probabilmente il mercato delle obbligazioni societarie investment grade godrà ancora di fondamentali solidi.

Siamo più ottimisti sulle prospettive del debito emergente alla luce delle politiche accomodanti delle banche centrali globali e dei rendimenti reali superiori alle medie storiche, due elementi che potrebbero davvero contribuire a contenere i rischi di cambio delle obbligazioni nella valuta locale. 

A nostro avviso è essenziale che gli investitori si posizionino in modo selettivo in considerazione dei continui timori suscitati dal protezionismo e dal deterioramento del quadro geopolitico.

*articolo pubblicato su Investire di gennaio

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