conti 2019

Azimut festeggia i 30 anni a Montecarlo con il miglior utile netto di sempre

Il gruppo guidato dal presidente Pietro Giuliani prevede di chiudere il 2019 con un utile netto consolidato compreso fra i 360 e i 370 milioni. Annunciate nuove iniziative negli investimenti alternativi

Pietro Giuliani, presidente del gruppo Azimut

Pietro Giuliani, presidente del gruppo Azimut

Azimut non poteva sperare in un miglior modo per festeggiare i 30 anni della propria storia. Nella lussuosa Convention di Montecarlo, presenti oltre 2000 tra dipendenti e consulenti finanziari del gruppo provenienti da tutto il mondo, sono stati presentati alla stampa i primi dati di sintesi e le stime dei risultati del 2019, il gruppo Azimut prevede di chiudere il 2019 con il miglior utile netto consolidato della propria storia, compreso fra i 360 e i 370 milioni. I dividendi cumulati distribuiti agli azionisti nei 5 anni del piano 2015-2019, includendo quanto verrà proposto al consiglio di amministrazione del gruppo, convocato per il 5 marzo 2020, saranno pari ad almeno 7,8 euro per azione.

I dividendi cumulati distribuiti agli azionisti nei 5 anni del piano 2015-2019 saranno pari ad almeno 7,8 euro per azione

Considerando tale proposta di dividendo, la media del payout complessivo nei 5 anni sarà superiore al 90% circa, superando ampiamente il target previsto da piano, ed equivalente a uno yield medio cumulato del 44%.

Con questo risultato Azimut ha annunciato di aver raggiunto i target indicati nel business plan quinquennale per la terza volta consecutiva dal 2004. 

Nel 2019 il gruppo ha registrato una raccolta netta di circa 4,6 miliardi, portando così il patrimonio complessivo a superare i 59 miliardi di euro (contro i 50 miliardi a piano e +16% rispetto a fine 2018). Inoltre è già stato raggiunto e superato anche l’obiettivo fissato a fine piano relativo alle masse totali delle attività estere del gruppo.

Alla fine del 2019, infatti, il totale del patrimonio raccolto gestito dalle realtà non domestiche del gruppo ha raggiunto il 29% del totale, contro il 15% preventivato a piano. La contribuzione all’Ebitda dell’estero è stimata tra 50 e 55 milioni (+53% rispetto al 2018). 

Anche alla luce di questi risultati, il gruppo guidato dal presidente Pietro Giuliani stima, in condizioni di mercato normali, un’utile netto per il 2020 di almeno 300 milioni. Il target sarà raggiungibile grazie ad una crescita su tutte le linee di business: la distribuzione in Italia, i prodotti alternativi e le attività estere. 

Prosegue a pieno ritmo il progetto sugli investimenti alternativi che è stato presentato dall'ad e dg di Azimut holding Paolo Martini. Dopo il successo del più grande evento italiano dedicato ai mercati privati, Azimut Libera Impresa Expo, la raccolta sui prodotti lanciati nell’ultimo trimestre del 2019 è di oltre 450 milioni, portando a più di 1 miliardi le masse sui prodotti di private market.

In aggiunta, è ufficialmente partito il collocamento del fondo Italia 500, diretto agli investitori retail, realizzato in collaborazione con P101 Sgr, che sarà un fondo comune di venture capital chiuso e non riservato, la cui durata sarà di 10 anni, con un importo minimo di sottoscrizione di 5 mila euro. Le aziende target sono startup con un fatturato sino a 5 milioni di euro e Poi con sede prevalentemente in Italia, operanti su tecnologie, prodotti e/o servizi riferibili ai settori industriali e digitali, con un fatturato compreso tra i 5 e 50 milioni di euro. 

Martini ha anche preannunciato che è in via di definizione un fondo di real estate e di infrastrutture sociali (Esg Compliant), il cui lancio è previsto tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021 e che sarà gestito da Andrea Cornetti, in precedenza dg di Prelios Sgr. Il nuovo fondo sarà riservato agli investitori istituzionali. 

Inoltre, gli aderenti all’operazione di rafforzamento della partecipazione in Azimut Holding (cosiddetta “Leveraged Buyout”) sottoscritta nel maggio 2018 hanno concordato con la banca finanziatrice di estendere la durata del finanziamento di ulteriori due anni, portando la scadenza a giugno 2023 e confermando ulteriormente il proprio impegno alla creazione di valore nel lungo termine. 

Infine, come previsto dalle clausole sottoscritte nel 2018 e successivamente alla scadenza del lock up, l’azionista Timone Fiduciaria ha comunicato ad Azimut Holding che il fondo di private equity Peninsula Investments II è di comune accordo uscito dal patto di sindacato, dando così maggiore flessibilità ad Azimut Holding di proseguire nell’attuazione del piano di buyback approvato dall’assemblea degli azionisti in data 24 aprile 2019, che ha fissato il limite massimo di acquisto a 50 euro per azione. 

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“Nel 2019 abbiamo generato una performance media netta al cliente migliore del mercato e pari a circa il +8.5%", commenta il presidente Giuliani. "Non c’è modo migliore per festeggiare i 30 anni di storia di Azimut raggiungendo con successo, per la terza volta consecutiva, tutti gli obiettivi previsti dal piano quinquennale.

I risultati dell’anno appena terminato vanno indubbiamente in questa direzione con un utile netto di fine esercizio che", continua Giuliani", attestandosi tra 360 e 370 milioni di euro, segna un nuovo record storico e una performance in Borsa (+128% al 31/12/2019) che ha premiato il nostro titolo come il migliore del listino principale. La fiducia che riceviamo dai clienti e dagli azionisti ci spingono a mantenere lo stesso passo serrato per raggiungere anche nel 2020 un risultato di almeno 300 milioni di utile netto". 

E ancora: "Il 2019 ha visto, inoltre, una forte accelerazione rispetto agli obiettivi di crescita delle attività all’estero, che oggi valgono per quasi il 30% delle masse complessive e hanno contribuito, secondo le stime, all’Ebitda di gruppo con 50-55 milioni. Infine, siamo soddisfatti di aver lanciato i primi prodotti nel segmento dei private markets per democratizzare questa asset class, che ci hanno permesso in pochi mesi di oltrepassa 1 miliardo di masse”.

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