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I Pir tornano alle origini, ecco tutte le novità

Dopo il tracollo nel 2019, i Piani individuali di risparmio rinascono con la nuova legge di bilancio che snellisce i precedenti vincoli mantenendo l'obiettivo di portare capitali nell'economia reale

I Pir tornano alle origini, ecco tutte le novità

Dopo le modifiche inserite nella manovra finanziaria del 2019, i Pir (Piani individuali di risparmio) sembravano destinati ad andare in soffitta sotto il peso delle critiche provenienti dagli stessi operatori del settore finanziario. La loro rinascita è avvenuta di recente con un emendamento inserito nella legge di bilancio di quest'anno.

Una rimodulazione di cui scrive Business Insider, elencandone le novità a partire dalla cancellazione dell'obbligo di investire il 3,5% in venture capital italiani (uno dei punti più contestati).

La seconda modifica è l'attrazione verso questi prodotti delle casse previdenziali e dei fondi pensione dando la possibilità di investire in più piani di risparmio nel limite del 10% del loro patrimonio.

Inoltre, da quest'anno è previsto che il 70% dei capitali destinati ai Pir dovrà essere investito "in strumenti finanziari" derivanti da emissioni e collaborazioni con "imprese residenti nel territorio dello Stato o (…) con stabile organizzazione nel territorio dello Stato", come recita l'emendamento proposto (e accolto dall'attuale esecutivo) dal vicepresidente della commissione finanze della Camera, Sestinio Giacomoni (in foto).

Il 70% del capitale dovrà essere suddiviso nel seguente modo: il 25% (5 punti percentuali in più rispetto alla precedente previsione) pari al 17,5% (rispetto al 21% precedente) del portafoglio complessivo "in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati", scrive BI

Le nuove previsioni inserite nella nuova legge di bilancio richiedono, inoltre, che un altro 5% destinato ai Pir "sia investito in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite negli indici Ftse Mib e Ftse Mid Cap della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati". Uno modo, quest'ultimo, già inserito nell'emendamento dell'anno scorso, utile a orientare parte dei capitali anche nel mercato dell’Aim Italia

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Previsioni, queste, che rispecchiano l'obiettivo con il quale il governo Gentiloni aveva istituito i Pir: far circolare credito in tutta l'economia reale italiana e non solo tra le cap ad alta capitalizzazione. Questo è anche l'auspicio degli addetti ai lavori. Business Insider ricorda, infatti, la lettera firmata dagli analisti di Mediobanca lo scorso 18 dicembre, con la quale auspicano che i capitali movimentati dai Pir possano raggiungere anche le aziende con piccola e media capitalizzazione.

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