il caso

Bond Astaldi: convocate le assemblee, ma le date non quadrano e si rischia un rinvio

Dopo le indagini della Procura e le dimissioni dei Commissari, prosegue con nuovi ostacoli l'iter del concordato più grande d'Europa.

castaldi

Sono stati pubblicati ieri gli avvisi di convocazione delle Assemblee dei portatori delle obbligazioni dei prestiti emessi da Astaldi, affinché deliberino sulla proposta di concordato preventivo in continuità aziendale diretta della società. Si tratta di due emissioni.

La prima è un prestito convertibile emesso sotto la legislazione del Regno Unito e denominato “€140,000,000 4.875 per cent. Equity-Linked Notes due 2024” (Codice ISIN: XS1634544248).

La seconda, molto più consistente, è un prestito senior, ossia ordinario, emesso sotto la legislazione degli U.S.A. denominato “€750,000,000 7.125% Senior Notes due 2020” (Codici ISIN: XS1000393899 e XS1000389608)

Le Assemblee si terranno presso il Centro Congressi dell’Hotel Cristoforo Colombo di Roma nei giorni 25 febbraio, 10 marzo e 24 marzo, rispettivamente in prima, seconda e terza convocazione.

L'avvocato Anna D'Antuono, che segue sin dal principio il concordato della società evidenziando anche il conflitto di interessi dell'attestatore del piano Corrado Gatti, allo stesso tempo membro del C.d.A. di Intesa Sanpaolo, fa notare che le date delle convocazioni non appaiono rispettose del dispositivo dell'art. 172 della Legge Fallimentare, laddove prevede che:“Il commissario giudiziale redige l'inventario del patrimonio del debitore e una relazione particolareggiata sulle cause del dissesto, sulla condotta del debitore, sulle proposte di concordato e sulle garanzie offerte ai creditori, e la deposita in cancelleria almeno quarantacinque giorni prima dell'adunanza dei creditori”.

La ratio del termine minimo (“almeno”) è quella di consentire ai creditori di leggere le valutazioni dei Commissari ed esprimere con compiutezza il voto. Sotto questo punto di vista, quindi, il termine deve essere rispettato per tutti i creditori, e per tutte le categorie di questi. Le date comunicate per le assemblee non vanno invece in questa direzione, e per comprenderlo è sufficiente osservare il calendario.

L'Adunanza dei creditori, dove tutti esprimeranno il voto sulla proposta di concordato preventivo, è stata convocata per il 26 marzo. La data ultima per il deposito della Relazione Commissariale è quindi lunedì 10 febbraio. Il deposito presumibilmente avverrà alcuni giorni prima. Le due assemblee degli obbligazionisti in prima convocazione sono previste il 25 febbraio.

Agli obbligazionisti vengono quindi concessi appena quindici giorni, o poco più, per leggere le valutazioni dei Commissari ed esprimere con compiutezza il voto, penalizzandoli in maniera notevole rispetto agli altri creditori, concedendo loro un ben minor termine rispetto a quello del 26 marzo.

E' logico che le assemblee degli obbligazionisti debbano tenersi in anticipo rispetto a quest'ultima data, poiché il Rappresentante Unico deve raccogliere il loro voto per poterlo poi esprimere nell'Adunanza di tutti i creditori, ma ciò non può pregiudicare in grave maniera la consapevolezza del voto degli obbligazionisti. Ancora di più considerando che siamo nell'ambito del concordato più grande della storia d'Europa. I creditori sono tutti uguali, e tutti devono essere messi nella condizione di farsi adeguato giudizio, e tutti nell'arco temporale previsto dalla legge di quarantacinque giorni.

Le conseguenze non finiscono qui.

Il termine “almeno quarantacinque giorni prima dell'adunanza dei creditori“ non è perentorio, ma ordinatorio. Non vi è motivo per non ritenerlo applicabile anche alle adunzanze degli obbligazionisti. Altrimenti si opererebbe una disparità di trattamento nei tempi concessi ai diversi creditori per analizzare le valutazioni dei commissari.

La funzione della ordinarietà del termine è quella del compimento di un'attività necessaria quale il deposito della relazione commissariale, che serve appunto a tutti i creditori per conoscere il giudizio che i Commissari danno sulla fattibilità del piano e sulla correttezza logico-giuridica ed economica del piano stesso e dell'attestazione. La discriminazione dei bondholders rispetto agli altri creditori è di conseguenza dovuta al fatto che essi sono costretti a pronunciarsi sulla proposta concordataria senza il tempo ritenuto sufficiente dal legislatore per l'esame della Relazione commissariale.

Il fatto che si tratti di termine ordinatorio e non perentorio comporta che l’avviso di convocazione non è nullo, ma se non viene rispettato il termine dei quarantacinque giorni, e dunque il creditore non ha possibilità di una piena conoscenza della Relazione, può richiedere un rinvio dell’assemblea. Se il rinvio non viene concesso, è possibile riproporre la questione in sede di omologa del concordato.

L'avvocato Anna D'Antuono, che segue le posizioni di un cospicuo numero di bondholders, sta quindi valutando di sollecitare il Rappresentante Unico degli obbligazionisti, prof. Tiziano Onesti, affinché si attivi per richiedere il rinvio delle date delle due assemblee, eccependo la violazione di legge e le sue conseguenze sulla annullabilità della convocazione assembleare in quanto viziata dalla violazione del termine di cui all'art. 172 della Legge Fallimentare.

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