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Ennio Doris: "I Pir sono una grande occasione per le Pmi italiane"

Il presidente di Banca Mediolanum accoglie con favore il ritorno alla prima versione dei Piani individuali di risparmio e aggiunge: "economia italiana ancora troppo bancocentrica"

Ennio Doris

"La politica per una volta ha fatto il suo dovere: le nuove norme sui Pir sono un’ottima cosa. Quando ho visto le modifiche dell’esecutivo sulle regole per i Pir mi sono entusiasmato". Sono le parole di Ennio Doris, patron di Banca Mediolanum, usate durante un'intervista rilasciata sabato al quotidiano La Repubblica.

La politica per una volta ha fatto il suo dovere, adesso tocca alle banche e alla finanza fare la loro parte (Ennio Doris, presidente Banca Mediolanum)

Il ritorno alla versione originale dei Piani individuali di risparmio è una scelta, quindi, che piace ad uno degli istituti più interessati a questa forma di investimento. Tanto che il fondatore della private bank (oggi guidata da suo figlio, l'ad Massimo) a regalare ai propri nipoti un Pir a testa. Adesso, per Doris, "tocca alle banche e alla finanza fare la loro parte".

Da questi strumenti potrebbe nascere l'occasione per movimentare i 1.400 miliardi (sui 10mila dell'intero Vecchio Continente) fermi sui conti bancari e indirizzarne una parte verso le piccole e medie imprese. Il ministro delle Finanze, Roberto Gualtieri, ritiene che il potenziale, in questo senso, ammonti a non meno di 3,5 miliardi.

La domanda di capitali non manca: "lo Star di Piazza affari, l’indice delle medie aziende di qualità, ha fatto + 333 per cento" negli ultimi 15 anni. "Mettere soldi sulle nostre multinazionali tascabili significa investire nell’economia a livello mondiale, visto i loro altissimi tassi d’esportazione e aiutare l’Italia a crescere", aggiunge il presidente dell'istituto. 

Il ritorno in carreggiata dei Pir, dopo lo stallo prodotto dalle modifiche (oggi cancellate dalla nuova legge di bilancio) dello scorso anno alla normativa, è anche l'occasione per lanciare un chiaro messaggio al sistema creditizio di un'economia "ancora troppo bancocentrica", per Doris senior

"Negli Stati Uniti i prestiti degli istituti di credito rappresentano solo il 19 per cento del fabbisogno di un’azienda, in Europa siamo all’80 e in Italia oltre il 90. E non a caso da noi la Borsa rappresenta in valore solo il 32 per cento del prodotto interno lordo contro il 50 per cento della Spagna e il 160 per cento degli Usa. I Pir aiutano la parte più sana della nostra economia", aggiunge Doris, "a trovare le risorse per crescere". 

Ma è presto per parlare di vera ripresa di questo strumento. I dati di dicembre parlano di un deflusso di capitali di 39,6 milioni, ancora tanto nonostante la riduzione rispetto ai 57 di novembre. Complessivamente da inizio anno i Pir hanno perso 725 milioni di euro. 

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