succede in borsa

Banca Mediolanum pronta a lasciare Mediobanca

Il cda guidato da Ennio Doris ''ha deciso di riclassificare le azioni detenute in Mediobanca da partecipazione strategica a portafoglio held to collect and sell". Il motivo ha nome e cognome: Leonardo Del Vecchio

La partecipazione di Mediolanum in Mediobanca non è più strategica

Massimo Doris, ad Banca Mediolanum

''Considerate le possibili evoluzioni sulla futura governance del gruppo Mediobanca'', Banca Mediolanum, ''alla luce dei fattori esogeni che hanno recentemente interessato la compagine azionaria del medesimo, ha ritenuto di modificare i propri obiettivi strategici, passando da una logica di valorizzazione della partecipazione in un arco temporale di medio lungo termine ad un approccio aperto ad una maggiore flessibilità''. Lo ha annunciato ieri con una nota la private bank dell'ad Massimo Doris. a distanza di poco meno di un mese dalla smentita delle voci di una possibile fusione tra i due istituti. 

Di conseguenza, il cda guidato da Ennio Doris ''ha deciso di riclassificare le azioni detenute in Mediobanca da partecipazione strategica a portafoglio held to collect and sell''.

Sulla base di un parere di un esperto che ha stimato il valore della partecipazione facendo riferimento ''al suo valore d'uso'' e che ha ''determinato di far convergere tale valore d'uso al valore di mercato''

Il prossimo passo del consiglio di amministrazione di Banca Mediolanum sarà ridurre il valore della partecipazione dell'istituto di Alberto Nagel (il primo in foto) all'interno del bilancio consolidato 2019. Il taglio avvisa il gruppo  sarà "di circa euro 67 milioni del valore di iscrizione delle 29.095.110 azioni (3,28% del capitale sociale) detenute in Mediobanca, prendendo atto, ''che il valore della partecipazione è pari a euro 9,826 per azione''.

Le ragioni del cambio di rotta da parte di Doris dipenderebbero dal peso che il socio di Mediobanca, Leonardo Del Vecchio (il secondo in foto), ricoprirà nel prossimo futuro. Il patron di Luxottica, passato di recente al 10% del capitale dell'istituto di Nagel, avrebbe già fatto richiesta di autorizzazione alla Banca centrale europea per salire fino al 20

sviluppi | Nagel rassicura gli azionisti dopo lo smarcamento della famiglia Doris

Un'avanzata che non sembra piacere a Banca Mediolanum anche in vista degli incarichi in scadenza dell'amministratore delegato e del presidente, Renato Pagliaro. Incarichi che dovranno essere aggiornati insieme ai componenti dell'intero cda dopo il voto sul bilancio 2019-20 e sui quali Del vecchio vorrà sicuramente dire la sua. 

L'amministratore delegato ha poi informato il cda ''che il buon andamento dei mercati del 2019 ha favorevolmente influenzato il livello di performance fee riconosciute alle società del gruppo, attestandosi a 424,8 milioni di ero nell'anno appena conclusosi".

Nella stessa seduta il cda di B. Mediolanum ha deliberato anche la dismissione della controllata tedesca Bank A. Lenz. dopo che la partecipazione è stata giudicata senza "prospettive strategiche di sviluppo e di rilancio". Alla luce dei risultati non profittevoli della partecipata, gli amministratori procederanno con la riduzione del valore di carico della partecipazione nella controllata tedesca per euro 30 milioni, con effetto sul conto economico d'esercizio. 

leggi anche | Banca Mediolanum traghetta 18 aziende in Elite

leggi anche | Nb Aurora, parte l'aumento di capitale da 150 milioni

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo