asset management

I tagli delle banche centrali, Jp Morgan Am: "Drammatici"

In conferenza stampa a Milano, il responsabile per il fixed income globale dell'azienda, Bob Michele, ha descritto il propri orientamento su bond e fixed income. "Bene Italia, Spagna e Emergenti"

Bob Michele, responsabile per il fixed income globale di Jp Morgan

Bob Michele, responsabile per il fixed income globale di Jp Morgan

Il consenso intorno ai Btp italiani - sull'onda dell'ultima emissione a 30 anni e dei risultati delle elezioni in Emilia Romagna - sembra essere condiviso dalla maggior parte dei gestori presenti sul mercato nostrano. Alla lista si aggiunge anche Jp Morgan Am che, con il suo responsabile per il fixed income globale, Bob Michele, ha esposto a Milano due giorni fa la proprie previsioni sui bond.

Nel 2019 abbiamo assistito al taglio di 900 punti base da parte di ben 48 banche centrali. Il motivo? Rinviare la recessione (Bob Michele (head fixed income Jp Morga Am)

Michele non ha nascosto le proprie critiche all'operato delle banche centrali, prima fra tutte la Fed. "Se ci fate caso, c'è sempre una ragione emergenziale dietro la decisione di applicare tagli ai tassi di interesse. Brexit, trade war.... Lo ripetono davanti ad ogni emergenza".

Nell'arco del 2019", ha continuato, "abbiamo assistito complessivamente al taglio di 900 punti base in tutto il pianeta da parte di ben 48 banche centrali. Il motivo? Evitare la recessione". Una recessione che è difficile da prevedere proprio a causa dei continui interventi monetari, che mantengono basso tale rischio. 

Per il braccio della banca d'affari americana didedicato all'asset management, l'unico effetto di questi interventi monetari è un rinvio della fine del ciclo. Per questo motivo, Michele usa l'aggettivo "drammatici" per definire i tagli compiuti dagli istituti centrali. A partire da quelli della Federal Reserve ("stiamo praticamente pregando  la Fed perchè immetta treasury con rendimenti interessanti").

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Jp Morgan guarda con grande interesse ai titoli di stato di paesi come Italia, Spagna e Portogallo, pronti a godere degli effetti positivi derivanti dalla riduzione dello spread nei confronti dei bond governativi tedeschi innescata dal nuovo quantitative easing deciso di recente dalla Banca centrale europea. 

Il nemico numero uno per Bob Michele sono i tassi bassi, per questo motivo i treasury di Canada e Usa restano interessanti rispetto alla maggior parte degli europei. Con loro anche i bond governativi dei paesi emergenti, molto più liberi di intervenire con le proprie banche centrali di quanto possono ancora fare gli sviluppati. 

Per il responsabile del reddito fisso di Jp Morgan gli emergenti sono terreno fertile anche sul fronte del debito insieme ai titoli high yield, che restano un punto di riferimento grazie al "buon livello di solvibilità delle società". Il livello di debito è sotto controllo ("lo dimostra la crescita dei dividendi") ed è garantito anche dal restringimento delle regole per l'erogazione di finanziamenti applicato dal sistema creditizio all'indomani dell'ultima crisi. 

Il Brasile (la classifica di oggi sui rendimenti dei fondi di Fidarating lo dimostra) è uno dei paesi che stanno performando meglio sul fronte dell'equity, insieme a Turchia e Messico.

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