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Banca Generali apre il suo hub sul private banking del futuro

Distribuito su due piani, con 4 diverse sale a disposizione, ha aperto oggi il centro milanese dedicato dalla banca alla formazione e all’innovazione della consulenza finanziaria

Generali apre il suo hub per il private banking del futuro

Gian Maria Mossa, ad di Banca Generali

Distribuito su due piani, con 4 diverse sale a disposizione, ha aperto oggi il centro milanese dedicato da Banca Generali alla formazione e all’innovazione nel private banking.

I nostri professionisti devono essere i registi della gestione dei patrimoni privati. L'uso delle nuove tecnologie è fondamentale (Gian Maria Mossa, ad Banca Generali)

L'hub si candida a spazio in cui i banker dell'istituto lavoreranno sui propri portafogli clienti e si aggiorneranno sulle novità legate alla loro professione.

Un centro in cui l'esperienza reale dei consulenti finanziari dovrà confrontarsi e contaminarsi con i nuovi strumenti offerti dall'intelligenza artificiale e dalla gestione dei grandi dati.

L'obiettivo è raggiungere entro un anno di vita le 150mila presenze e organizzare 30 corsi di formazione. 

Innovazione, sostenibilità e capitale sia umano che patrimoniale. Questi, i concetti fondamentali dell'intervento dell'amministratore delegato dell'istituto di credito, Gian Maria Mossa, durante l'inaugurazione dell'hub progettato intorno all'uso degli  strumenti digitali di analisi dati che intelligenza artificiale e machine learning oggi offrono. 

La strada non è in discesa: l'Italia presenta forti ritardi sul fronte tecnologico, e non fa eccezione il settore bancario. Per usare le parole usate dalla coo di Microsoft, Barbara Cominelli, tra i partecipanti insieme all'ad della startup italiana Datrix, Fabrizio Milano d’Aragona, della breve tavola rotonda organizzata per l'occasione: "riguardo all'Ai, il 2019 è stato l'anno degli annunci, adesso è arrivato il momento della concretezza". 

Lo sa molto bene anche l'ad di Banca Generali ("è triste dover mettere che la Spagna e ancora di più la Francia, sono d'avanti all'Italia sul fronte dell'open banking"). Un gap che può essere colmato se i nuovi strumenti digitali vengono integrati all'interno dell'intero processo di investimento: dalla relazione con il cliente, fino al monitoraggio dei risultati dell'investimento. 

Tra gli obiettivi di Generali c'è la promozione di prodotti di investimento illiquidi come l'equity, sempre più richiesti dal retail

Il private banker del futuro che Mossa ha in mente è un professionista che lavora sulla consulenza a 360 gradi. "I nostri professionisti devono essere i registi della gestione dei patrimoni privati, anche mantenendo contatti con gli altri professionisti coinvolti nella loro gestione". 

Per fare questo sarà fondamentale l'analisi dei dati (di cui una banca è molto ricca) per garantire un monitoraggio anche del contesto nel quale si muovono le "grandi famiglie" che affidano il proprio patrimonio a Generali.

Tra gli obiettivi del nuovo anno c'è quello di rendere più accessibili alle scelte di investimento prodotti illiquidi come l'equity, asset class sempre più richiesta anche dal settore retail ma che richiede un orientamento oculato per evitare che si punti sulle imprese sbagliate. 

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La stessa cura, da parte dei private banker nell'orientare gli investitori, deve essere applicata anche al settore della finanza sostenibile. E anche in questo caso la tecnologia viene in aiuto. Banca Generali ha strutturato la propria strategia sugli investimenti Esg partendo da un aspetto fondamentale: la comprensione di quanto accade da parte del cliente. offrendogli gli strumenti necessari per comprendere concetti complessi come la sostenibilità nella governance oltre che nella sua accezione più diffusa, quella "ambientale". 

"Per questo motivo è necessaria la misurazione dell'impatto degli investimenti e offrirne visione agli investitori, dando loro la possibilità, attraverso un piattaforma digitale aperta, di una personalizzazione sulla base di proprie, uniche, necessità", ha commentato l'ad. Obiettivo possibile solo con una mappatura dei prodotti che vede il fondamentale ruolo delle società di asset management con cui la banca collabora da tempo. 

Partnership "importanti per acquisire conoscenze professionali che una realtà come la nostra deve necessariamente acquisire". Da questo dialogo con i mondi della gestione degli asset finanziari nasce, ad esempio, Bg Saxo: piattaforma di trading "che rappresenta un modello internazionale e che potrebbe a breve sbarcare anche in Cina", ha spiegato Mossa.

Stesso discorso sul fronte dei prodotti illiquidi e sul fronte delle cartolarizzazioni. "Siamo tra i pochi in Italia ad aver avviato un percorso su questi strumenti", dice Mossa riferendosi proprio alle cartolarizzazioni. I risultati di questo coraggio stanno portando già i primi risultati.

Ne è un esempio Credimi del ceo Rocco di Torrepadula, emittente di una recente cartolarizzazione di 670 milioni di crediti, di cui Banca Generali è stato sottoscrittore. La società ha distribuito in tre giorni 20 milioni di euro di finanziamento a circa sessanta Pmi con un fatturato tra i 2 e i 20 milioni di euro. 

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