conti 2019

Il semestre di Mediobanca si chiude con utili e ricavi in crescita

L'ad, Alberto Nagel, ha rassicurato i soci dopo lo smarcamento della famiglia Doris. "Del Vecchio non vuole che l'istituto perda di valore. Il cda garantirà trasparenza e parità di diritti tra azionisti"

L'ad di Mediobanca Alberto Nagel con il dg, Francesco Saverio e il presidente, Renato Pagliaro

L'ad di Mediobanca Alberto Nagel con il dg, Francesco Saverio e il presidente, Renato Pagliaro

Oggi è tempo di rendiconti anche per Mediobanca. I conti con cui l'istituto dell'ad Alberto Nagel ha chiuso l'ultimo semestre segnano un utile di 467,6 milioni in aumento del 3,8% rispetto allo scorso anno (450,5 milioni), e "in linea con il percorso di sviluppo delineato dal Piano 2023", spiega una nota ripresa da Adnkronos.

Il semestre è stato gravato dai contributi netti al fondo tutela dei depositi per 11,4 milioni, stabili rispetto allo scorso anno (11,2 milioni) e dalla sanzione Antitrust comminata a Compass

Il margine di interesse si porta a 722 milioni, in crescita del 3% su base annuale e dell'1% su base trimestrale, un risultato che dipende dal "positivo sviluppo dei volumi, dalla tenuta dei margini nel credito al consumo, dal controllo del costo della raccolta, dall'ottimizzazione dei livelli di liquidità".

La crescita dei ricavi è del 4% a 1,325 miliardi e le masse della clientela arrivano a 64 miliardi (+10%), di cui 'net new money' gestito pari a 1,9 mld nel semestre e 1,6 miliardi nell'ultimo trimestre.

Mediobanca "si colloca tra gli operatori a maggior crescita sul mercato del gestito italiano sia nel segmento affluent che private", si legge nella nota dell'istituto.

Sempre nel semestre, sono aumentati gli impieghi a clientela (+8%), con record di nuova produzione per credito al consumo (+11%) e mutui residenziali, a 1,3 miliardi (+58%) di cui 0,8 miliardi nell'ultimo trimestre.

Le attività deteriorate lorde scendono nell'ultimo trimestre dal 4,3% al 3,9% degli impieghi e mostrano un tasso di copertura del 54%. E' il wealth management, in particolare, "l'acceleratore della crescita e il primo contributore alle commissioni di gruppo", dal momento che pesa per il 50% nell'ultimo trimestre.

Il semestre è stato gravato dai contributi netti al fondo tutela dei depositi per 11,4 milioni, stabili rispetto allo scorso anno (11,2 milioni) e dalla sanzione Antitrust comminata a Compass (4,7 milioni). La sanzione è arrivata "per asserite pratiche commerciali scorrette nella distribuzione di prodotti assicurativi abbinati a finanziamenti; Compass", si difende Mediobanca, "impugnerà il provvedimento presso il Tar del Lazio, ritenendo che il comportamento tenuto nei confronti della clientela sia del tutto trasparente ed in linea con le migliori prassi di mercato".

CheBanca, con 800 milioni raccolti, è il terzo network per risultato commerciale nel trimestre nonostante sia molto piccola rispetto ad altri più noti e quotati. Questo dà il senso della potenzialità (Alberto Nagel, ad Mediobanca)

Le previsioni per il prossimo anno esposte in conference call con la stampa dall'amministratore delegato sono ottimistiche.

"Senza considerare eventuali imprevisti macro, come può essere ad esempio l'impatto del Coronavirus, noi pensiamo che il secondo semestre possa essere simile al primo". 

Nagel punta a "un andamento migliore delle commissioni e magari leggermente meno brillante nella crescita del margine di interesse, che è andato già ben oltre le nostre aspettative".

Il manager si è detto soddisfatto della raccolta nel risparmio gestito, tra CheBanca e il private banking. In particolare, CheBanca, con 800 milioni raccolti, "è il terzo network per risultato commerciale nel trimestre nonostante sia molto piccola rispetto ad altri più noti e quotati. Questo dà il senso della potenzialità, nonostante il progetto sia agli albori, abbiamo un sentire di crescita evidente".

Alberto Nagel ha affrontato anche la decisione di Banca Mediolanum di depennare la propria partecipazione in Mediobanca dalla lista di quelle strategiche. Una decisione strettamente legata all'aumento del peso nella proprietà dell'istituto di Leonardo Del Vecchio (in foto) e della sua Delfin.

Massimo e Ennio Doris temono che si possa configurare una posizione predominante da parte del patron di Luxottica nel caso in cui la Bce desse il suo ok al superamento del 10% della sua partecipazione della banca di Piazzatta Cuccia. Ne deriverebbe un "collegato rischio di governance". L'ad ammette: "è un tipo di fomento o di preoccupazione che ci siamo sentiti rivolgere anche da buona parte degli investitori istituzionali". 

Nagel ne è certo, queste preoccupazioni "possano essere riassorbite". Prima di tutto perché Delfin, la finanziaria di Del Vecchio, "non vuole è che Mediobanca perda valore o che venga vista come una storia non più allineata alle migliori del mercato". Inoltre il board "nei prossimi sei mesi sarà impegnato su due aspetti della governance", ha commentato l'ad. 

"Tenuto conto del cambiamento importante del nostro azionariato e del venire meno di elementi di conflitto interessi, è presumibile che il board faccia un percorso per migliorare lo statuto e renderlo più in linea con prassi mercato".

Il secondo punto che il cda affronterà è la realizzazione di una nuova lista di amministratori da sottoporre al voto dell'assemblea". Candidati che verranno selezionati con l'aiuto di consulenti esterni e con il coinvolgimento dei comitati interni". E nel fare questo "seguirà le migliori prassi, con l'obiettivo di proporre una lista di amministratori che sia ancora più indipendente e adeguata a gestire un business come quello di Mediobanca".

"Mi sento di esprimere rassicurazioni basate sul buon senso", ha aggiunto l'amministratore delegato. "Delfin è un gruppo che ha saputo generare moltissimo valore in campo industriale affermando un leader mondiale nel mondo dell'ottica, attraverso una società quotata, quindi avendo a che fare con altri azionisti".

"Io credo che Del vecchio sia perfettamente consapevole di queste preoccupazioni e del fatto che Mediobanca può generare valore con una struttura azionaria e di governance allineate a soggetti a lei comparabili", ha concluso Nagel.

leggi anche | Unicredit: dividendo a 0.63 euro e utile netto 2019 in calo

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo