conti 2019

Unicredit: dividendo a 0.63 euro e utile netto in calo

L'utile consolidato sottostante inserito nel bilancio 2019 segna +55,5%, ma inserendo nel calcolo i 4,7 miliardi di operazioni straordinarie, il conto scende a 3,37 miliardi (-19%)

Unicredit: dividendo a 0.63 euro e utile netto in calo

Unicredit presenta i conti del proprio bilancio di previsione per il 2019 che verrà discusso durante l'assemblea degli azioni prevista a Milano il 9 aprile. Il margine operativo lordo dell'istituto attestato a 8,9 miliardi, con un incremento del 2,9% rispetto al 2018, e l'utile operativo netto è stato di 5,5 miliardi, in flessione dell'8,6%. 

Il cda proporrà all'assemblea dei soci del 9 aprile un dividendo cash di 0,63 euro per azione, pari a 1,4 miliardi di euro. Mentre la proposta di riacquisto di azioni proprie sarà di 0,5 miliardi

L'utile consolidato sottostante, calcolato escludendo 4,7 miliardi di operazioni straordinarie, segna un aumento del 55,5%.

Percentuale che scende in territorio negativo se vengono inserite le voci escluse, la perdita è di 835 milioni e porta l’utile netto del gruppo a 3,37 miliardi, con una flessione del 19%.

Voci straordinarie, tra cui le svalutazioni, che hanno contribuito a  nel quarto trimestre, l’utile netto del gruppo guidato da Jean Pierre Mustier è stato di 3,37 miliardi (-19%).

I ricavi sono scesi dello 0,7% a 18,8 miliardi. Il margine di interesse è diminuito del 3,5% a 10,2 miliardi, principalmente per effetto delle dinamiche commerciali negative dovute ai tassi applicati alla clientela, ai portafogli investimenti & 'treasury/markets'. Le commissioni nette sono diminuite dello 0,4% a 6,3 miliardi e i costi operativi sono diminuiti del 3,7% a 9,9 miliardi.

Il cet1 ratio si attesta al 13,09%. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi è stato pari al 5% nel 2019, migliore della guidance e in calo significativo rispetto di 2,7 punti percentuali su base annua, con le esposizioni deteriorate lorde di gruppo in calo di 12,9 miliardi su base annua. 

"Abbiamo un solido stato patrimoniale", ha detto l'ad della banca, Jean Pierre Mustier in conferenza stampa, "che già tiene conto della proposta di riacquisto delle azioni proprie. Dopo la recente comunicazione da parte della Banca Centrale Europea che l'articolo 104a della Crd5 sarà applicato a partire dal 2021, e grazie al nostro solido Cet1 ratio, considereremo un incremento della distribuzione di capitale al 50% per il 2020, pagato nel 2021, e per il resto del piano", aggiunge Mustier.

Il cda della banca ha anche approvato la proposta da portare in assemblea dei soci sulla distribuzione di un dividendo cash di 0,63 euro per azione, pari a 1,4 miliardi di euro. Mentre la proposta di riacquisto di azioni proprie è di 0,5 miliardi. Queste due voci sono quelle che compongono l'utile consolidato sottostante (cioè al netto delle operazioni straordinarie), "alla base della nostra proposta di distribuzione del capitale per l'esercizio 2019", spiega l'ad che aggiunge: "Non consideriamo la distribuzione di un acconto sul dividendo". 

Sulla strategia di buy-back, Mustier afferma di preferirlo "all'M&A" e riguardo proprio alle partecipazioni societarie, comunica che la quota nella turca Yapi è stata ridotta al 20% tramite un accelerated bookbuilding. Questa sarà l'unica variazione dell'anno. L'impatto atteso complessivo sul cet1 ratio è pari a +0,5 punti percentuali nel primo trimestre del 2020, assumendo il deconsolidamento regolamentare.

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L'assemblea del prossimo 9 aprile sarà sia ordinaria che straordinaria. All'ordine del giorno della parte ordinaria ci saranno anche: la destinazione del risultato di esercizio; l'eliminazione delle cosiddette 'riserve negative' per le componenti ,non soggette a variazioni, attraverso la copertura delle stesse in via definitiva; l'integrazione del cda e la nomina del nuovo revisione legale dei conti per gli esercizi 2022-2030.

Sempre nella parte ordinaria dell'assemblea ai soci sarà sottoposto il sistema di incentivazione 2020 di gruppo; la relazione sulla politica 2020 di gruppo in materia di remunerazione; la relazione sui compensi; e l'utorizzazione all'acquisto di azioni proprie.

Nella parte straordinaria si discuterà della delega al cda per deliberare: un aumento gratuito del capitale sociale di massimi 18,8 milioni di euro per completare l'esecuzione del sistema incentivante 2019 di gruppo e per applicare conseguenti modifiche statutarie; un altro aumento di massimi 123,1 milioni per il sistema incentivante del 2020; e l'annullamento di azioni proprie senza riduzione del capitale sociale.

Resta ancora vago il piano piano di uscite del personale che, livello continentale dovrebbe interessare 8.000 persone (di cui, secondo i sindacati, 5-6 mila in Italia). Mustier si è limitato a ribadire quanto già detto in occasione della presentazione del piano 2020-2023: "partiranno in un futuro molto vicino". 

La reazione di Piazza Affari ai conti del 2019 è stata positiva portando il valore del titolo dell'istituto di credito a 13,49 euro (+5%) nei primi minuti di contrattazione di stamattina. 

"Abbiamo completato il piano Transform 2019 ottenendo risultati robusti, raggiungendo gli obiettivi chiave con un utile consolidato sottostante di 4,7 miliardi per l'esercizio 2019", ha commentato Mustier. "Possiamo adesso dedicare tutte le nostre energie e i nostri sforzi per conseguire il nostro nuovo piano. 

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