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piano industriale 2020-2022

Nel futuro di Ubi tecnologia e servizi per clienti di alta fascia

Qualità del credito e dell’attivo, trasformazione del business retail e nuovi servizi per clienti high end. Questi, i tre pilastri del piano di Massiah che annuncia: "Possibile matrimonio con Mps ma sulla base di un progetto". Previsti 200 nuovi cf per IW Bank

Victor Massiah, chief executive officer di Ubi Banca

Victor Massiah, chief executive officer di Ubi Banca

Ubi Banca ha approvato le linee di sviluppo e i target di piano industriale per il triennio 2020-2022. Periodo entro il quale il cda si aspetta una crescita dell'utile netto dagli attuali 251 milioni a quota 665, configurando un Rote dell’8,3% a fine 2022.


Il gruppo prevede entro il prossimo biennio il Cet1 ratio al 12,5% e l'utile a quota 665 milioni

Il cet1 ratio previsto entro il 2022 è al 12,5%, inclusi i nuovi impatti regolamentari (13,5% al netto di tali impatti). L’indice patrimoniale include impatti positivi dalla valutazione del real estate di gruppo (che nel 2020 dovrebbe crescere di 32 punti base) oltre a ulteriori impatti positivi nel corso del triennio. 

Il gruppo si attende un utile a quota 665 milioni grazie alla resilienza dei proventi operativi (con un Cagr, il tasso di crescita annuale, a +0,3%) in uno scenario conservativo di tassi negativi e di crescita bassa; al controllo degli oneri operativi (Cagr -1,9%, includendo tra l’altro gli impatti del nuovo Ccnl e significativi investimenti in tecnologia); e a un costo del credito a 46 punti base, ottenuto con un ratio di crediti deteriorati lordi al 5,2%. 

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Nel perdurare di uno scenario di tassi di mercato a 0% (quindi non positivi), l’utile netto aggiuntivo dovrebbe superare i 100 milioni al 2022, con un Rote del 9,5%. Il pay out medio raggiungerà invece il 40% nel corso dell’intero piano, coerente con il mantenimento di un cet1 ratio al 12,5% a fine anno. Nel 2022 sarà probabile un ulteriore incremento del dividendo in caso di cet1 ratio superiore al 12,5%. 

Il piano è stato sviluppato in ipotesi di scenario economico conservativo e si articola su tre pilastri di sviluppo, generatori di redditività: attenzione alla selezione del credito e alla qualità dell’attivo; trasformazione del business retail grazie alla riduzione del cost to serve, abilitata dalla digitalizzazione e dal miglioramento del servizio omnicanale, accompagnato da un progetto di up/reskilling delle risorse.

Il terzo punto consiste nell'incremento del servizio ai clienti high end (premium, private, corporate, Cib) grazie a un’evoluzione delle piattaforme esistenti e a un forte investimento in formazione e specializzazione dei team, supportati da fattori abilitanti trasversali necessari al raggiungimento degli obiettivi:

  • il rafforzamento della capacità di analisi dati;
  • la ridefinizione della struttura organizzativa in funzione del supporto all’innovazione;
  • assetto flessibile per gestire eventuali necessità di adeguamento della strategia in corso di piano derivanti da variazioni del contesto esterno,
  • la creazione di una struttura ad hoc destinata alla sostenibilità

Con Mps possibile matrimonio o piano di crescita condiviso. Puntiamo alla fuoriuscita del Mef dal capitale (Voctor Massiah, ceo Ubi Banca)

Riguardo al rafforzamento del servizio per i clienti di alta fascia, la strategia del gruppo bancario prende investimenti consistenti. A partire dall’incremento della raccolta totale dei due segmenti premium e private, che si vuole portare a quota 108 miliardi nel 2022 (attualmente a 101).

Per questo obiettivo sono previsti investimenti di digitalizzazione a supporto dei relationship managers del segmento premium (ad esempio con un nuovo servizio di wealth advisory). 

Quest'anno verranno introdotti nuovi servizi di consulenza “fee only” e “fee on top”. È previsto, inoltre, un rafforzamento della rete di consulenti finanziari di IW Bank che si vuole portare, in due anni, dagli attuali 690 professionisti a circa 830. I sistemi di advanced analytics e account aggregation saranno utilizzati per sviluppare la quota di portafoglio della clientela.

Più in generale, sul fronte del personale, il piano di Ubi prevede un riduzione di circa 2.030 risorse, "incluse le 300 persone già oggetto dell'accordo sindacale del dicembre 2019", scrive il gruppo, e il cui costo è già stato riconosciuto nei risultati di fine anno.

Per quanto riguarda la clientela corporate, il miglioramento del servizio passerà soprattutto dalla migliore copertura del cliente mediante team di specialisti (potenziamento dell’investment banking nell’ambito dell’unità corporate & investment banking – Cib) e dall’offerta di nuovi servizi con apporti commissionali.

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“I risultati del 2019 sono stati decisamente positivi", commenta Victor Massiah (in foto), chief executive officer del gruppo. Le misure prese hanno consentito il raggiungimento di un ratio di crediti deteriorati lordi del 7,8% (6,9% proforma), prossimo ai migliori del sistema". Il piano industriale presentato "si basa sulla trasformazione della Banca nell’ottica di un gruppo che sa cavalcare le nuove tecnologie digitali grazie a una significativa componente di investimenti", continua Massiah. "Miglioreranno, e in alcuni casi verranno trasformati, i modelli di servizio alla clientela in ambiente di omnicanalità.

Il ceo ha poi parlato della possibile fusione con Mps, non escludendola dai piani futuri. Massiah ha però precisato: "ci tirano per la giacca dal 2014, siamo stati accoppiati a Mps una volta all'anno da sei anni". Questo, si legge su Adnkronos, "non esclude che si possa fare matrimonio con loro o una strategia di crescita condivisa".

Riguardo all'attuale composizione societaria, il ceo afferma che sarà necessaria un'uscita completa del Mef dal capitale. "Sarebbe alquanto originale che una banca come noi, che ha questa quota di privati come soci, possa avere come socio lo Stato". 

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Sui salvataggi bancari, invece, aggiunge: "è evidente che non si può andare avanti così". Finora, "si è agito in questo modo perché è il minore dei mali, però è una posizione che sta evolvendo all'interno del sistema vedere come sono state risolute centinaia di banche negli Stati Uniti. Negli Usa si chiude senza particolari danni, studiamo come sono stati fatti".

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