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Blitz di Intesa Sanpaolo: vuole Ubi e lancia un'offerta in azioni

L'istituto guidato da Carlo Messina ha spiazzato tutti presentando poco prima della mezzanotte di ieri un'offerta pubblica di scambio che dà 17 azioni proprie per ogni 10 di Ubi e valorizza con un 28% di premio rispetto alle quotazioni precedenti la presentazione del piano industriale i titoli dell'istituto bresciano. Ubi trattava da molti mesi con Banco Bpm per una fusione.

Blitz di Intesa San Paolo: vuole Ubi e lancia un'offerta in azioni

Il tempo è denaro, e nessuno come i banchieri lo sa, perché ne vive, o ne ha vissuto. E visto che da almeno un anno la trattativa per una fusione tra Ubi Banca e Banco Bpm andava avanti senza concretizzarsi in nulla, l’amministratore delegato di Banca Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha rotto gli indugi ed ha lanciato, senza preavviso e dunque senza un accordo preliminare con i soci e gli amministratori della controparte, un’Offerta pubblica di scambio per rilevare l’intero capitale di Ubi.

Una mossa clamorosa, dal valore di circa 5 miliardi, totalmente giocata carta contro carta – cioè 17 azioni Intesa contro 10 azioni Ubi – con un premio del 28% rispetto al valore che avevano i titoli dell’istituto “preda” alla quotazione precedente l’annuncio del nuovo piano industriale che per beffa del destino l’amministratore delegato di Ubi, Victor Massiah, aveva fatto agli analisti di Londra proprio ieri mattina.

Una mossa che porterà probabilmente scompiglio in parecchi ambienti finanziari e anche politici italiani, vista la storica vicinanza tra i due istituti che hanno visto per trent’anni nella figura di Giovanni Bazoli, fondatore di Intesa e ideologo di Ubi, una cerniera di relazioni e valori. Ma sarà difficile per chiunque – vista anche la benedizione arrivata dalle autorità bancarie europee al progetto – contrapporsi a questo progetto senza controproporne un altro dalla portata altrettanto valida.

Si vedrà nelle prossime ore quale sarà la reazione ufficiale dei vertici di Ubi, sicuramente spiazzati dalla mossa e probabilmente non lieti, in cuor loro, di passare da quel ruolo di istituto “stand alone” e aggregante a ruolo di banca acquisita. Del resto, proprio l'offerta di Intesa riconosce loro la qualità del lavoro svolto negli ultimi anni, costruendo un istituto importante sulla base della confluenza di numerose piccole banche eterogenee. Coinvolte e interessate nell'operazione - orchestrata da Mediobanca - anche Bper, che acquisirebbe per ragioni antitrust circa 500 sportelli bancari - e Unipol che rileverebbe le attività assicurative di Ubi, non utili alla futura possibile banca unificata già molto forte nelle polizze.

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