il destino di ubi banca

Ops Intesa-Ubi, Massiah: "È solo una proposta, esito non scontato"

Il cda ha incaricato il ceo della selezione degli advisor per la valutazione dell'offerta di Intesa Sp. Ghisolfi: "Operazione eccellente per Intesa Sp ma per Ubi Banca significa scomparire". Unicredit e Bm si sfilano

Victor Massiah, ceo di Ubi Banca

Victor Massiah, ceo di Ubi Banca

Iniziano ad arrivare le prime notizie sull'esito del cda di Ubi Banca di stamattina, dedicato all'offerta di pubblico acquisto per azioni fatta da Intesa Sanpaolo. Il consiglio di amministrazione, si legge in una nota, "ha visionato la comunicazione relativa all'offerta di Intesa Sanpaolo e ha conferito delega al consigliere delegato, d'intesa con il presidente e sentito il vice presidente, di nominare gli advisor finanziari e legali che assisteranno il gruppo".

Durante l'istruttoria tecnica dell'offerta di Intesa verranno valutate anche alternative disponibili (Victor Massiah, ceo Ubi Banca)

La palla, quindi, adesso passa al ceo Victor Massiah (in foto a sinistra con al ceo di Intesa Sp, Carlo Messina), che adesso procederà all'affidamento della consulenza necessaria per procedere nelle "attività di valutazione delle informazioni finora rese pubbliche, del documento di offerta una volta disponibile, con le alternative possibili", aggiunge la nota. Secondo gli addetti ai lavori al ruolo aspirerebbe molto Credit Suisse.

Massiah, intanto, scrive una lettera ai dipendenti del gruppo con i quali aveva preso appuntamento per stamattina, prima che l'ops di Intesa scombinasse tutte le carte. "Qualunque sia lo scenario futuro che ci attende, il modo migliore per poterlo affrontare è continuare a lavorare con l'impegno di sempre, senza minimamente allentare l'attenzione e la focalizzazione sugli obiettivi che ci siamo dati. Lo dobbiamo ai nostri clienti, ai nostri stakeholder e a noi stessi". E aggiunge: "Sarà mia cura informarvi puntualmente sullo sviluppo della situazione".

"Abbiamo presentato il nostro piano industriale", si legge ancora nella missiva, "accolto dal mercato e da tutti gli stakeholder con grande consenso e apprezzamento. E abbiamo appreso da un comunicato stampa dell'operazione lanciata da Intesa Sanpaolo sulla nostra banca. Come rappresentato dalla stessa istituzione promotrice dell'offerta, tale operazione non era concordata né a conoscenza del nostro consiglio di amministrazione e del nostro management".

"L'offerta sarà, secondo quanto dichiarato da Intesa, depositata in Consob entro il 7 marzo prossimo. È molto presto per trarre considerazioni", scrive Massiah, "ma è importante sottolineare come questa operazione rappresenti, per il momento, solo una proposta che, prima di diventare progetto, dovrà passare attraverso un complesso, e per nulla scontato, iter autorizzativo delle autorità vigilanti e di approvazione da parte delle assemblee. 

Se la si vede dalla parte di Intesa Sp, l'operazione è ottima, eccellente. Perché diventa ancora più importante e solida, da parte di Ubi non credo che saranno contenti. Significherebbe sparire"

Il giudizio definitivo del cda di Ubi dovrà arrivare "prima dell'inizio del periodo di adesione, previsto entro fine giugno". Durante questo periodo si procederà con l'istruttoria tecnica con gli advisors finanziari e legali che verranno scelti dal ceo, che valuteranno anche "alternative disponibili".

Tra queste ci sarebbe l'accorpamento con Banco Bpm, di cui si parla da molto tempo senza nessuno sviluppo concreto. Oggi il presidente di Intesa Sp, Gian Maria Gros-Pietro, ha affermato di non essere a conoscenza di offerte concorrenti alla propria. Compresa quella di Bpm.

"Noi andiamo avanti con un piano stand alone, reduci da una fusione importante, e andremo avanti per la nostra strada". È il risponde oggi pomeriggio dell'ad di Banco Bpm, Giuseppe Castagna: "Noi non stavamo considerando l'opportunità".

Sugli effetti della mossa di Intesa sul futuro di Ubi arriva il giudizio chiaro del banchiere Beppe Ghisolfi, espresso durante il programma Rai, Agorà: "L'ops di Intesa Sp su Ubi? Se la si vede dalla parte di Intesa Sp ottima operazione, eccellente. Perché diventa ancora più importante e solida, da parte di Ubi non credo che saranno contenti. Significherebbe sparire". 

Giudizio tranchant anche da parte del ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier, che in una lettera ai dipendenti scrive: "siamo un gruppo solido e sappiamo come raggiungere gli obiettivi in ogni contesto macroeconomico. Con l'occasione, riconfermo di non aver alcun interesse a fare operazioni di fusione e acquisizione e che non verremo coinvolti in alcuna transazione". 

Durante la conferenza stampa di presentazione dei conti 2019, Mustier aveva chiarito di preferire il riacquisto di azioni proprie a operazioni di M&A. Per la precisione, la proposta di buyback che verrà portata all'assemblea degli azionisti ammonta a mezzo miliardo di euro.

"In Unicredit diciamo ciò che facciamo e facciamo ciò che diciamo", aggiunge Mustier che garantisce che manterrà "il focus sulla trasformazione della banca, così da aiutarvi a offrire i migliori servizi e prodotti da un lato, e a continuare a sviluppare attivamente la nostra base clienti in Italia dall'altro". 

Sul tema si registra anche la posizione espressa sui social da Enrico Rossi, presidente della Toscana, regione in cui Ubi sta puntando in modo particolare. "Tutti a giudicare meravigliosa e bellissima l'operazione perchè così si verrebbe a costituire la terza o quarta banca europea", scrive Rossi. "Benissimo. Ma nessuno chiede quanti saranno gli esuberi e le filiali che verranno tagliate e come si pensa di provvedere a quella che sarà una nuova mazzata nel settore? Questo disinteresse per le sorti del lavoro e questa esaltazione per la finanza è all'origine della crisi che viviamo sul piano economico e dei populismi sul piano politico. Rovesciare questa impostazione è il primo compito della sinistra oggi".

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