conti 2019

Chiusura d'anno in agrodolce per Gam Holding

La società di investimenti saluta il 2019 con una riduzione delle masse gestite. I proventi netti da commissioni e provvigioni segnano una flessione del 32%. Il ceo Sanderson: "Nuova strategia basata su efficienza, trasparenza e crescita"

Chiusura d'anno agrodolce per Gam

Gam Holding presenta i risultati del suo 2019. I proventi netti da commissioni e provvigioni hanno registrato un calo del 34% scendendo a 329,9 milioni di franchi svizzeri rispetto ai 499,9 del 2018. Tale calo è principalmente imputabile alle minori provvigioni e commissioni di gestione nette dovute alla riduzione delle masse in gestione nell’investment management e alla contrazione dei margini delle commissioni di gestione nell’investment management e nel private labelling, solo in parte compensate dall’incremento delle masse in gestione nel private labelling.

Le commissioni di performance nette sono salite a 12,8 milioni dai 4,5 milioni nel 2018; gran parte dei contributi a queste commissioni è stata apportata dalle strategie a reddito fisso e dalle soluzioni d’investimento alternative e sistematiche. 

I costi relativi al personale sono scesi a 197,0 milioni di franchi nel 2019 rispetto ai 239,6 milioni dell'anno precedente. La remunerazione variabile ha subito un calo del 33% in rapporto al 2018, principalmente per effetto della diminuzione dei bonus contrattuali e discrezionali a seguito della performance aziendale e della contrazione degli introiti.

I costi fissi del personale sono diminuiti del 9% sostanzialmente grazie all’impatto del nostro programma di ristrutturazione che ha portato a una riduzione dell’organico. Al 31 dicembre 2019, l’organico contava 817 equivalenti a tempo pieno (Fte) rispetto ai 925 equivalenti a tempo pieno dell’anno precedente. 

Le spese generali sono complessivamente ammontate a 99,6 milioni, in calo del 22% rispetto al 2018. Questo risultato si deve all’implementazione dei provvedimenti di ristrutturazione, alla minore spesa discrezionale e all’impatto dei nuovi standard IFRS Leasing adottati a gennaio 2019. 

Il margine operativo ha chiuso al 4,3% in ribasso rispetto al 25,3% del 2018. La decrescita dei proventi netti da commissioni e provvigioni è stata solo parzialmente compensata da una riduzione delle spese. 

I proventi (e le spese) netti di altra natura, che comprendono spese e proventi netti da interessi, l’impatto dei movimenti valutari, perdite e utili su investimenti di capitale d’avviamento e coperture, così come commissioni legate ai fondi e costi di servizio, sono diminuiti di 4,0 milioni traducendosi in spese nette di altra natura di 3,7 milioni nel 2019 rispetto a proventi netti di altra natura di 0,3 milioni nel 2018.

Questo risultato dipende principalmente dal calo delle commissioni legate ai fondi e dei proventi da servizi, nonché da oneri da interessi più elevati e minori proventi da locazione, derivanti dalla sublocazione di alcuni spazi per uffici, dovuti all’applicazione dei nuovi standard IFRS Leasing a gennaio 2019. 

L’utile ante imposte sottostante è sceso a 10,5 milioni nel 2019 dai 126,7 milioni del 2018, a seguito di minori proventi netti da provvigioni e commissioni, solo in parte compensati dalla riduzione delle spese, che hanno continuato a essere gestite in modo rigoroso. 

L’aliquota d’imposta in vigore sottostante per il 2019 è stata del 53,3% rispetto al 22,5% del 2018. L’aumento dell’aliquota d’imposta in vigore è essenzialmente imputabile ai costi non tassabili della società holding e alle spese non fiscalmente deducibili, che rappresentano una percentuale significativamente più elevata dell’utile ante imposte sottostante. 

L’utile per azione diluito sottostante si è attestato su 0,03, scendendo dal 0,63 nel 2018 a causa del minore utile netto sottostante. La perdita netta, calcolata secondo i principi IFRS, è stata di 3,5 milioni nel 2019 rispetto alla perdita netta di 916,8 milioni registrata nel 2018.

Nel 2018, erano stati rilevati oneri di svalutazione sull’avviamento del gruppo per 872,0 milioni, unitamente a oneri derivanti da svalutazione legata a investment management e contratti con i clienti, pari a 183,7 milioni (al netto delle imposte). 

Il ceo del gruppo, Peter Sanderson (in foto), punta su "efficienza, trasparenza e crescita" per una svolta nel 2020. "La nuova strategia creerà valore a lungo termine per gli azionisti", commenta Sanderson. "Diventeremo più trasparenti e definiremo obiettivi chiari a fronte dei quali rapportarci. Esistono chiari percorsi di crescita che emergono dalla valorizzazione dei nostri punti di forza fondamentali a livello di servizio ai clienti e di prodotti differenziati”.

Efficienza. L'obiettivo è un risparmio di costi (rispetto alla chiusura del 2019 su base run rate) di 40 milioni manchi svizzeri (30 milioni entro la fine del 2020 ed un ulteriore 10 milioni entro il 2021) con un risparmio complessivo di oltre 80 milioni per favorire il conseguimento di un margine operativo del 30%

Trasparenza. Aumentare la chiarezza, incluso il riconoscimento dei benefici che il Plf crea per gli stakeholders; aumentare la responsabilità, allineando meglio Gam ai suoi azionisti; una compensation ratio in linea con l’obiettivo precedente del 45-50% 

Crescita. rafforzare i punti di forza fondamentali di GAM per attirare e fidelizzare i talenti migliori, incentivandoli nel lungo termine, accrescere l’attività e alimentare afflussi sostenibili di AuM: utile ante imposte sottostante di 100 milioni.

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