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Il Covid-19 sta erodendo il valore dei titoli bancari

La peggiore è Banco Bpm, che ieri perdeva l'8,5% in coincidenza con la presentazione del nuovo piano. In forte ribasso ieri anche Bper (-6,5%), Ubi banca (-6%), Unicredit (-6%), Mediobanca (-4,7%) e Intesa Sp (-4%)

banca 5 e Sisalpay unite nell'instant banking

Inizia a farsi sentire il peso del Coronavirus sul settore bancario, in Italia e in Europa. Dallo scoppio dell'emergenza sanitaria, le banche italiane hanno perso in Borsa il 14% del loro valore, quelle dell'area Euro il 15%, calcola Goldman Sachs in un rapporto. A Piazza Affari, scrive Adnkronos, hanno azzerato i guadagni di un mese diventando il comparto più colpito dalle vendite insieme al lusso e al risparmio gestito. Nella seduta di oggi, i titoli bancari sono andati di nuovo ko, con il Ftse Mib in picchiata, di nuovo sotto i 22mila punti (-2,5%).

Le banche hanno azzerato i guadagni di un mese diventando il comparto più colpito insieme al lusso e al risparmio gestito

La peggiore è Banco Bpm, che oggi perde il 4,75% (rispetto all'8,5% di ieri) in coincidenza con la presentazione del nuovo piano. In forte ribasso ieri anche Bper (-6,5%), Ubi banca (-6%), Unicredit (-6%), Mediobanca (-4,7%) e Intesa Sp, che perde il 4%. I motivi della tensione sono diversi. 

In una settimana, lo spread tra Btp e Bund tedeschi è salito di oltre 50 punti base: da una media di 133 punti precedenti l'emergenza, è arrivato ai 185 punti di oggi. I rendimenti della decennale sono saliti di gran lunga sopra il punto percentuale. A lungo andare, selezionato lo spread può ridurre il valore dei Titoli di Stato che gli istituti organizzati nei loro portafogli di beni, erodendone il capitale.

Secondo Moody's, tuttavia, non è questo lo scenario più a breve termine. "È improbabile", sottolineano gli analisti dell'agenzia di rating, "che l'effetto immediato dell'epidemia di coronavirus sulle banche italiane vada oltre l'inconveniente operativo". Moody's insomma non si aspetta che l'epidemia, nella sua forma attuale, possa influenzare materialmente il capitale del settore e sulle riserve di liquidità.

Ma per Moody's il discorso cambierà (in peggio) se l'epidemia si trasforma in una pandemia. Nuovi, pesanti, crolli in Borsa a livello globale e il rialzo dei rendimenti su tutto il settore obbligazionario minerebbero anche il sentiment degli investitori, aumentando i costi di finanziamento per le emissioni bancarie. Nel questo caso, diventerebbe più difficile procacciare liquidità sul mercato o rifinanziare il proprio debito.

Allo stesso tempo, non è escluso che possa iniziare a riproporsi il problema delle sofferenze creditizie. Circa il 40% delle istruzioni bancarie italiane, fa notare sempre Moody's in un report, si trova nelle tre regioni interessate, con la Lombardia che rappresentava il 20%e Veneto ed Emilia Romagna il 10% ciascuna.

Le banche più piccole nel Nord Italia, come Banca Popolare di Sondrio, il Credito Valtellinese, il Gruppo Cassa Centrale, la banca cooperativa Raiffeisen e il Mediocredito del Trentino-Alto Adige hanno portafogli di prestiti molto concentrati nella loro regione. Cosa che le rende più vulnerabili a shock locali. Un rallentamento generalizzato l'attività economica potrebbe portare un un deterioramento della qualità degli attivi, riportando crescenti flussi in ingresso di crediti deteriorati.

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