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coronavirus & borse

Le primarie Usa e il piano antivirus del Fmi trainano i mercati

Complici della ripresa generale delle Borse, l'impegno annunciato dal Fondo Monetario Internazionale contro la diffusione del virus e la vittoria di Joe Biden su Bernie Sanders nelle primarie Usa. Il commento di Ig Italia

Sono in arrivo due anni difficili per Europa e Stati Uniti

Dopo il netto rimbalzo di ieri a Wall Street che ha registrato un +4,53% (Dow Jones: + 3%), come reazione alla vittoria di Joe Biden (in fotosu Bernie Sanders in 9 stati su 14 in cui si votava per il SuperTuesday (le primarie democratiche per le presidenziali), anche la borsa di Tokyo interrompe la serie di risultati negativi degli scorsi giorni chiudendo  in rialzo con una crescita dell'indice Nikkei 225 di 229,06 punti (+1,09%), a 21.329,12 punti. L'indice generale Topix segue la scia positiva e guadagna 13,21 punti (+0,88%), a quota 1.515,71.

I titoli di stato Usa si sono stabilizzati sotto l'1% e Bund tedeschi hanno chiuso gli scambi a -0,64%, contro l'1,01 dei Btp italiani. Secondo giorno di timida ripresa anche per Piazza Affari, (l'ultimo bollettino italiano parla di 3.089 malati e 107 morti) che ieri ha chiuso gli scambi con un rialzo dello 0,91%, dato in netta flessione rispetto al +2% che i guadagni avevano registrato a metà giornata. Tra le cause, anche la giustificata decisione presa ieri dal governo di sospendere le attività didattiche nelle scuole e università fino al 15 di marzo. 

Resta alto lo spread che, a chiusura dei mercati, ieri, aveva raggiunto i 165 punti, rispetto ai 152 registrati in mattinata.

Buone notizie anche dal resto del Vecchio Continente dove l'indice della Borsa di Francoforte, che guadagna un modesto 0,53%, aprendo stamattina a 12.191,41 punti. Progressi anche per l'indice di Parigi, che avanza dello 0,47%, dopo aver aperto a 5.490,52 punti.

Forti guadagni anche sulle Borse cinesi grazie al ministero delle Finanze che ha stanziato altri 110,48 miliardi di yuan (circa 16 miliardi di dollari) di fondi aggiuntivi per la prevenzione e il controllo dell'epidemia. Effetti che si riflettono anche sull'indice Composite di Shanghai che guadagna l'1,99%, a 3.071,68 punti, e su quello di Shenzhen che sale dell'1,78%, a 1.929,44.

La Borsa di Seul (la Corea del Sud registra oggi 438 nuovi casi di coronavirus, portando il totale nazionale a 5.766) mette a segno la quarta seduta di fila al rialzo sulle attese di nuovi stimoli all'economia, a partire dall'allentamento monetario delle banche centrali mondiali dopo il taglio dei tassi dello 0,5% approvato a sorpresa dalla Fed: l'indice Kospi guadagna 25,93 punti, salendo a quota 2.085,26 (+1,26%).

Anche il prezzo del petrolio, dopo l'annuncio della Fed di un nuovo taglio di mezzo punto ai tassi di interesse, riprende fiato raggiungendo la soglia dei 47,38 dollari al barile. Resta però il nodo irrisolto tra Opec e Russia dell'ipotesi dei tagli alla produzione. Il Wti texano sale a 47,38 dollari rispetto ai 46,98 di ieri sera, mentre il Brent si attesta sui 51,85 dollari al barile.

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Complice della ripresa delle borse, anche l'impegno annunciato dal Fondo Monetario Internazionale per contenere il possibile rallentamento della crescita (con una forte contrazione del Pil), causato della diffusione del virus polmonare. 

Un commento ai risultati delle primarie democratiche negli Stati Uniti, tanto importanti per l'andamento dei mercati, arriva da Filippo Diodovich (il secondo in foto), senior strategist di IG Italia. "Sarà difficile capire in apertura dei mercati azionari quanto il ridimensionamento di Sanders, acerrimo nemico di Wall Street, abbia influenzato l’andamento degli indici", commenta Diodovich.

"Siamo in un particolare momento storico in cui i mercati reagiscono sugli sviluppi in merito alla diffusione del coronavirus e sulle decisioni dell’amministrazione Trump e della Federal Reserve per mantenere il controllo sul paese e la stabilità delle piazze finanziarie".

Un settore da controllare, per lo strategist senior, "sarà inevitabilmente quello bancario e soprattutto il titolo JPMorgan Chase. Il ceo di JPMorgan, James Dimon, e Bernie Sanders hanno avuto discussioni molto accese sul tema del socialismo. Il vero punto di rottura tra i due è tuttavia l’intenzione di Sanders di dividere le banche in modo da avere banche commerciali e banche d’investimento, reinstallando il Glass-Steagall Act".

L'altro comparto sotto osservazione è il petrolifero, "in considerazione della volontà del senatore del Vermont di effettuare una lenta ma inesorabile transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. Secondo Sanders il settore oil americano ha avuto dalle precedenti amministrazioni troppi privilegi", aggiunge Filippo Diodovich.

A distanza di 24 ore dall'annuncio del taglio, il governatore dalla Fed è intervenuto, rispondendo ai dubbi degli operatori dei settore: "Il provvedimento non fermerà il contagio, nè risolverà i problemi che il virus ha creato alle catene di approvvigionamento, ma resta comunque uno stimolo importante all'economia". 

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