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coronavirus & economia reale

Abi estende le moratorie per i prestiti alle imprese

L'associazione di Antonio Patuelli e le rappresentanze delle aziende chiedono anche l'ampliamento dell'operatività del Fondo di Garanzia per le Pmi, e altre misure per agevolare l'accesso al credito

Antonio Patuelli, presidente Abi

Antonio Patuelli, presidente Abi

Dopo l'appello della settimana scorsa al settore del credito per l'avvio di misure a sostegno dell'economia reale italiana, messa a rischio dall'epidemia da coronavirus, l'Abi ha deciso di aggiornare le moratorie previste nel suo accordo con le assocazioni di impresa.

La spespensione (arrivata anche su input di Unimpresa Lombardia) dei pagamenti è stata estesa nelle ultime ore ai prestiti a partire dal 31 gennaio scorso. Il provvedimento riguarda i finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dall'emergenza epidemiologica Covid-19. La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti potrò essere chiesta fino a un anno. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie e alle operazioni di leasing. In questo secondo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing.

Per le operazioni di allungamento, è invece previsto che l'estensione della durata del finanziamento possa arrivare fino al 100% della durata residua dell'ammortamento. Nell'accordo è previsto che, ove possibile,le banche possono applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste precedentemente e si auspica che, al fine di assicurare massima tempestività nella risposta, si accelerino le procedure di istruttoria.

Oggetto dell'accordo anche la rischiesta di Abi e associazioni di rappresentanza delle imprese di ampliare l'operatività del Fondo di Garanzia per le Pmi e misure aggiuntive per agevolare l'accesso al credito.

Abi, Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative, Legacoop) Cia-Agricoltori Italiani, Claai, Coldiretti, 
Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Confersercenti, Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio) hanno concordato queste previsioni in apposito addendum all'Accordo per il Credito 2019.

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