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La Bce verso nuovi Tltro e una riduzione del tasso sui depositi

Lo prevede Goldman Sachs. Natale D'Amico (ex Bankitalia): "Crescerà l'inflazione. Come in tempo di guerra sono necessari proiettili, oggi abbiamo bisogno di denaro per sostenere sanità e consumi"

Tech, non solo i big Usa, anche l’Europa ha i suoi tesori nascosti

Si avvicina il primo Consiglio direttivo della Banca centrale europea dall'inizio dell'emergenza coronavirus a livello continentale. Dopo il taglio di mezzo punto percentuale ai tassi d'interesse varato dalla Federal Reserve, cresce l'attesa per la mossa della Bce.

Per Goldman Sachs l'istituto guidato da Christine Lagarde si sta preparando a vara un pacchetto di misure che comprende: una riduzione del tasso sui depositi di 10 punti; nuovi Tlro per migliorare l'attrattiva delle iniziezioni di liquidità che il sistema bancario indurrebbe nell'economia reale; un aumento degli acquisti di attività a 40 miliardi di euro al mese fino alla fine del 2020, mantenendo gli attuali vincoli del programma. Basterà a gestire l'impatto dell'epidemia su mercati economici e finanziari? 

Quello che deve preoccupare è il futuro prossimo dell'offerta di servizi e prodotti, più che la domanda. Lo dice Natale D'Amico (in foto), consigliere della Corte dei Conti ed ex manager nelle aree ricerca economica e supervisione di Banca d'Italia, in un'intervista di stamattina su Radio Radicale. Il tecnico parla di "scenari da guerra", necessarimente da tenere in conto nell'affrontare l'emergenza imposta dall'infezione polmonare che sta stringendo l'Italia e progressivamente il resto d'Europa.

Adesso ci si deve aspettare "un effetto sull'inflazione", spiega D'Amico, "e sarà necessario fronteggiare una crescita della domanda rispetto ad una offerta che andrà in crisi. Questo virus colpisce l'offerta, le supply chian, la produttività e il valore delle imprese". Nessun mercato sembra essere immune. Compreso il farmaceutico. L'ex dirigente Bankitalia fa un esempio concreto di questi giorni. Attualmente una parte della filiera pharma "è in crisi negli Usa perchè alcuni principi attivi, che vengono lavorati in India, provengono dalla Cina", dove soltanto da pochi giorni la produttività ha ripreso a camminare. Usando ancora la similitudine bellica, D'Amico spiega la situazione attuale in questi termini: "Come in tempo di guerra arriva un momento in cui sono necessari proiettili, noi oggi abbiamo bisogno di denaro per sostenere sanità e consumi". 

La verità è che il virus ha spiazzato i mercati compiendo un passo che non era stato preventivato: la diffusione nel resto del pianeta. "La finanza aveva preventivato un impatto minore", spiega D'Amico, "prevedendo lo sgonfiamento del fenomeno coronavirus sui mercati in coincidenza con l'arrivo del picco massimo della diffusione in Cina. Invece il virus si è spostato in Europa". Quindi, aggiunge il consigliere della Corte dei conti, "l'Occidente si trova in una situazione più difficile di quella affrontata" da Pechino, con un'infezione che ha avuto tutto il tempo di sedimentarsi tra nuove popolazioni.

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