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Gli asset manager bocciano la Lagarde

Dopo le reazioni negative delle Borse, all'annuncio dei sostegni alla liquidità e al credito da parte della Bce per fronteggiare l'emergenza sanitaria da Covid-19, seguono quelle degli asset manager

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La sede della Banca Centrale Euroepa a Francoforte

Le reazioni negative delle Borse all'annuncio dei nuovi interventi su liquidità e credito da parte della Bce avevano anticipato la reazione fredda che adesso si registra tra le società di asset management. Jon Day, co-gestore del Bny Mellon Global Dynamic Bond Fund dice chiaramente che la Bce di Lagarde, con il pacchetto da 120 miliardi di Qe, nuovi Tltro e allentamento dei controlli di bilancio, "ha deluso le aspettative dei mercati". Perchè quello in cui in molti speravano era un provvedimento in linea con quello preso da altri istituti, come Fed, Boc e Boe: un nuovo taglio ai tassi di interesse. Aspettativa delusa.

"I mercati hanno accolto la decisione con un pollice verso e gli scambi sul mercato obbligazionario italiano sono stati sospesi durante la conferenza stampa di Lagarde a causa degli importanti cali dei prezzi", prosegue Day. "La Bce ha dichiarato che non sono osservabili segnali concreti di tensione nei mercati monetari o carenze di liquidità”. UN'affermazione che per il gestore di fondi è "preoccupante per gli investitori, dopo i ribassi che tutti i mercati finanziari hanno registrato questa settimana. Sembra che la Bce stia rimanendo behind the curve, dietro la curva".

"L’appello di Lagarde per un’azione coordinata nell’Unione Europea", conclude il manager di Bny Mellon, "spingerà gli investitori a restare in attesa di scoprire se gli Stati membri allineeranno i propri sforzi per contrastare tali ricadute. L’Italia ha già aumentato la spesa pubblica per affrontare le conseguenze economiche; ora occorre che gli altri Paesi seguano l’esempio italiano".

Schroders è meno netta nella valutazione: "Riteniamo che i mercati si aspettassero un taglio dei tassi di interesse che la  non ha messo sul tavolo", si limita a dire il suo senior European economist, Azad Zangana, il nuovo Qe "è utile", ma aggiunge: "Tuttavia la Bce non ha modificato i limiti sugli emittenti e il ‘capital key’, il che indica che non potrà focalizzare i 120 miliardi di euro di quantitative easing sui mercati che ne hanno più bisogno, in primis l’Italia".

D'accordo con i provvedimenti, almeno in parte, si dice Giovanni Cuniberti, docente della Scuola di Economia e Management di Torino (ex Facoltà di Economia) e responsabile della consulenza fee-only di Gamma capital markets. "L’intervengo è stato in parte corretto. Abbassare i tassi non serve ma metterebbe in ulteriore difficoltà le banche".

"Il lato negativo", continua Cuniberti, "avviene in corso di conferenza stampa dove Christine Lagarde ha affermato che la Bce non è qui per chiudere gli spread riferita all’allargamento dello spread Btp-Bund. Il presidente della Bce è riuscita con poche parole a cancellare anni di retorica pro-euro di Draghi. Uno scivolone non opportuno in questo momento".

Oliver Blackbourn, multiasset portfolio manager di Janus Henderson Investors, riconosce la difficile situazione di Francoforte reduce da molti stimoli monetari che hanno ridotto gli attuali margini di movimento. "Sull'orlo dell'esaurimento, ma ancora impegnata nel tentativo di dare sostegno all'area euro, la Bce, oggi, ha fatto quello che poteva. Ha garantito liquidità alle banche, pagandole per incrementare le operazione di prestito".

Ma Blackbourn non condivide la scelta perchè "una popolazione che non può spendere perché i negozi sono chiusi - cosa che sta accadendo in Italia - non ha bisogno di credito. L'obiettivo principale", continua, "deve essere quello di evitare le inadempienze, aiutando sia le aziende che i consumatori a superare la situazione attuale. Altri 120 miliardi di euro di quantitative easing potrebbero aiutare i mercati obbligazionari degli Stati periferici, sebbene sembri che i titoli di Stato italiani non abbiano ricevuto il promemoria". E aggiunge: "Inoltre pare difficile prevedere con quale rapidità gli acquisti di asset si tramuteranno in prestiti alle imprese in un mercato del credito che funziona a malapena". 

Da Unigestion arriva l'analisi a freddo dell'impatto dei provedimenti di Francoforte su mercati e asset allocation. "L'euro ha guadagnato marginalmente in seguito alla decisione di lasciare invariati i tassi. I mercati azionari hanno continuato la loro correzione, mentre i tassi si sono abbassati". 

Gli stravolgimenti degli ultimi giorni sul fronte della diffusione dei contagi ha portato Unigestion a rivedere "in modo dignificativo" la propria sugli asset. "Quello che era iniziato come un episodio di stress di mercato è diventato un vero e proprio shock macroeconomico, poiché il contagio da Covid-19 si è diffuso in tutte le economie mondiali, non limitandosi più alla sola Cina. Le banche centrali hanno risposto proattivamente: Fed, Boc e Boe hanno approvato tagli di 50 punti base.

Sula scelta della Bce di non toccare i tassi "riteniamo che, pur fornendo un certo sollievo di breve termine, ciò non basterà a contenere le ripercussioni del virus sul fronte macro e a cambiare il sentiment, che rimane negativo", commenta l'asset manager. "Andando avanti, la politica monetaria da sola non sarà sufficiente e probabilmente vedremo una maggiore azione sul fronte delle politiche fiscali, anche se ci vorrà del tempo".

Anche Aberdeen Standard Investments vede nei provvedimenti della Bce aspetti positivi accanto ad altri negativi. "I successi sono l'aumento del Qe e il nuovo programma Tltro-III", commenta Paul Diggle, senior economist,  "che sono chiaramente ben accetti e dovrebbero contribuire a mantenere il flusso liquidità nell'economia. Il tasso di interesse negativo pari a -0,75% sui prestiti alle banche del Tltro è un'importante innovazione, perché significa che per la prima volta la banca centrale concederà prestiti alle banche a un tasso inferiore al tasso di politica principale - in un certo senso, si tratta di un taglio mirato dei tassi".

Ma la mancanza di un taglio del tasso principale", conclude Diggel, "è una delusione rispetto alle aspettative del mercato, e rappresenta un segnale che anche la stessa Bce pensa di non avere più margini quando si tratta di tagliare i tassi di interesse".

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