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Il biotech si aggiunge al fronte contro il Covid-19

"Il settore può contare su un contesto positivo grazie a risultati politici e normativi favorevoli all'aumento delle operazioni di fusione e acquisizione". L'analisi di Gianpaolo Nodari

Il biotech si aggiunge al fronte contro il Covid-19

"Il coronavirus, che da qualche settimana abbiamo iniziato a conoscere più direttamente anche in Italia, sta preoccupando tanto le autorità sanitarie quanto il governo. Le cronache di questi giorni ci hanno rivelato la paura, il senso di precarietà e incertezza, in una parola la fragilità del nostro sistema". L'analisi di Gianpaolo Nodari, ad di J. Lamarck, società advisor del fondo Selectra J. Lamarck Biotech quotato su Borsa Italiana.

Quelle del settore pharma sono le società impegnate nella ricerca di un vaccino per Covid-19 ed è da questo settore che arriverà la soluzione al problema

Chi ha investito nelle aziende biofarmaceutiche può, però, dormire sonni un po’ più tranquilli, almeno per quanto riguarda la salute del proprio portafoglio. Il motivo? Sono queste le società impegnate nella ricerca di un vaccino per Covid-19 ed è da questo settore che arriverà la soluzione al problema.

Nelle ultime settimane si sono avvicendate infatti  molte notizie che riportano i tentativi ed i successi di aziende del settore biotech, le uniche in grado di dare una risposta efficace a questa situazione critica, nella lotta contro il nuovo virus.

Una di queste è Vir Biotechnology, una società di immunologia focalizzata sullo sviluppo di nuovi trattamenti per le malattie infettive. Di recente le sue azioni sono balzate di oltre il 100% in seguito alla notizia del suo coinvolgimento nella ricerca di anticorpi in grado di contrastare il nuovo ceppo di Covid-19.

Un’altra azienda assurta agli onori della cronaca è Moderna Therapeutics, che sta collaborando con il National Institute of Health americano (NIH) per sperimentare la molecola chiamata “mRNA-1273” come possibile vaccino contro il coronavirus. Se si dimostrerà sicura, Moderna e il NIH arruoleranno centinaia di pazienti per determinare se il vaccino sia in grado di proteggere dal contagio.

Altre società biofarmaceutiche che stanno analizzando alcuni candidati vaccinali sono Sanofi, Inovio Pharmaceuticals, CureVac, Novavax e GlaxoSmithKline.

Regeneron invece sta lavorando su un approccio anticorpale per trovare una cura contro il nuovo virus. Vale la pena notare che la piattaforma tecnologica dell'azienda ha già dimostrato risultati positivi nel corso dell'epidemia di Ebola del 2015.

Ma l’azienda che sembra essere più avanti nella ricerca della terapia è Gilead Sciences. Lo scorso 26 febbraio, la società ha annunciato l'avvio di due studi clinici di fase 3 per valutare la sicurezza e l'efficacia terapeutica del farmaco Remdesivir negli adulti con diagnosi di Covid-19. La Fda ha già esaminato e accettato il deposito della nuova indicazione terapeutica della società per questo farmaco antivirale che ha mostrato benefici clinici su alcuni pazienti già trattati.

Sebbene questi sviluppi siano promettenti, soprattutto in un mondo che combatte un’epidemia, sconsigliamo agli investitori di “buttarsi” nella mischia sulla base di un semplice annuncio riguardante la possibilità di sviluppare un vaccino. Se alcune società sono veri e propri leader del settore (Gilead Sciences, Sanofi, GlaxoSmithKline o Regeneron) ed hanno dimostrato di avere tutte le carte in regola per sviluppare una terapia valida, altre hanno raggiunto valutazioni “stellari” solo grazie alla speculazione.

Potrebbe quindi accadere che alcune società colgano l’occasione per decretare aumenti di capitale attraverso emissione di nuove azioni a prezzi superiori dell’80-100% rispetto ai valori di qualche settimana fa, con il risultato di veder scendere i valori azionari molto velocemente. É quanto accaduto in questi giorni a Novavax che, dopo essere cresciuta in borsa del 100% (da 8 a 16 dollari), ha annunciato emissione di nuove azioni con conseguente storno del 40% in due giorni.

Tuttavia, investire in biotecnologia non significa investire solo sulla nuova cura contro il coronavirus. Più in generale, il settore biotech può contare su un contesto positivo grazie a risultati politici e normativi favorevoli volti a cercare una regolamentazione dei prezzi dei farmaci, al continuo aumento delle operazioni di fusione e acquisizione, alle approvazioni di nuovi farmaci da parte delle autorità di regolamentazione Usa e Ue e ai continui successi provenienti dalle sperimentazioni. Le biotecnologie non potrebbero essere posizionate meglio dal punto di vista dei fondamentali e ci aspettiamo che questo favorisca il ritorno dell’indice del settore sul massimo storico.

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