scenari | t. rowe Price

Le opportunità nell'azionario emergente oltre il velo della paura

"Il nostro portafoglio è sottopesato sui settori più ciclici, come energia, materiali e industrial/servizi di business. Sovrappesiamo il settore dei finanziari, dove deteniamo un mix eterogeneo". L'analisi di Charles Knudsen

Mercati emergenti, terra di avanguardie imprenditoriali

"La volatilità di mercato riflette l’incertezza degli investitori. Che ovvietà! Vorrei avere qualche perla di saggezza da condividere, ma stiamo tutti cercando di valutare, analizzare e rispondere ai potenziali impatti di breve e di più lungo periodo del coronavirus". L'analisi di Charles Knudsen, portfolio specialist, Em equities di T. Rowe Price.

Il nostro processo mira a individuare le aziende di elevata qualità che possono mettere a segno una crescita di lungo periodo su 4-5 anni

E ora dobbiamo anche affrontare una crisi petrolifera che sta mettendo ulteriore pressione su numerosi Paesi (Russia e Medio Oriente anzitutto), settori e società.

I mercati emergenti stanno subendo l’impatto maggiore della strategia attuale degli investitori ridurre il rischio ora, fare domande più tardi. Adesso stiamo cercando di guardare oltre le emozioni e le paure, per individuare le aziende che usciranno dalla crisi intatte o anche più forti di prima. 

Molte economie emergenti si erano affacciate al 2020 con condizioni macroeconomiche in miglioramento. Le Banche Centrali emergenti sono state più disciplinate con le proprie politiche monetarie, il che ha aiutato a rallentare l’inflazione.

Ciò ha contribuito a ridurre la volatilità economica e a dare agli Istituti Centrali più spazio per rispondere alle crisi. Man mano che molti Paesi in via di sviluppo si spostano dalla manifattura ai consumi interni, i consumi continueranno a essere una forza potente e ciò dovrebbe continuare a sostenere una crescita solida in diverse industrie e società, incluse il retail, il comparto bancario, la tecnologia e internet.

Gli investitori sono scettici e le valutazioni attraenti, quindi il contesto per l’azionario dei mercati emergenti risulta adatto per gli investitori azionari informati e disciplinati.

L’asset allocation sull’azionario emergente al tempo del coronavirus. Per quanto riguarda le nostre strategie azionarie sui mercati emergenti, in passato – nel corso del sell-off del 2018 ad esempio – il nostro focus di lungo termine ci ha spesso permesso di sfruttare questi episodi di incertezza di breve termine per posizionare il portafoglio in modo da generare alpha nel futuro.

Il nostro processo mira a individuare le aziende di elevata qualità che possono mettere a segno una crescita di lungo periodo su 4-5 anni. Queste società tendono a resistere ai mercati volatili e a condizioni economiche sfidanti meglio dei loro competitor più deboli, e a uscirne in posizioni competitive ancora più solide.

La Russia è relativamente ben posizionata tra i Paesi esportatori di greggio con un pareggio fiscale poco sopra i 40 dollari e un prezzo di breakeven intorno ai 35 dollari

Il nostro portafoglio è sottopesato sui settori più ciclici, come l’energia, i materiali e gli industrial/servizi di business. La nostra esposizione ai consumi avviene tramite società di beni primari a crescita costante, come gli alimentari e le farmacie.

Sovrappesiamo anche il settore dei finanziari, dove deteniamo un mix eterogeneo di banche, compagnie assicurative e società fintech di qualità elevata, localizzate in diversi Paesi. Sebbene deteniamo anche alcune banche di Russia e Medio Oriente, regioni dove il crollo del petrolio sta minacciando l’economia, siamo convinti che tali società sapranno superare con successo questa fase sfidante.

Per quanto riguarda la nostra view sui prezzi energetici, nel breve potremo assistere a ulteriori cali del prezzo del petrolio. Tuttavia, lo stop all’offerta probabilmente avverrà abbastanza velocemente e se torneremo a condizioni più normali sul lato della domanda nel medio termine, il mercato potrà riequilibrarsi rapidamente su un livello idoneo a incentivare la produzione.

La Russia è relativamente ben posizionata tra i Paesi esportatori di greggio, grazie a un pareggio fiscale poco sopra i 40 dollari e un prezzo di breakeven intorno ai 35 dollari, e una valuta libera di oscillare che può aiutare ad assorbire gli shock e livelli record di riserve di valuta estera. Tutto ciò dovrebbe contribuire ad alleviare l’impatto economico dello shock petrolifero.

All’interno del portafoglio, continuiamo a monitorare attentamente le nostre posizioni e abbiamo aumentato l’esposizione ad alcuni titoli selezionati. Stiamo anche cercando opportunità in alcuni dei settori maggiormente colpiti, dove le valutazioni stanno diventando interessanti. Il coronavirus probabilmente rappresenterà una sfida per le economie globali per molto tempo, quindi ci stiamo muovendo lentamente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo