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Per Morgan Stanley la recessione sarà globale ed è partita dagli Usa

L'altra grande banca d'affari, Goldman Sachs, prevede invece un rimbalzo a fine anno. Entrambe concordano su un 2020 in recessione per l'Europa. Ts Lombard: "A rischio il 14% del valore delle azioni"

pianeta in pericolo

Goldman Sachs è stato tra i primi a tagliare le sue previsioni economiche per gli Stati Uniti, ammettendo che ora si aspetta che la crescita della più grande economia del mondo si fermerà in questo trimestre - e diminuisca del 5% nel prossimo - mentre sia le aziende che i consumatori ridurranno la spesa. La ripresa della crescita economica statunitense che Goldman prevede entro la fine dell'anno, nel frattempo, sarà troppo piccola e troppo lenta: solo dello 0,4% nel 2020.

L'altra grande banca d'affari a stelle strisce, Morgan Stanley, è ancora più pessimista prevedendo una recessione a livello globale, anche se la crescita genererà un guadagno annuo stimato dello 0,9%. Questo pessimismo è probabilmente confermato dall'ultimo sondaggio dell'Ifo tra gli investitori tedeschi, che fissa l'indice sulla fiducia oltre il minimo storico dalla crisi finanziaria del 2008. E ciò coincide con un'altra delle previsioni di Goldman: l'Europa vivrà un 2020 in recessione.

Secondo Ts Lombard, i profitti delle società (misurati in base al loro "utile per azione") hanno perso terreno rispetto all'anno precedente ogni volta che la crescita economica degli Stati Uniti è scesa al di sotto del 2%. La società di ricerche finanziarie ritiene probabile che i debiti non verranno ripagati e che la disoccupazione aumenterà. A monte di questo effetto domino, un calo degli utili aziendali che a fine 2020 di oltre l'14% rispetto al 2019.

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La maggior parte degli analisti ritiene che l'attività economica comincerà a riprendersi dopo aprile e che il maggiore accesso ai "soldi a buon mercato" dovrebbe rendere la crescita nella seconda metà dell'anno significativamente superiore alla prima parte dell’anno. Se ciò accadrà effettivamente, ovviamente, dipende da diversi fattori ignoti, tra cui la disponibilità dei trattamenti del coronavirus, l'efficacia delle azioni del governo e la velocità del ritorno alla normalità nel post-pandemia.

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