covid-19

von der Leyen apre ai Coronabond: "Se aiutano saranno usati"

La presidente della commissione europea non esclude la possibilità di autorizzare l'emissione di obbligazioni governative garantite dalla Bei, per finanziare l'emergenza sanitaria e finanziaria. Cauto Paolo Gentiloni

Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte in conference call con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen

Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte in conference call con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen

Dopo il maxi intervento della Bce sulla liquidità e la condivisione del governo italiano dei contenuti del decreto Cura Italia con l'istituto di Francoforte e la Commissione europea, continua lo scambio positivo tra Italia e istituti comunitari. Stavolta il tema sono possibili nuovi strumenti finanziari, a sostegno dei costi che gli Stati affrontano e affronteranno nella crisi economico-sanitaria dovuta al Covid-19. 

L'idea, rilanciata tre giorni fa dal premier Conte, di eurobond governativi garantiti dalla Bei a sostegno dei Paesi impegnati nell'emergenza, piace anche a Ursula von der Leyen.

In un'intervista sulla radio tedesca Deutschlandfunk, la presidentessa della commissione ha aperto ai Coronabonds: "se aiutano e se sono correttamente strutturati, saranno usati", ha detto condividendo la prudenza espressa in mattinata anche dal commissario europeo agli affari economici, Paolo Gentiloni (in foto) preoccupato dalla sostenibilità dell'indebitamento continentale.

Da Palazzo Chigi è arrivata anche la proposta di utilizzare in qualche modo anche la struttura nel Meccanismo europeo di stabilità, meglio conosciuto come Fondo salva-Stati. Il fondo potrebbe essere la struttura di gestione delle obbligazioni emergenziali su cui Italia e Commissione discutono, oppure potrebbe aprire le proprie risorse (calcolate in circa 500 miliardi di euro) a "tutti gli stati europei per fronteggiare gli effetti economici prodotti dalla pandemia. Queste risorse devono pertanto essere concesse a tutti gli Stati, senza alcuna condizionalità presente o futura", scrivono dalla sede del governo. 

In mattinata i provvedimenti del Cura Italia hanno ricevuto il giudizio positivo anche del Fondo monetario internazionale, autore di una previsione sul Pil italiano per il 2020. Secondo, lo studio pubblicato l'11 marzo e basato sui dati a disposizione fino al 28 gennaio, prevede un calo per il prodotto interno lordo dello 0,6%. Secondo l'Fmi il debito pubblico salirà al 137% del Pil e il deficit al 2,6%. 

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