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Ci vuole lucidità nella costruzione di nuovi portafogli

"I rendimenti obbligazionari si sono compressi ulteriormente. I mercati finanziari offrono ancora opportunità, ma la partita da giocare sarà complicata e richiederà una strategia attenta e agile". L'analisi di Luca Tobagi

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“Il 2020 è iniziato da poco più di due mesi e i mercati si sono già mossi in modo molto meno ordinato del 2019. È tornata, come ci aspettavamo, la volatilità nei mercati azionari. È arrivato l’elemento imprevisto del coronavirus (Covid-19) a sparigliare le carte e a gettare un’ombra – tendenzialmente di breve periodo, ma è comunque difficile quantificarne l’impatto potenziale – sulle prospettive di crescita globali. I rendimenti obbligazionari si sono compressi ulteriormente. Insomma, i mercati finanziari offrono ancora opportunità, ma la partita da giocare sarà complicata e richiederà una strategia attenta e agile". L'analisi di Luca Tobagi, cfa, investment strategist di Invesco.

Per questo è importante mantenere la lucidità di analizzare la situazione per quella che è. Anche nell’incertezza e in mezzo ad alcuni elementi imponderabili, come la propagazione di un nuovo virus, è sempre opportuno tenere a mente i dati economici, sulla crescita, sulla dinamica dei prezzi, sugli interventi di politica economica, fiscale e monetaria, che le autorità competenti possono dispiegare in caso di necessità.

Controllare le valutazioni e la solidità dei fondamentali delle aziende e dei mercati in cui investiamo e costruire una asset allocation equilibrata, diversificata e adatta alle esigenze, agli obiettivi, ai vincoli e alla capacità dei clienti di tollerare il rischio, nel medio-lungo periodo, vale più che seguire ossessivamente e febbrilmente il flusso di notizie sui mezzi di comunicazione.

Discese dei mercati azionari come quelle delle ultime settimane, soprattutto in ottica di lungo periodo, storicamente hanno rappresentato una valida opportunità di acquisto per gli investitori che hanno avuto il coraggio e la disciplina di sfruttarle. Possono sembrare ovvietà, ma non lo sono. Quindi, in un contesto complesso, può fare bene prendersi un momento per ricordarsene.

Continuiamo a trovarci in una fase complessa, di compressione dei rendimenti obbligazionari. Per quanto ne sappiamo, non è detto che sia destinata a cambiare, soprattutto fino a quando l’incertezza sulla dinamica economica globale rimarrà elevata.

È evidente che il processo di costruzione dei portafogli debba adattarsi a una mutata realtà. Un cambiamento non semplice, ma non per questo impossibile da realizzare. Lavorare sull’allungamento dell’orizzonte temporale, sull’inclusione di asset class che prima potevano essere meno frequentemente considerate, su strategie più articolate, è una necessità. Ma dalla necessità spesso nascono opportunità e si sviluppano nuove capacità.

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