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Uncem: "Comuni montani abbandonati dalle banche"

Il presidente dell'Unione dei municipi delle comunità montane denuncia la riduzione "selvaggia" dell'attività delle filiali. Dalla First Cisl arriva l'allarme: "Il governo eviti le folle intorno agli sportelli per le pensioni"

Marco Bussone, presidente di Uncem

Marco Bussone, presidente di Uncem

Dopo l'accordo di ieri tra sindacati e Abi sulle misure di sicurezza sanitaria di bancari e clientela, oggi arriva l'allarme dell'Unione nazionale comuni comunità enti montani sulla drastica riduzione di servizi bancari nei comuni montani, causata dalla chiusura e riduzione delle attività in filiale senza che siano stati coinvolti i primi cittadini.

Tante, troppe le segnalazioni alla Uncem che "oggi ha scritto ai Prefetti e ai vertici delle Istituzioni regionali del Piemonte e di altre Regioni, all'Abi, agli ad di Unicredit e di altri istituti, chiedendo di evitare ogni smantellamento di filiali, di non chiudere uffici senza manco informare preventivamente i Sindaci e i clienti, dimantenere bancomat e altri servizi territoriali".

"Per la montagna sono determinanti in questa fase, nella quale si devono limitare gli spostamenti tra comuni. Perosa Argentina ad esempio, dove Unicredit ha già chiuso la filiale senza informare il sindaco, Nadia Brunetto", evidenzia il presidente di Uncem, Marco Bussone, "e tantissime altre situazioni in Piemonte e in Italia. È grave perché va saputo anche dai prefetti che moltissimi esercizi commerciali nei piccoli comuni purtroppo non hanno il Pos e non accettano pagamenti digitali".

"Così, per qualche contate da prelevare per fare la spesa, senza bancomat vicini nel Comune ci si deve spostare, fare chilometri. Non va bene. Le banche", incalza ancora Bussone, "devono avere un altro atteggiamento. Poste ad esempio ha interessato i prefetti e il governo prima di modificare gli orari degli uffici. E ci hanno informati, permettendoci di fare le necessarie comunicazioni ai municipi interessati".

Sulla stretta ai servizi fatta dagli istituti di credito come reazione alla pandemia in corso di Covid-19, si regista anche il messaggio di First Cisl a Abi e governo. “Serve l’intervento del governo per garantire l'ordine pubblico e il rispetto di tutte le misure di sicurezza,  così da non creare condizioni di pericolo per i lavoratori e per la clientela". Lo dice il segretario generale Riccardo Colombani (in foto), prevedendo pericolosi assembramenti intorno agli sportelli bancari. "Il problema", spiega Colombani, "non è tanto il pagamento delle pensioni per cassa, quanto la grande massa di pensionati ai quali l’assegno viene accreditato su conto corrente e non dispone del bancomat né di altre carte". 

“Secondo l'ultima indagine sui bilanci delle famiglie di Bankitalia si tratta del 33% del totale dei pensionari italiani", aggiunge il segretario. "Circa tre milioni di persone si recano abitualmente nelle filiali per ritirare, in tutto o in parte, la propria pensione. Un afflusso di queste dimensioni è una bomba innescata. Rischiamo non solodi mettere a rischio la salute dei bancari, ma di vanificare i sacrifici che tutti gli italiani stanno facendo per contenere il contagio".

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