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Bnp Paribas lancia certificati bonus cap per monetizzare la volatilità

I certificati sono sugli indici Ftse Mib, Eurostoxx50 e Eurostoxx Banks e investono su azioni di primarie società quotate nazionali e internazionali. La loro scadenza è fissata a dicembre 2020

Devia Gregoriani, responsabile per gli Ets in Italia di Bnp Paribas Corporate & Institutional Banking

Devia Gregoriani, responsabile per gli Ets in Italia di Bnp Paribas Corporate & Institutional Banking

Il crollo dei listini azionari ha innescato flussi di vendita tipici dei mercati nei momenti di alta tensione, e il risparmiatore vive giorni di dissidio tra il desiderio di investire su mercati a valori storicamente bassi, e la paura di ulteriori ribassi. La volatilità è la protagonista dei mercati in questo periodo e i certificati lanciati oggi da Bnp Paribas mirano a una sua monetizzazione con barriere specifiche.

I nuovi bonus cap sono sugli indici Ftse Mib, Eurostoxx50 e Eurostoxx Banks e investono su azioni di primarie società quotate nazionali e internazionali. La loro scadenza è fissata a dicembre 2020 con rendimenti potenziali compresi tra il 6% e il 55%.

Ecco il meccanismo che punta a “monetizzare la volatilità”: quando questa è elevata, come in questo periodo, consente di emettere prodotti con barriere molto profonde, dando agli investitori la possibilità di entrare su livelli già storicamente ai minimi, ma assicurandosi un ulteriore “cuscinetto” rispetto a possibili ulteriori discese dei corsi fino al 30-50%.

I bonus certificates si propongono come alternativa all’investimento diretto in azioni o indici, permettendo di partecipare alla performance del sottostante abbinando una determinata protezione e un rendimento minimo. Il bonus dei certificati che presenta Bnp Paribas, presentano: un rendimento minimo garantito alla scadenza se il sottostante non scende mai a toccare la barriera, ovvero il sottostante non cala del 30-50% rispetto all’iniziale (questo livello varia per ogni singolo certificato). È quindi possibile guadagnare anche in caso di ribassi moderati delle azioni sottostanti, compresi tra il 50% e il 70% del valore iniziale a seconda del prodotto selezionato. 

Se invece si verifica l’evento barriera, a scadenza il certificate non paga il bonus, ma un importo proporzionato all’effettiva performance del sottostante. In questo caso sono possibili due scenari: l’investimento si può concludere con un ritorno se il valore finale del sottostante è superiore a quello iniziale e il guadagno rimane comunque limitato dal livello del Cap. Si verifica una perdita del capitale investito commisurata alla performance negativa del sottostante, se il valore finale del sottostante stesso è inferiore al valore iniziale.

“In un contesto di mercato come quello attuale, abbiamo voluto portare in emissione dei prodotti che potessero prendere vantaggio dall’elevata volatilità e di valori ai minimi storici delle azioni e degli indici sottostanti", spiega Nevia Gregorini, head of Ets – global markets di Bnp Paribas. "I bonus cap propongono rendimenti interessanti a fronte di una scadenza entro l’anno, a dicembre 2020. Le barriere sono state poste a livelli dal 70% al 50%, per dare modo agli investitori di scegliere il profilo di rischio/rendimento più adatto”.

Ad esempio, il bonus cap su Telecom Italia (ISIN: NL0014608366) pagherà a scadenza un premio di 25 euro se durante tutta la vita del certificate il titolo si è sempre trovato al di sopra del prezzo barriera (0,26915 euro). Se invece Telecom Italia toccasse la barriera continua nel corso della vita del Certificate, a scadenza l’investitore riceve un importo commisurato alla performance del sottostante. Se tale performance è positiva, il certificate scade e paga il valore nominale (100 euro) più il rendimento del titolo (per un valore massimo pari a 25 euro); se invece è negativa ci sarà una conseguente perdita sul capitale investito (100 euro per certificato).

Chi invece volesse investire sull’indice italiano, potrebbe valutare il Bonus Cap su Ftse Mib (ISIN: NL0014608572), che a fronte di una barriera a 10.891,86, paga un bonus di 15 euro (su un valore nominale di 100 euro). I certificati, come i prodotti simili, consentono di compensare le plusvalenze generate con le eventuali minusvalenze pregresse.

In particolare BNP Paribas ha lanciato 29 Bonus Cap Certificate su indici e azioni di primarie società quotate, italiane e straniere: Unicredit (ISIN: NL0014608333; NL0014608341), Telecom Italia (ISIN: NL0014608358; NL0014608366), STMicroelectronics (ISIN: NL0014608374; NL0014608382), Intesa Sanpaolo (ISIN: NL0014608390; NL0014608408), Fiat Chrysler Automobiles (ISIN: NL0014608416; NL0014608424),Ferrari (ISIN: NL0014608432), Enel (ISIN: NL0014608440; NL0014608457), Banco BPM (ISIN: NL0014608465; NL0014608473), Generali (ISIN: NL0014608481; NL0014608499), ArcelorMittal (ISIN: NL0014608507), Airfrance (ISIN: NL0014608515), Saipem (ISIN: NL0014608523; NL0014608531), Eni (ISIN: NL0014608549; NL0014608556), FTSE MIB (ISIN: NL0014608564; NL0014608572), Eurostoxx50 (ISIN: NL0014608580; NL0014608598), Eurostoxx Banks (ISIN: NL0014608606; NL0014608614).

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