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Fondi immobiliari, la crisi c’è ma le difese arriveranno

Il comparto dei real asset è a rischio. Chris Urwin (Aviva Investors): «Si prospetta un drastico calo della domanda globale»

Fondi immobiliari, la crisi c’è ma le difese arriveranno

Sulla carta dovrebbero offrire un riparo dalla tempesta che si sta abbattendo sui mercati. Nella realtà la crisi potrebbe essere meno violenta, ma in compenso molto più lunga. E’ vero infatti che i real asset, in particolare titoli immobiliari e infrastrutture, reggono bene alle situazioni di stress, soprattutto se comparati con altre classi di attivi. E che offrono benefici in termini di diversificazione e rendimento, in un momento in cui la resa dei titoli di Stato è destinata a calare, mentre gli investitori cercano sicurezza.

Ciononostante, come spiega Chris Urwin (in foto), director of research, real assets di Aviva Investors, l’impatto del Coronavirus sui real asset sarà senza precedenti e sconfesserà la storia. "In questo contesto, le condizioni di liquidità e i rischi di credito devono essere attentamente monitorati. Ma in generale si prospetta uno dei più drastici cali della domanda globale mai registrato", dice Urwin.

"Il mondo dei real asset come al solito si comporta con un ritardo rispetto ad altri segmenti di mercato, ma non sarà immune a questa crisi", confermano Pascal Blanqué, group chief investment officer, e Vincent Mortier, deputy group chief investment officer di Amundi. "Ci aspettiamo quindi una revisione al ribasso delle valutazioni e uno stop temporaneo di accordi e deal sul mercato».

Real estate. Per dirla in altri termini, la sopravvivenza di molti asset, soprattutto nell’area retail dipenderà in gran parte dal sostegno governativo, ovvero dalle misure straordinarie messe in campo dalle autorità politiche per fronteggiare la crisi. Come spiega Urwin i locatari di immobili commerciali, come negozi e catene commerciali, sono già stati colpiti duramente. Quanto alle attività che vendono beni non discrezionali, come alimentari e farmacie, potrebbero essere meno colpiti dal forte calo della domanda, ma è molto probabile che la maggior parte si essi subisca un ridimensionamento nei mesi a venire a causa delle interruzioni della catena di fornitura e delle difficoltà nel reperimento di personale.

Soprattutto, avverte Urwin, "è poco probabile che la maggior parte sia puntuale nel pagare l’affitto e, in assenza di sostegno da parte del governo, alcuni potrebbero fallire". Ancora più fosche le previsioni per i settori legati ai viaggi, la manifattura e il turismo, tra cui alberghiero, ristorazione e centri ricreativi, che dovranno affrontare una situazione sempre più difficile con il protrarsi della crisi.

Quanto alla logistica, sarà colpita dall’interruzione delle catene di fornitura globali e sarà sostenuta solo dagli acquisti online. "Gli operatori con bilanci sani e una bassa leva finanziaria saranno più resilienti, così come le imprese che svolgono un ruolo fondamentale per il funzionamento della società e dell’economia in generale, in quanto potrebbero avere maggiori probabilità di ricevere sostegno governativo", commenta Urwin.

Infrastrutture. Gli investimenti in infrastrutture, caratterizzati da flussi di cassa sostenuti dal settore pubblico e di lunga durata, sembrano concepiti invece per resistere alle crisi economiche. Ci sono però molte eccezioni: per esempio, i porti, che subiranno il calo del traffico dei container, e gli aeroporti. Con una comunicazione del 16 marzo il Centre for Aviation (ente di ricerca del settore) ha infatti stimato che la maggior parte delle compagnie aeree potrebbe dichiarare bancarotta entro la fine di maggio se i governi non interverranno fornendo sostegno. A rischio anche le infrastrutture del comparto energetico, i cui flussi di cassa dipendono dai prezzi dell’energia, che saranno colpite dal calo combinato della produzione dovuto alla pandemia e dalla guerra del petrolio.

Quanto all’edilizia e alla manifattura, i progetti infrastrutturali potrebbero non riuscire a diventare redditizi nei tempi previsti, a causa del prolungamento dei tempi e dell’aumento dei costi dovuto dalla potenziale carenza di manodopera, forniture e attrezzature. "I flussi di reddito, quindi, potrebbero essere compromessi. Tuttavia il settore è fondamentale per dare un impulso alla ripresa e alla continuità economica", conclude Urwin.

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