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investre today | l'intervista

Bernardi (B. Generali): "Più servizi digitali contro il covid-19"

Marco Bernardi, vice direttore generale di Banca Generali, spiega com’è cambiata l’operatività ai tempi dell’emergenza, con l’accelerazione dei servizi digitali e la consulenza schierata al fianco dei clienti per proteggerli innanzitutto dalla volatilità dei mercati e poi dai rischi che generano a essi stessi per effetto dell’emotività

Marco Bernardi, vice direttore generale di Banca Generali

Marco Bernardi, vice direttore generale di Banca Generali

"Stiamo affrontando una crisi che non è più solo sanitaria e che ha dato vita a uno scenario complesso e mai visto prima. Per questo motivo dobbiamo tenere i nervi saldi, rimanendo vicini ai risparmiatori per aiutarli a prendere decisioni senza farsi condizionare dall’emotività». Marco Bernardi, vice direttore generale di Banca Generali, lo ribadisce con forza: in un momento delicato come quello attuale, il risparmio privato va tutelato con iniziative mirate alla protezione dei patrimoni familiari. E, in esclusiva per Investire Today, ci racconta come la prima banca private di Piazza Affari sta vivendo questa sfida cruciale.

Dottor Bernardi, l’emergenza del Covid-19 ci ha portato a mettere in primo piano la salute, ripensando completamente il nostro approccio alla quotidianità e al mondo del lavoro. Come avete reagito voi di Banca Generali?

Siamo davanti a una situazione eccezionale e mai vista prima. Per questo motivo abbiamo dovuto agire con velocità per trasformare i processi della banca in modo da consentire ai nostri professionisti di poter affiancare la clientela in un momento così complicato. Il primo passo è stato quello di estendere la modalità di lavoro in smartworking a oltre il 90% dei nostri dipendenti, garantendo così la continuità nel supporto alla rete. Parallelamente, abbiamo quindi ridefinito i processi operativi secondo le nuove modalità di relazione a distanza rafforzando la nostra digital collaboration e rendendo efficace la contrattualistica via email e smartphone.

Oggi i nostri clienti possono non solo effettuare tutte le operazioni essenziali - richiedere l’emissione di carte o la modifica dei massimali, recuperare le password di accesso all’home banking - ma anche disporre tutte le operazioni di investimento e disinvestimento sui nostri prodotti e quelli dei nostri partner. Grazie a questa prontezza e al supporto operativo che abbiamo garantito stiamo continuando a crescere ricevendo flussi di raccolta importanti e soddisfacendo i bisogno di protezione dei nostri clienti.

I nostri clienti si stanno rivelando molto coscienti del fatto che, una volta che avremo superato l’emergenza, i mercati azionari avranno spazio di recupero come la storia e le esperienze pregresse ci insegnano. Qualche timore in più c’è sul fronte del credito”

Il digital è quindi un asset anche per voi che siete una banca private?

Lo è sempre stato. Per anni abbiamo investito pesantemente sulle piattaforme a disposizione dei nostri banker tanto che abbiamo creato un vero e proprio modello di hub private con un ecosistema digitale in cui sono disponibili molteplici servizi e soluzioni da remoto. Dalla partnership con la prima fintech europea, la danese Saxo Bank nel trading, abbiamo avviato una revisione anche delle proposte alla clientela con in primis l’home banking che oggi consente un’operatività semplice e immediata di quasi tutti i servizi, per non parlare delle possibilità dal conto extra che apre appunto alla sfera di prodotti dalla piattaforma di Bg Saxo.

Oltre alle drammatiche conseguenze dal punto di vista sanitario, l’emergenza Coronavirus ha coinvolto anche il risparmio privato con forti perdite perfino per i risparmiatori col profilo di rischio più prudente. Come state affiancando i clienti in questo momento così delicato?

Da sempre, in Banca Generali abbiamo scelto di seguire un profilo di investimento orientato alla prudenza con l’obiettivo primario di proteggere i risparmi dei nostri clienti. In questo caso ci siamo mossi in anticipo, già da metà febbraio, per aumentare ulteriormente le posizioni difensive non appena il virus aveva cominciato a manifestare numeri preoccupanti di diffusione al di fuori dei confini cinesi. Abbiamo inoltre lavorato per ottenere il più alto livello di diversificazione e liquidabilità degli asset, che è un ulteriore nodo che sta emergendo in questi ultimi giorni. 

Che segnali vi manifesta la clientela private? Qual è il livello di preoccupazione?

La preoccupazione è in questo momento principalmente rivolta all’aspetto sanitario con un livello di attenzione molto alto per il numero di contagi e decessi. Dal punto di vista finanziario invece i nostri clienti si stanno rivelando molto coscienti del fatto che, una volta che avremo superato l’emergenza, i mercati azionari avranno spazio di recupero come la storia e le esperienze pregresse ci insegnano. Qualche preoccupazione in più c’è invece sul credito per via delle tensioni sui debiti e in particolare su quelle aziende meno strutturate che stanno affrontando con molta difficoltà la recessione.

In una situazione così complessa, è ancora possibile investire sui mercati? Quali soluzioni proponete alla vostra clientela?

Oggi più che mai bisogna scegliere un approccio orientato alla prudenza e alla diversificazione. Penso quindi a soluzioni come gli investimenti assicurativi che hanno vantaggi fiscali e un elevato livello di protezione anche nell’uso della mutualità, oppure rappresentano un’ottima soluzione anche gli investimenti proressivi come i piani di accumulo che consentono di entrare sul mercato mediando nel tempo i rischi di volatilità.

Un capitolo importante è poi rappresentato dagli strumenti alternativi che avvicinano il risparmio all’economia reale. In Banca Generali abbiamo costruito competenze molto forti nelle cartolarizzazioni di crediti sanitari e per strumenti in aiuto delle pmi. In questa direzione stiamo lavorando ad ulteriori novità che possano aiutare il sistema e la ripresa del nostro Paese.

Facciamo di tutto per offrire opportunità ai nostri clienti, sempre con le dovute proporzioni avendo alle spalle organismi statali nelle garanzie dei crediti, e allo stesso modo assicurarci che il polmone del risparmio privato italiano possa rimettere in moto l’economia del Paese. Questo è il nostro modo di sviluppare un percorso di crescita sostenibile. Con attenzione ai clienti, agli azionisti ma anche alla comunità che mai più di adesso ha bisogno dello sforzo di tutti.

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