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Miraglia (Unicredit): "Anche a casa il private banking non si ferma"

Anche il private banking resta a casa, ma non sparisce. Renato Miraglia, responsabile del settore in Italia per Unicredit, spiega in che modo

Renato Miraglia, responsabile private banking di UNicredit

Renato Miraglia, responsabile private banking di UNicredit

Anche il private banking resta a casa, ma non sparisce. Lo dice Renato Miraglia, responsabile del settore in Italia per Unicredit, che spiega: "Anche in questo periodo molto complesso, possiamo confrontarci con i clienti a distanza, tramite mail e videochiamate e web call; possiamo inviare dettagliati report sulla posizione e i rischi del portafoglio per valutare l’allocazione complessiva; erogare consulenza e definire le diverse azioni da porre in essere, concludendo, poi, le proposte da remoto".

Unicredit ha un capitale solido anche grazie alla rigorosa linea dell’ad, Jean Pierre Mustier, che nel 2019 ha ceduto partecipazioni non strategiche come quelle in Fineco, Mediobanca e Yapi Kredi, con un beneficio di oltre 100 punti o circa 1% sul Cet1

"Il rapporto di fiducia", dice Miraglia, "tra clienti e private banker si trasforma nella modalità, non nella sostanza: le prime settimane ci dicono che i nostri consulenti e tutto lo staff di supporto continuano a mantenere costante contatto e cura dei patrimoni dei clienti anche a distanza".

"Unicredit ha un capitale solido anche grazie agli effetti della rigorosa linea dell’amministratore delegato Jean Pierre Mustier, che nel 2019 ha finalizzato", continua il capo del provate banking dell'istituto", in tempi record, la cessione di partecipazioni non strategiche come Fineco, Mediobanca e Yapi Kredi, con un beneficio di oltre 100 punti o circa 1% sul Cet1".

"Anche per questo la banca può proporre varie soluzioni di supporto all’economia italiana bisogna di rilancio, insieme a un servizio di gestione dei grandi patrimoni che mira a dare una coerenza di insieme dell’investimento con le esigenze del singolo cliente".

Renato Miraglia parla anche dei prodotti su cui Unicredit punta oggi. "Insieme ad Amundi abbiamo annunciato, ad esempio, la chiusura della prima finestra di sottoscrizione del fondo Amundi Eltif Leveraged Loans Europe (Amundi Elle), gestito dall'asset manager, che mira a costruire un portafoglio composto da circa 50-60 titoli, selezionati sia nel mercato primario che secondario, ben diversificati a livello di contraenti, settori e Paesi".

I fondi di investimento europei a lungo termine sono veicoli di investimento nuovi, soggetti a una precisa regolamentazione, che consentono agli investitori privati di accedere ad asset class tradizionalmente riservate alla sola clientela istituzionale. Il fondo di Credit Private Banking e Amundi, investe prevalentemente in leveraged loans, ossia  prestiti sindacati erogati da un pool di banche o altre istituzioni, a un’unica impresa debitrice. Sono prestiti senior e si posizionano, quindi, al primo posto nella struttura del capitale e generalmente sono garantiti da asset reali o azioni di proprietà dell’azienda.

"In un contesto caratterizzato da forte volatilità, tassi bassi e da una inflazione contenuta", sottolinea Miraglia, "è necessario ampliare la propria offerta per poter creare occasioni di rendimento anche per i clienti meno orientati a investire in modo più continuo".

"Siamo di fronte a un generale repricing dei premi al rischio delle attività più liquide come di quelle illiquide", aggiunge. "quindi il singolo veicolo in sé deve essere considerato complessivamente per gli strumenti e le classi di attivo del mercato del Private Markets cui dà accesso al cliente. Una corretta allocazione di portafoglio, sempre più diversificata e la volontà di stabilire con la clientela un patto di investimento su un orizzonte temporale più lungo, potrà favorire la proposizione anche di questo genere di strumenti".

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