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Prunas (Oddo Bhf Am): Il tech si difende diversificando nella sanità

Il Covid-19 sta colpendo il settore tecnologico a macchia di leopardo. Il gestore del fondo globale sui titoli tecnologici di Oddo, Brice Prunas, spiega quali sono i titoli più colpiti e quali i più resistenti. "La nostra difesa si chiama Gilead"

Prunas (Oddo Bh Am): Il tech si difende diversificando nella sanità

Un fondo che investe nell’intelligenza artificiale e la usa nel processo d’investimento. È questa la “doppia strada” scelta da Oddo Bhf Am per investire in titoli globali di aziende che basano parte dei propri processi su sistemi algoritmici di automazione.

Il Covid-19 mette a rischio i settori tecnologici esposti sia sul fronte dell'offerta che sulla domanda, come quello dei semiconduttori (Brice Prunas, Oddo Bhf Am)

Per i due gestori della strategia, Brice Prunas (in foto) e Maxence Radjabi, “i big data, l’automazione, il machine learning, il deep learning e l’informatica cognitiva sono oggi le principali declinazioni di tecnologie di intelligenza artificiale applicate già da molti anni. L’Ia è una rivoluzione silenziosa che si dipana sotto i nostri occhi e che trasformerà tutte le sfere della società e dell’economia”.

Il Coronavirus sta rappresentando per molte asset class un vero e proprio punto e capo, aprendo enormi interrogativi sul loro futuro. Non si sa, ad esempio, cosa accadrà all'automotive, per il quale entro maggio è previsto, soltanto in Italia, un calo di fatturato tra il 44 e il 56%.

Lo stesso vale per molti altri settori che vanno a incrociarsi con quello tenologico, in particolare per la fornitura di servizi destinati sia al processo di produzione e sia alla clientela finale (basti pensare alla user experience nelle fasi di acquisto e alle tecnologie contenute nele autovetture).   

"In un anno come questo, in cui gli utili delle aziende quotate sui mercati azionari globali rivestono un’importanza critica dopo l’espansione del 2019, è molto probabile che il Covid-19 avrà un impatto particolarmente negativo", spiega Prunas a Investiremag.it. "L’entità di tale impatto sugli utili dipenderà dalla misura in cui la morsa della pandemia si farà sentire oltre il primo trimestre del 2020. Noi preferiamo tenerci sul versante più prudente".

Tra i settori in cui il fondo di Oddo investe, ce ne sono alcuni che rischiano più di altri. "Ad esempio i semiconduttori, perchè  esposti su entrambi i lati della dinamica di mercato", continua il gestore. "Sia sul fronte dell'offerta, visto che diverse catene di approvvigionamento sono in Cina e sia su quello della domanda, dato che con il 25% Pechino rappresenta il mercato più importante per questi tipo di aziende".

Diverse aziende, come i produttori di memorie, dichiarano che finora il mometum del loro business è rimasto indenne dalla crisi (Prunas, Oddo Bhf Am)

Altri segmenti restano più al sicuro dalla crisi pandemica. "Diverse aziende, come i produttori di memorie, hanno dichiarato che finora il mometum del loro business ne è uscito indenne", continua Prunas. "D’altra parte, uno dei vantaggi di avere un fondo veramente diversificato, come il nostro, è la resistenza. Lo abbiamo dimostrato con le performance sufficienti durante i mercati difficili di fine febbraio".

Principalmente", conclude, "grazie alla sua esposizione difensiva nell’assistenza sanitaria che rappresenta il 20% del fondo). Per esempio siamo investiti in Gilead, il cui farmaco Redemsivir è stato considerato dall’Oms come il miglior candidato per combattere il Covid-19.

Il processo di investimento dell’Oddo Bhf Artificial Intelligence Fund si divide in tre fasi. La prima è rappresentata dall’applicazione di un algoritmo capace di processare 4 milioni di dati al giorno per la selezione delle migliori azioni a livello globale. La seconda fase vede protagonista un altro modello proprietario quantitativo, chiamato Algo 4, che seleziona i titoli in base a quattro fattori (valorizzazione, qualità, momentum e dimensione), e consente di individuare i 60 nomi di aziende con le caratteristiche più interessanti sia sul piano finanziario che del rischio. 

La terza e ultima fase passa attraverso l’intervento umano con la revisione qualitativa svolta dai gestori del fondo. Tale revisione ha lo scopo di identificare eventuali incongruenze nel portafoglio e di approfondire la conoscenza fondamentale delle società, in particolare tramite incontri tra dirigenti e gestori. 

In cosa investe il fondo. Il risultato di tale processo è un portafoglio composto da una sessantina di titoli mondiali che a fine gennaio scorso aveva si presentava al 63% da società americane, al 20% da europe, e al 17% da asiatiche. Complessivamente, il 48% delle allocazioni riguarda titoli tecnologici; la restante parte è divisa tra settori industriali, telecom e media, consumi o salute. Circa la il 37% delle aziende interessate dal fondo hanno dimensioni medio-piccole, aspetto che dimostra l’equilibrio del fondo tra i principali attori dell’Ia e i piccoli e medi attori, tra cui molte start up, attivi nel campo dell’Ia e del machine learning.

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