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Il bazooka di Trump da 4 mila miliardi di dollari

"I programmi di emergenza lanciati a fine marzo dalla Bce e dalla Federal Reserve sono potenzialmente in grado di alleviare l'immediato stress del sistema". Di Martin Dreier

"Nessuna sorpresa se la Fed tornasse ad aumentare i tassi d'interesse"

"Negli ultimi decenni gli interventi delle banche centrali si sono dimostrati efficaci nel gestire le crisi. In qualità di prestatori di ultima istanza, le banche centrali svolgono un ruolo chiave nel contenimento di crisi sistemiche. Le crisi passate ci hanno insegnato che è importante saper scegliere il momento giusto per fornire tempestivi segnali di supporto e intervenire risolutamente". Di Martin Dreier, senior portfolio manager Ethenea Independent Investors.

I programmi di emergenza lanciati a fine marzo dalla Bce e dalla Federal Reserve sono potenzialmente in grado di alleviare l'immediato stress del sistema. La Federal Reserve ha ad esempio preso una miriade di misure in diversi settori del sistema finanziario al fine di soddisfare le diverse richieste di liquidità. Il 23 marzo, la Fed ha annunciato i seguenti programmi a supporto della liquidità delle banche e per l'erogazione di credito a famiglie e imprese:

  • Acquisto sul mercato di quantità illimitate di titoli di Stato americani e mortgage-backed securities di agenzie semigovernative al fine di immettere liquidità sul mercato dei titoli di Stato.
  • Il "Money Market Mutual Funding Liquidity Facility (MMMFLF)" consente alle banche di acquistare asset di fondi monetari che si trovano a dover far fronte alle richieste di rimborso di quote.
  • Il "Commercial Paper Funding Facility (CPFF)" consente alle imprese statunitensi di rifinanziare i titoli di debito a breve termine e mette immediatamente liquidità a disposizione del settore industriale.
  • Il "Primary Dealer Credit Facility (PDCF)" permette alle banche che possono negoziare direttamente con la Fed di depositare crediti aziendali, commercial paper, obbligazioni municipali e anche azioni quali garanzie collaterali di crediti. Questi strumenti dovrebbero rendere nuovamente possibile l'erogazione di credito alle famiglie e alle aziende.
  • Il "Primary Market Corporate Credit Faciltity (PMCCF)" è concepito per consentire l'acquisto di obbligazioni societarie statunitensi di nuova emissione con rating investment grade e durata residua fino a 4 anni. La Federal Reserve intende così assicurare il rifinanziamento delle grandi imprese.
  • Il "Secondary Market Corporate Credit Facility (SMCCF)" consente alle banche di vendere obbligazioni già esistenti, offrendo agli intermediari la possibilità di liberarsi di strumenti esposti al rischio di credito invendibili sul mercato. In questo modo i bilanci delle banche si riducono e gli intermediari possono riprendere a negoziare prodotti che incorporano il rischio di credito. In caso di invendibilità sussiste quindi un'uscita di emergenza.
  • La Federal Reserve ha infine riattivato il "Term Asset Backed Security Loan Facility (TALF)" creato durante la crisi finanziaria, volto a consentire l'erogazione di crediti al consumo. Prodotti cartolarizzati aventi come sottostante prestiti per l'acquisto di auto, prestiti studenteschi, crediti su carte di credito e simili possono essere depositati dalle banche a garanzia di nuovi crediti.

Questi programmi possono raggiungere volumi fino a USD 4000 miliardi, che vanno ad aggiungersi ai programmi di acquisto illimitati di titoli di Stato americani e strumenti di debito emessi dalle agenzie statunitensi.           

Nell'Eurozona, il 18 marzo la BCE ha deciso di lanciare un nuovo programma obbligazionario a tempo determinato. Il "Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP)" consente alla BCE di acquistare fino a EUR 750 miliardi in titoli di Stato, asset-backed securities, titoli ipotecari e obbligazioni societarie con rating Investment Grade. La BCE ha al contempo annunciato la possibilità, nel quadro del PEPP, di deroghe alle quote di partecipazione delle banche centrali nazionali al capitale della BCE, in modo da rendere possibile l'acquisto di un numero maggiore di obbligazioni di paesi periferici già altamente indebitati come l'Italia. La BCE fa inoltre un'eccezione per i titoli di Stato greci, i cui rating High Yield non soddisferebbero altrimenti i criteri stabiliti per gli acquisti. Anche in questo caso il programma di acquisti della BCE intende fornire liquidità ai mercati, ridurre i costi di rifinanziamento e impedire che le crisi dei mercati finanziari diventino sistemiche.

La portata dei programmi di politica monetaria delle banche centrali negli USA e in Europa recentemente annunciati supera quella di tutti i piani di salvataggio varati in passato durante la crisi finanziaria globale del 2008 o quella dell'euro del biennio 2011/12.

Ciò nonostante, i programmi di liquidità non sono sufficienti a risolvere i problemi dell'economia reale. A tale scopo sono necessari programmi coordinati di politica fiscale che aiutino i lavoratori e le imprese colpite dallo "shutdown" che, ci si augura, sarà solo temporaneo. L'attuazione di tali programmi ci appare decisamente più semplice negli USA che nell'Unione europea, data la frammentazione di quest'ultima e il peso assunto al suo interno dagli interessi dei singoli Stati nazionali.

Nessun programma, di natura fiscale o monetaria, può finanziare una stasi duratura della vita pubblica e quindi dell'economia. Il primo passo assolutamente necessario riguarda pertanto il contenimento del contagio da coronavirus, in modo da poter ridurre in primo luogo il numero delle vittime, dando al contempo ai lavoratori e alle imprese la sicurezza necessaria per poter tornare a pianificare. Le misure delle banche centrali e i pacchetti di soccorso immediato in Europa e negli USA rappresentano primi interventi importanti per attutire l'impatto della crisi da coronavirus e forniscono inoltre un segnale positivo all'economia e ai mercati finanziari. Ma non saranno certamente gli ultimi.

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