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Assifact: Subito un fondo di garanzia per la cessione di crediti delle imprese in crisi

L'associazione del factoring italiano propone al governo un meccanismo di garanzia statale dell'importo in conto capitale dei debiti commerciali aziendali ceduti a banche e intermediari finanziari

Imprese, Assifact: subito fondo di garanzia per la cessione di crediti

Lo scorso febbraio, Assifact, l'associazione delle società di factoring italiano calcolava in 255,5 miliardi il volume d'affari dell'industria con una crescita del 6,44%, grazie ad una crescita del numero di imprese che cedono i propri crediti in cambio di liquidità. Un risultato in linea con le previsioni di novembre che parlavano di una crescita del 7%. Anche a marzo, l'andamento del mercato è rimasto stabile. 

Il ricorso al factoring in tutte le sue forme, supportato da una garanzia statale, rappresenta una soluzione alla crisi di liquidità del sistema èproduttivo (Alessandro Carretta, Assifact)

Oggi Assifact propone il factoring come settore, che può contribuire a rimettere in moto la macchina dei pagamenti del sistema economico italiano messo a dura prova dall'epidemia di Covid-19 in corso.

L'associazione lancia la proposta di un meccanismo di garanzia delle cessioni di credito, calcolando una movimentazione di flussi finanziari da 80 miliardi, a fronte di una dotazione di fondi pubblici di 5 miliardi. L'idea è quella di inserire tale sistema, proprio come sta accadendo in altri paesi europei, tra i provvedimenti dei decreti emergenziali che il governo sta prendendo per fronteggiare la crisi. 

L'industria del factoring, interlocutore di riferimento per il supporto gestionale e finanziario alle transazioni di natura commerciale delle imprese, è pronta a fornire il proprio contributo all'economia reale con un intervento di sistema supportato da garanziastatale.

Attraverso il ricorso ad un fondo di garanzia per la cessione di crediti, e nell'ambito di un plafond specifico con appropriati meccanismi di funzionamento, lo Stato può intervenire garantendo l'importo in conto capitale dei debiti commerciali delle imprese ceduti a banche e intermediari finanziari come le società di factoring, riducendo tempi e costi e liberando così ulteriore capacitàdi credito per le imprese. Il meccanismo prevede la concessione alle imprese debitrici di una dilazione di pagamento dei propri debiti non inferiore a 6 mesi, estendendo così i benefici della garanzia sia al debitore che al cedente.

"Il factoring", dice Alessandro Carretta (il primo in foto), segretario generale di Assifact e professore di Economia degli intermediari finanziari all'Università di Roma Tor Vergat, "ha sempre svolto una funzione di supporto alla liquidità delle imprese. Rappresenta lo strumento idealeper la gestione e il finanziamento del capitale circolante e la pianificazione temporale dei flussi di cassa in entrata e in uscita, anche nei momenti di crisi economica".

La proposta di un fondo di garanzia per le cessioni dei crediti permetterebbe, secondo le previsioni di Carretta di intervenire sul calo dei fatturati e slla riduzione dei flussi di cassa prodotti dal necessario lockdown delle attività. "Molte imprese rischiano di non poter adempiere alle proprie obbligazioni di pagamento commerciali o finanziarie", commenta il segretario generale di Assifact. "L'impennata delle insolvenze potrebbe provocare un blackout produttivo generalizzato".

Una previsione in linea con quella fatta da Banca d'Italia, che ieri ha parlato della necessità di una strategia specifica in previsione delle molte ristrutturazioni aziendali che saranno necessarie una volta conclusa la fase in corso di prima emergenza. Il governo italiano ha già disposto una moratoria che, per le microimprese e le Pmi, estende di oltre 180 giorni ogni scadenza di pagamento.

Assifact immagina, accanto a queste misure, altre che portino alle grandi imprese e alla settore delle forniture ulteriore liquidità e non solo il mantenimento delle linee di credito già esistenti. Ciò può avvenire, secondo Assifact, coinvolgendo direttamente il capitale circolante, direttamente collegato alla disponibilità di cassa e alla rotazione del magazzino e dei crediti e debiti commerciali. Insomma, interventi che vadano a incidere sui costi fissi delle aziende, tra le voci più importanti delle loro uscite di bilancio. Per fare ciò necessari gli strumenti finanziari appropriati. "Il ricorso al factoring in tutte le sue forme, supportato da una garanzia statale, rappresenta un'efficace e immediata soluzione", dice Assifact. 

Anche nei primi due mesi dell'anno il factoring italiano, un business che vale il 14% del Pil, ha continuato a crescere supportando il sistema delle imprese con un volume d'affari di 33,8 miliardi a fine febbraio: +1,18% rispetto allo stesso periodo del 2019, chiuso al 31 dicembre con 255,5 miliardi di volume d'affari (+ 6,44% sul 2018). Le prime indicazioni relative al mese di marzo 2020 mostrano un mercato stabile con una sostanziale tenuta dei volumi dei crediti acquistati.

Il ruolo dell'industria italiana è testimoniato anche dalla recente nomina del presidente di Assifact, Fausto Galmarini (il secondo in foto), alla vicepresidenza della Euf, la federazione europea del settore (Eu Federation for the factoring and commercial finance industry). Confermato il presidente francese, Francoise Palle-Guillabert (Asf). A Galmarini si affianca, come vice presidente, la tedesca Magdalena Wessel (Dfv).

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