Quantcast

covid-19 & credito

Bruxelles pensa a società di asset management nazionali per la gestione degli Npl

Il portavoce della Commissione Europea, Eric Mamer, ha escluso l'idea di un'unica bad bank per le passività bancarie prodotte dalla pandemia. Il capo economista di Unicredit Research, Erik Nielsen: "Un buon modello è quello del piano di gestione degli asset critici realizzato dall'amminsitrazione Obama"

Banche in rosso, Bruxelles pensa a società di asset management nazionali

La Commissione europea sta valutando la costituzione di società veicolo per la gestione dei debiti che le imprese contrarranno oggi con le banche per fronteggiare la crisi di liquidità e che non saranno in grado di onorare una volta finita la fase dell'emergenza.Per la Banca centrale europea l'ideale sarebbe una bad bank unica in cui far confluire i crediti che le banche non riusciranno a recuperare per via di fallimenti e crisi. Bankitalia prevede infatti una dilatazione del debito corporate tale che richirderà la ristrutturazione di molte imprese.

L'idea, come raccontava ieri il Financial Times, è stata presentata dalla banca centrale a Bruxelles, dove non sembrava essere stata accolta con favore. Stamattina il portavoce della Commissione Europea, Eric Mamer, durante un incontro con la stampa, ha confermato il no dell'assemblea guidata da Ursula Von De Leyer (in foto) al progetto.

L'esecutivo non sta lavorando su un'ipotesi del genere, ha spiegato Mamer. Ma qualcosa si farà: è stato, infatti, ripreso in mano un documento del marzo 2018, dedicato alla creazione di società di asset management in cui far confluire le passività, ma non a livello comunitario, bensì nazionale.

In questi veicoli costituiti ad hoc potrebbero essere concentrate non solo le passività accumulate dai paesi in questa fase ma anche una quota importante di Npl pregressi, derivanti dalle passate crisi, presenti ancora nei bilanci delle banche non solo italiane, ma anche greche, cipriote e del Portogallo. 

L'idea di un canale a disposizione delle banche più appesantite dalle passività trova il d'accordo il capo economista di Unicredit Research, Erik Nielsen, che ritiene sarebbe ideale la costituzione di una struttura simile a quella che fu creata negli Usa durante l'amministrazione di Barack Obama: il Tarp, ossia Troubled assets relief program. "È una lezione di importanza critica, appresa dagli Usa durante la crisi finanziaria", commenta Nielsen che aggiunge:  "è in arrivo la madre di tutte le recessioni".

leggi anche | Abi tranquillizza: Le banche saranno capaci di gestire gli Npl

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo